Epistilbite

L'epistilbite (simbolo IMA: Estb) è un minerale non molto diffuso del gruppo delle zeoliti; essendo una zeolite appartiene alla famiglia dei "tectosilicati" e possiede composizione chimica Ca3[Si18Al6O48]·16H2O
| Epistilbite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 9.GD.45[1] |
| Formula chimica | Ca3[Si18Al6O48]·16H2O[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino[3] |
| Parametri di cella | a = 9,08 Å, b = 17,74 Å, c = 10,25 Å, β = 124,5°, V = 1 360,68 ų, Z = 3[3] |
| Gruppo puntuale | 2, m, 2/m[3] |
| Gruppo spaziale | C2 (nº 5), Cm (nº 8) oppure C2/m (nº 12)[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 2,22 - 2,28[3] g/cm³ |
| Densità calcolata | 2,266[3] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 4[4] |
| Sfaldatura | perfetta secondo {010}[5] |
| Frattura | irregolare[5] |
| Colore | incolore, bianco, rosato, giallastro[4] |
| Lucentezza | vitrea[6] |
| Opacità | trasparente a traslucido[6] |
| Striscio | bianco[4] |
| Diffusione | non diffuso |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
L'epistilbite (simbolo IMA: Estb[7]) è un minerale non molto diffuso del gruppo delle zeoliti; essendo una zeolite appartiene alla famiglia dei "tectosilicati" e possiede composizione chimica Ca3[Si18Al6O48]·16H2O[2]
Etimologia e storia
[modifica | modifica wikitesto]Il minerale oggi noto come epistilbite fu descritto per la prima volta nel 1826 da Gustav Rose nella rivista scientifica tedesca Poggendorffs Annalen der Physik und Chemie come un nuovo minerale appartenente alla famiglia delle zeoliti, originario dell'"Islanda e delle isole Fær Øer", dove si diceva si trovasse nelle "cavità di una pietra amigdaloide":
«Avevo già visto questo genere diversi anni prima nella Collezione Reale di Mineralogia di Berlino e ne avevo identificato la forma. Il professor Weiss aveva precedentemente distinto alcuni esemplari con cristalli geminati, che tuttavia non erano molto distinti, e li aveva considerati una nuova varietà di zeolite fillositica... In seguito, nel 1824, ritrovai l'epistilbite a Parigi nella collezione privata del Re, dove il conte von Bournon l'aveva già riconosciuta come qualcosa di nuovo»
Tuttavia, non sono noti ritrovamenti recenti di epistilbite nelle Isole Faroe,[9] quindi è probabile che tutti gli esemplari esaminati da Rose provenissero dall'Islanda.[10] Il probabile primo sito di scoperta è la riva del fiordo di Berufjörður nei pressi di Djúpivogur (in Islanda).[9][11][12]
Rose diede il nome al minerale in riferimento alla sua somiglianza con i cristalli di stilbite[13] usando la parola in greco antico ἐπί ('epi', vicino).[8] La stilbite a sua volta fu chiamata così nel 1797 da Jean-Claude Delamétherie, dal greco antico στίλβη ('stílbe', lucentezza, scintillio), a causa del suo aspetto perlaceo o vitreo,[14] ma il nome epistilbite ha confuso mineralogisti e collezionisti di minerali sin dalla sua introduzione: infatti l'epistilbite è una specie minerale distinta e non ha alcuna relazione con una le stilbiti.[10][11]
Tuttavia, un minerale che oggi è anche noto come epistilbite era già stato riconosciuto nel 1823 da Johann Friedrich August Breithaupt come una "nuova specie dell'ordine delle zeoliti" e descritto come monofane (dal greco antico μονοφανής - monophanés - che significa "che appare da solo, visibile da solo", in riferimento alla lucentezza sulla superficie di frattura),[15] motivo per cui questo nome sarebbe in realtà quello primario. Il minerale era stato erroneamente identificato come adularia nella collezione di Abraham Gottlob Werner e successivamente[16] combinato da Breithaupt con l'epistilbite di Rose per formare il genere delle "zeoliti-monofane".

Wolfgang Sartorius von Waltershausen aveva chiamato parastilbite i cristalli[17] trovati insieme a cabasite, heulandite, desmina e calcite nella località vicino a Thyrill sull'isola di Hvalfiorderstrand nel fiordo di Berufjörður e che, a suo dire, differivano dall'epistilbite per la loro maggiore durezza, densità e per i diversi angoli tra le facce cristalline. Tuttavia, quando Conrad Friedrich August Tenne esaminò il materiale originale nel 1881, la parastilbite si rivelò completamente identica all'epistilbite.
Nel 1866, Karl Wilhelm Georg Freiherr von Fritsch trovò gruppi radiali di cristalli colonnari corti, lunghi fino a 3 mm, sull'isola greca di Santorini, che chiamò reissite in onore del suo compagno di viaggio, W. Reiss. Sia Karl von Fritsch[18] che Friedrich Hessenberg[19] paragonarono il minerale all'epistilbite, parastilbite e monofane—e consideravano i due minerali come specie diverse a causa dei diversi angoli tra le facce. Secondo Otto Luedecke[20] e Carl Adolf Ferdinand Hintze,[12] epistilbite e reissite sono identiche.
L'orizite (od oryzite) (dal greco antico ὄρυζα, 'oryza', che significa riso, a causa della forma a chicco di riso dei cristalli) fu descritta nel 1879 da Giuseppe Grattarola[21] come un minerale proveniente dal granito della vena "Masso Foresi" sull'isola d'Elba (in Italia). Secondo Andreas Arzruní[22] e Paul Heinrich von Groth,[23] è probabilmente identica all'heulandite, ma secondo Stefano Merlino è identica all'epistilbite.[24]
Il presunto campione tipo per l'epistilbite (probabilmente l'olotipo) è conservato nella collezione del Museum für Naturkunde a Berlino (in Germania) con il numero di catalogo 1999-0100. L'esemplare di 4×3×2 cm è accompagnato da un'etichetta scritta da C.S. Weiss con una descrizione dettagliata dell'esemplare.[25] Secondo la descrizione originale di Rose, altri campioni tipo di epistilbite si trovano presso il Museo nazionale di storia naturale di Francia a Parigi.[25]
Classificazione
[modifica | modifica wikitesto]La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[26] elenca l'epistilbite nella classe "9. Silicati (germanati)" e da lì nella sottoclasse "9.G Tettosilicati con H2O zeolitica; famiglia della zeolite"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla struttura cristallina del minerale, in modo tale da trovare l'epistilbite nella sezione "9.GD Catene di anelli di 6 membri – zeoliti tabulari" dove forma il sistema nº 9.GD.45 insieme a metaepistilbite, monofano, orizite, oryzite, parastilbite e reissite, tutti minerali non più riconosciuti dall'IMA.[26]
Tale classificazione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il sistema 9.GD.45 è formato solo dall'epistilbite.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'epistilbite è elencata nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse dei "tectosilicati" dove forma il "gruppo dell'heulandite" con il sistema nº VIII/J.23 insieme a heulandite-Na, heulandite-K, heulandite-Ca, heulandite-Sr, heulandite-Ba, clinoptilolite-Na, clinoptilolite-K, clinoptilolite-Ca, stilbite-Na, stellerite, barrerite, goosecreekite, stilbite-Ca, brewsterite-Sr e brewsterite-Ba.[27]
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, l'epistilbite si trova nella famiglia dei "silicati"; qui è nella classe dei "tectosilicati; gruppo delle zeoliti" e nella sottoclasse delle "zeoliti originali" dove forma il sistema nº 77.01.06 insieme a mordenite, boggsite, maricopaite e dachiardite-Na.[28]
Abito cristallino
[modifica | modifica wikitesto]L'epistilbite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale non ancora precisamente determinato e probabile tra C2/m (gruppo nº 12), Cm (gruppo nº 8) oppure C2 (gruppo nº 5) con le costanti di reticolo a = 9,08 Å, b = 17,74 Å, c = 10,25 Å e β = 124,5°, oltre a possedere 3 unità di formula per cella unitaria.[3]
Chimica
[modifica | modifica wikitesto]Le analisi chimiche umide di un'epistilbite di Fossárfell a Berufjörður hanno prodotto il 57,79% di silice (SiO2), 17,62% di ossido di alluminio (Al2O3), 0,02% di ossido ferrico (Fe2O3), 0,02% ossido di magnesio (MgO), 8,21% di ossido di calcio (CaO), 0,06% di ossido di potassio (K2O), 12,21% di acqua ionizzata positivamente (H2O(+)) e 3,10% acqua ionizzata negativamente (H2O(-)) per un totale 100,42%.[29] Sulla base di 48 atomi di ossigeno, si ottiene la formula empirica (Ca2.69Na0.82K0.02)Σ = 3.53Al6.35Si17.67O48·15.61H2O,[29] che può essere idealizzata in Ca3[Al6Si18O48]·16H2O.
Nell'analisi di epistilbite provenienti da diverse altre località, l'ossido di stronzio (SrO) e l'ossido di magnesio (MgO) non sono mai stati trovati, e l'ossido di bario (BaO) è stato trovato solo raramente e in piccole quantità.[29][30]
L'epistilbite presenta una variazione molto limitata nei suoi cationi scambiabili. È sempre dominata dal calcio e contiene quantità moderate di sodio. Il potassio è raro, mentre magnesio, bario e stronzio sono quasi sempre assenti.[30] Secondo altri studi,[31] la composizione chimica varia intorno alla "formula media" Ca2.5Na0.8K0.2(Al6Si18O48)·16H2O,[30] dove il rapporto Ca/(Na + K) varia tra 9 e 2[32] e il rapporto Na/(Na + Ca) tra 0,1 e 0,3.[31]
Origine e giacitura
[modifica | modifica wikitesto]L'epistilbite è stata trovata all'interno di cavità di gneiss e basalti associata a quarzo e altre zeoliti.[5]
Il minerale non è molto comune ed è stato trovato in un centinaio di siti sparsi per il mondo.[33] Qui si ricorda solo le sue due località tipo: l'area del fiordo di Breiðdalur[34] e Teigarhorn presso Múlaþing,[35] entrambe nell'Austurland (Islanda).
Forma in cui si presenta in natura
[modifica | modifica wikitesto]L'epistilbite forma aggregati sferulitici o a fasci, ma anche cristalli prismatici di dimensioni fino a 3 cm.[5] Il minerale è da trasparente a traslucido con lucentezza vitrea; è incolore, ma può essere anche bianco, rosato o giallastro, mentre il suo striscio è sempre bianco.[3]
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Cristalli idiomorfi con facce terminali a forma di scalpello
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Aggregato di molti cristalli cresciuti parallelamente
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Aggregati a forma di rosetta di cristalli lamellari
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Formazione di tipo radiale
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Aggregato sferico
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - Chains of 6-membered rings – tabular zeolites, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 15 marzo 2026.
- ^ a b (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2026 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 15 marzo 2026.
- ^ a b c d e f g h (EN) Epistilbite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 15 marzo 2026.
- ^ a b c (DE) Epistilbit (epistilbite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 15 marzo 2026.
- ^ a b c d (EN) Epistilbite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 15 marzo 2026.
- ^ a b (EN) Epistilbite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 15 marzo 2026.
- ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 15 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ^ a b (DE) Gustav Rose, Ueber den Epistilbit, eine neue zur Familie der Zeolithe gehörige Mineralgattung (PDF), in (Poggendorff's) Annalen der Physik und Chemie, vol. 6, n. 2, 1826, pp. 183-190. URL consultato il 15 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2020).
- ^ a b (EN) Volker Betz, Famous mineral localities: Zeolites from Iceland and the Faeroes, in Mineralogical Record, vol. 12, n. 1, 1981, pp. 5-26.
- ^ a b (EN) Rudy Warren Tschernich, Zeolites of the World, 1ª ed., Phoenix, Geoscience Press, 1992, pp. 145-155, ISBN 0-945005-07-5.
- ^ a b (EN) Glauco Gottardi e Ermanno Galli, Natural Zeolites (Minerals and Rocks Series No. 18), 1ª ed., Berlino, Heidelberg, New York, Tokyo, Springer, 1985, pp. 239-244, DOI:10.1007/978-3-642-46518-5, ISBN 978-3-642-46520-8.
- ^ a b (EN) Carl Hintze, Handbuch der Mineralogie. Zweiter Band: Silicate und Titanate, Lipsia, Veit & Co., 1897, pp. 1761-1767.
- ^ Al tempo non era ancora noto che la stilbite in realtà esisteva in natura in due varianti stilbite-Ca e stilbite-Na. Si vedano:
* (EN) Stilbite-Ca, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 15 marzo 2026.
* (EN) Stilbite-Na, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 15 marzo 2026. - ^ (EN) Stilbite Subgroup, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 15 marzo 2026.
- ^ (DE) August Breithaupt, Vollständige Charakteristik des Mineral-Systems, 3ª ed., Dresda, Arnoldische Buchhandlung, 1823, p. 279.
- ^ (DE) August Breithaupt, Vollständige Charakteristik des Mineral-System’s, 3ª ed., Dresda, Lipsia, Arnoldische Buchhandlung, 1832, p. 119.
- ^ (DE) Wolfgang Sartorius von Waltershausen, Der Parastilbit, eine neue Mineralspecies, in (Poggendorff’s) Annalen der Physik und Chemie, vol. 175, n. 1, 1856, p. 170.
- ^ (DE) Karl Wilhelm Georg Freiherr von Fritsch, Geologische Beschreibung des Ringgebirges von Santorin, in (Poggendorff’s) Annalen der Physik und Chemie, vol. 23, n. 1, 1871, p. 125.
- ^ (DE) Friedrich Hessenberg, Reissit, ein vielleicht neues Mineral von Santorin, in Mineral. Notizen (aus den Abhandlungen der Senckenbergischen Naturforschenden Gesellschaft in Frankfurt a. M), vol. 9, 1870, p. 22.
- ^ (DE) Otto Luedecke, Ueber Reissit, in Neues Jahrbuch für Mineralogie, Geologie und Palaeontologie, vol. 1881, n. 1, 1881, pp. 162-167.
- ^ Giuseppe Grattarola, Orizite e pseudonatrolite due nuove specie del sott’ordine delle Zeoliti (Oryzit und Pseudonatrolith — zwei neue Zeolithe), in Atti della Società Toscana de Scienze Naturali Residente in Pisa, vol. 4, n. 2, 1879, p. 226-230. URL consultato il 15 marzo 2025.
- ^ (DE) A. Arzruní, Correspondenzen, Notizen und Auszüge Referat zu G. Grattarola (in Florenz): Oryzit und Pseudonatrolith — zwei neue Zeolithe, in Zeitschrift für Krystallographie und Mineralogie, vol. 4, n. 6, 1880, pp. 640–641.
- ^ (DE) Paul Heinrich von Groth, Tabellarische Übersicht der Mineralien nach ihren krystallographisch-chemischen Beziehungen, 3ª ed., Braunschweig, Vieweg, 1889 [1874], p. 146.
- ^ (EN) Stefano Merlino, Mineralogical Notes: Orizite discredited (= Epistilbite) (PDF), in The American Mineralogist, vol. 57, n. 3, 1972, pp. 592-593. URL consultato il 15 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2022).
- ^ a b (DE) Typmineralkatalog – Epistilbit, su www.typmineral.uni-hamburg.de. URL consultato il 15 marzo 2026.
- ^ a b (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 15 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ^ (DE) Lapis-Systematik - VIII SILIKATE - VIII/J Gerüstsilikate (mit Zeolithen), su mineralienatlas.de. URL consultato il 15 marzo 2026.
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- ^ a b c (EN) Mizuhiko Akizuki e Hirotsugu Nishido, Epistilbite: symmetry and twinning (PDF), in The American Mineralogist, vol. 73, n. 11/12, 1988, pp. 1434-1439. URL consultato il 15 marzo 2026.
- ^ a b c (EN) Ermanno Galli und Romano Rinaldi, The crystal chemistry of epistilbites (PDF), in The American Mineralogist, vol. 95, n. 9/10, 1974, pp. 1055-1061. URL consultato il 15 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2023).
- ^ a b (EN) Douglas S. Coombs et al., Recommended nomenclature for zeolite minerals: report of the Subcommittee on Zeolites of the International Mineralogical Association, Commission on New Minerals and Mineral Names (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 35, n. 6, 1997, pp. 1571-1606. URL consultato il 15 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2022).
- ^ (EN) Glauco Gottardi e Ermanno Galli, Natural Zeolites (Minerals and Rocks Series No. 18), 1ª ed., Berlino, Heidelberg, New York, Tokyo, Springer, 1985, pp. 239-244, DOI:10.1007/978-3-642-46518-5, ISBN 978-3-642-46520-8.
- ^ (EN) Localities for Epistilbite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 15 marzo 2026.
- ^ (EN) Breiðdalur- Berufjörður area, Eastern Region, Iceland, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 15 marzo 2026.
- ^ (EN) Teigarhorn, Berufjörður, Djúpavogshreppur, Múlaþing, Eastern Region, Iceland, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 15 marzo 2026.
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Epistilbite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 15 marzo 2026.
- (EN) Epistilbite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 15 marzo 2026.
