Moby Magic
Il Moby Magic è stato un traghetto, appartenuto dal 1997 al 2005 alla compagnia di navigazione italiana Moby Lines, ultima proprietaria prima della demolizione .
| Moby Magic | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | Ro-Pax |
| Classe | Tiburón |
| Armatore | Moby Lines |
| Proprietà | Trasmediterránea (1975-1997) Moby S.p.A (1997-2005) |
| Registro navale | RINA |
| Porto di registrazione | |
| Identificazione |
|
| Ordine | 20 settembre 1971 |
| Costruttori | Unión Naval de Levante |
| Cantiere | Valencia, Spagna |
| Costruzione n. | 127 |
| Impostazione | 1973 |
| Varo | 18 maggio 1974 |
| Madrina | Carmen Polo de Franco, moglie di Francisco Franco |
| Consegna | 13 settembre 1975 |
| Entrata in servizio | 15 settembre 1975 |
| Nomi precedenti | J. J. Sister (1975-1994) Balanga Sister (1994-1995) J. J. Sister (1995-1997) |
| Intitolazione | Juan José Sister, fondatore di Trasmediterránea (1975-1994;1995-1997) |
| Fuori servizio | 11 settembre 2003 |
| Disarmo | 27 settembre 2003 |
| Radiazione | ottobre 2005 |
| Destino finale | Demolizione presso i cantieri di Aliağa nel 2005 |
| Stato | Demolito |
| Caratteristiche generali | |
| Stazza lorda | 13 331 tsl |
| Stazza netta | 4 192 tsn |
| Portata lorda | 2 577 tpl |
| Lunghezza | 140,82 m |
| Larghezza | 22,51 m |
| Altezza | 13,21 m |
| Pescaggio | 6,42 m |
| Propulsione | 4 motori diesel MAN-Bazan V6V40/45, 19 712 kW |
| Velocità | 22 nodi (40,74 km/h) |
| Capacità di carico | 250 auto o 400 m.l. di carico merci |
| Equipaggio | 129 |
| Passeggeri | 1 080 |
| (SV) J.J. Sister (1975), su faktaomfartyg.se. URL consultato il 2 aprile 2026. Moby Magic, su pianetanavi.net. URL consultato il 2 aprile 2026. | |
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Il Moby Magic è stato un traghetto, appartenuto dal 1997 al 2005 alla compagnia di navigazione italiana Moby Lines, ultima proprietaria prima della demolizione .
Servizio
[modifica | modifica wikitesto]Il traghetto, primo di una serie di due unità gemelle commissionate il 20 settembre 1971 dalla Trasmediterránea al cantiere navale Unión Naval de Levante, venne varato il 18 maggio 1974 nellon stabilimento di Valencia con il nome di J. J. Sister, in onore dello storico fondatore della compagnia spagnola, dalla madrina Carmen Polo de Franco, moglie dell'allora dittatore Francisco Franco. In seguito a ciò, il 13 settembre 1975, al termine delle prove in mare, tenutesi nel golfo di Valencia, durante le quali il traghetto raggiunse picchi di 25 nodi, il J. J. Sister venne consegnato alla Trasmediterránea, dalla quale venne immesso due giorni dopo nei collegamenti tra Palma di Maiorca e Barcellona, operandovi per alcuni viaggi di prova, fino al 2 ottobre, quando salpò per il suo viaggio inaugurale nei collegamenti tra il porto catalano, Cadice, Las Palmas de Gran Canaria e Santa Cruz de Tenerife.[1] Negli anni seguenti, lo scalo a Barcellona venne soppresso ed il traghetto continuò ad operare regolarmente nei collegamenti tra Cadice e le Canarie, tornando comunque saltuariamente ad operare nei collegamenti tra Barcellona e Palma di Maiorca.[1] Il 26 settembre 1985, in occasione delle celebrazioni per il quinto centenario della scoperta dell’America, e sotto il patrocinio della Confederazione Spagnola delle Casse di Risparmio, il traghetto effettuò sei viaggi transatlantici nell’ambito del programma “Aventura 92”, navigando momentaneamente con il nome di Guanahaní, nome che gli indigeni davano all’isola di San Salvador.[1] In tali occasioni, il traghetto navigò come nave da crociera tra Huelva, Las Palmas de Gran Canaria, Santa Cruz de Tenerife, San Salvador, L’Avana, Puerto Plata, Santo Domingo e Cadice.[2] Il 4 novembre, al termine di tale viaggio, il traghetto venne poi trasferito immesso nei collegamenti tra Genova, Palma di Maiorca, Malaga, Cadice, Arrecife, Santa Cruz de Tenerife e Las Palmas de Gran Canaria, dove affiancò il gemello Manuel Soto, operandovi tuttavia solo per pochi mesi, fino al maggio del 1986, quando la tratta venne soppressa e il traghetto ritrasferito nei collegamenti tra Cadice e le Canarie.[1]
Il 17 settembre 1988 il traghetto salpò da Cadice per il suo secondo viaggio transatlantico del programma Aventura 92, che terminò nel porto andaluso il 14 ottobre seguente, dopo aver scalato a Huelva, Las Palmas de Gran Canaria, Santa Cruz de Tenerife, San Juan, La Romana, L’Avana, San Salvador e Lisbona.[2] Tuttavia, il 30 settembre, durante lo scalo a L'Avana, il presidente del consiglio di amministrazione, Carlos San Basilio Martínez e la moglie Carmen Pardo persero la vita in un incidente aereo mentre prestavano servizio nella società, accompagnati da Javier Domingo Varona, direttore della vendita dei biglietti, María del Carmen Vidal Enseñat, responsabile delle relazioni esterne, e Guillermo García Velasco, rappresentante della Zona Levante-Baleari.[1] L’incidente avvenne vicino alla Sierra Maestra, mentre i dirigenti si stavano spostando da Santo Domingo a Cuba per risalire a bordo del J. J. Sister.[1] Negli anni seguenti, fino all'autunno del 1993, il traghetto continuò saltuariamente ad eseguire le minicrociere caraibiche. Nel dicembre del 1990, al completamento di une delle crociere, il traghetto venne noleggiato al Ministerio de Defensa, per essere impiegato nel trasporto delle truppe francesi e del materiale bellico nel Mar Rosso, nell'ambito della guerra in Iraq.[1] In seguito a ciò, nonostante le opposizioni dei sindacati marittimi, che permisero all'equipaggio spagnolo di partecipare solo su base volontaria[1], il 27 dicembre il traghetto salpò da Cadice per Barcellona, dove caricò parte dell'equipaggiamento militare, facendo poi rotta per l'Arsenale di Tolone, dove imbarcò invece le truppe francesi, dirigendosi poi a Yanbuʿ, in Arabia Saudita[1], dove il 7 gennaio 1991 completò la missione. Al termine dell'impiego, il traghetto fece rotta per la Spagna, dove il 16 gennaio riprese servizio per la Trasmediterránea.[2]
Il 21 aprile 1993, in vista dell'entrata in servizio del nuovo Juan J. Sister[1], avvenuta nel maggio seguente, il traghetto venne trasferito dall’Agencia Schembri S.A.[2], controllata dalla Trasmediterránea, per essere impiegato al traffico crocieristico della compagnia spagnola. In seguito a ciò, il traghetto venne sottoposto ad importanti di ristrutturazione delle cabine e dei locali passeggeri, al fine di migliorare il comfort e l’adattamento alle esigenze del servizio crocieristico.[1] A luglio, in occasione delle celebrazioni dello Xacobeo ’93, il traghetto effettuò tre viaggi tra Valencia, Alicante, Tangeri, Lisbona e Vilagarcía de Arousa.[1] Il 30 dicembre, dopo alcuni mesi di disarmo, il J. J. Sister venne noleggiato per due anni, con opzione per l'acquisto, alla Corona Line, dalla quale venne ribattezzato Balanga Sister e immesso il 3 febbraio 1994 nei collegamenti tra Karlskrona e Gdynia, dove operò fino al marzo del 1995, quando, a seguito del fallimento della compagnia, fece ritorno a Barcellona, dove venne posto in disarmo e rinominato J. J. Sister.[2] Nella stagione estiva seguente, da giugno al 2 ottobre, il traghetto venne infine noleggiato alla turca Topas Maritime Lines, dalla quale venne impiegato nei collegamenti tra Italia, Grecia e Turchia, venendo di nuovo messo in disarmo in Spagna al termine di tale impiego, in attesa di acquirenti, tornando momentaneamente in servizio nell'aprile del 1996 nei collegamenti tra Malaga, Melilla e Almería, nel Mare di Alborán.[2]
Il 23 febbraio 1997, dopo alcuni mesi di disarmo a Malaga, il traghetto venne acquistato per circa 800 milioni di pesetas dall'italiana Moby Lines, già armatrice del gemello Moby Fantasy[1], dalla quale venne preso in consegna nel porto andaluso[1], dove venne ribattezzato Moby Magic, e immesso a maggio nei collegamenti tra Genova e Bastia in sostituzione del gemello.[2] Nel 1998 venne poi trasferito in quelli tra Livorno e Olbia[2], in coppia con il Moby Fantasy.[3]
L'11 settembre 2003, verso le 19 circa, durante la navigazione verso Olbia con vento forza 7, il traghetto, con a bordo 160 passeggeri, urtò un corpo sommerso, probabilmente la Secca dei Monaci, nei pressi dell'isola di Tavolara, a circa tre miglia dal porto sardo.[3][4] L'impatto improvviso provocò l'immediata lacerazione dello scafo dalla sala macchine, che iniziò ad allargarsi, provocando un forte sbandamento a dritta del traghetto che, dopo essere stato evacuato su ordine del comandante Gianfranco Cutugno, venne rimorchiato a Golfo Aranci e incagliato nel basso fondale.[5][6][3][7][8] Non ci furono vittime né feriti gravi tra i passeggeri e i membri dell'equipaggio, ma la colpa venne infine attribuita a un errore umano commesso dal terzo ufficiale, il ventiquattrenne Gennaro Di Meglio, che non avrebbe correttamente monitorato la posizione del Moby Magic, impedendone così la correzione della traiettoria.[9][10][11][12][13] Il 27 settembre, a due settimane dall'incidente, il traghetto venne rimesso a galla e rimorchiato a Napoli, dove rimase in disarmo fino all'anno seguente, quando venne ritrasferito in Sardegna, stavolta a Cagliari, dove vennero valutati i danni allo scafo, considerevoli nonostante la breve immersione.[3] In tale periodo, durante il quale il futuro del Magic era ancora incerto, la compagnia acquisì il Moby Drea, che lo sostituì nei collegamenti tra Livorno e Olbia.[14][3] Il 23 ottobre 2005, con la consegna del nuovo Moby Aki, avvenuta nel maggio precedente, il traghetto venne definitivamente radiato e trasferito a Genova, dove venne privato di alcuni pezzi di ricambio da utilizzare sul gemello Moby Fantasy, salpando infine il 14 dicembre seguente dal porto ligure al traino di un rimorchiatore per Aliağa, dove venne spiaggiato il 29 dicembre.[2]
Navi gemelle
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b c d e f g h i j k l m n (ES) J.J.SISTER (II), su www.trasmeships.es. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ^ a b c d e f g h i J.J. SISTER (1975), su www.faktaomfartyg.se. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ^ a b c d e Moby Magic, su Pianeta Navi, 15 gennaio 2025. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ^ Corriere della Sera - Sardegna, un traghetto sta affondando, su www.corriere.it. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ^ Moby Magic: urto contro secca è stato un errore manovra, su repubblica.it. URL consultato l'8 gennaio 2009.
- ^ Recuperato all'alba il tragetto Moby Magic - Notizie - Contenuti - MoProC, su www.moproc.com. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ^ Corriere della Sera - La «Moby Magic» giunta in porto, su www.corriere.it. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ^ Silvia Sanna, Moby Magic, rinviati a giudizio gli ufficiali[collegamento interrotto] (PDF), su consiglio.regione.sardegna.it, La Nuova Sardegna, 25 aprile 2005. URL consultato l'8 gennaio 2009.
- ^ Naufragio Moby Magic, una condannaL'ufficiale non fece il punto-nave, su L'Unione Sarda.it, 12 febbraio 2014. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ^ Naufragio della Moby Magic, condannato il terzo ufficiale, su La Nuova Sardegna. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ^ Naufragio Moby Magic: Cassazione condanna il Terzo ufficiale, su The MediTelegraph, 12 febbraio 2014. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ^ Moby Magic, una condanna per il naufragio, su La Nuova Sardegna. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ^ Naufragio Moby Magic:colpa 3/o ufficiale - Notizie - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 12 febbraio 2014. URL consultato il 2 aprile 2026.
- ^ Moby Lines sostituisce il traghetto Moby Magic con il Moby Drea, su informare.it, 20 novembre 2003. URL consultato il 2 aprile 2026.
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