Verone

Un veróne è un terrazzino all'altezza dell'entrata principale di una casa.

Un veróne è un terrazzino all'altezza dell'entrata principale di una casa.
Etimologia e altri usi
[modifica | modifica wikitesto]Il termine verone secondo Giacomo Devoto deriva da vera, "sponda del pozzo" e quindi significa "grossa sporgenza". Nell'italiano letterario può essere sinonimo di terrazzo scoperto, loggia[1] o balcone.[2]
In Toscana
[modifica | modifica wikitesto]In Toscana il verone è un terrazzino sia scoperto che coperto in cui termina la scala esterna delle case rurali.[3] In genere è dotato di parapetto o ringhiera.[1] Sono numerose le città di nome Verona in Toscana, si trova un luogo chiamato Verona vicino a Lamporecchio, ma altri anche Verone, Verrone e Veròlla (già Verunula), tutti con la caratteristica di essere luoghi panoramici.
In Veneto
[modifica | modifica wikitesto]In Veneto il verone o veron indica una sporgenza da cui affacciarsi, come un balcone o una balaustrata.
Il più celebre è il balcone di Giulietta chiamato appunto veron, che si pensa abbia fatto sbagliare Shakespeare nell'identificazione della città dove ambientare la storia di Giulietta e Romeo. La città sarebbe diventata Verona per il semplice fatto che la scena principale si svolge sotto al balcone, detto verone o veron, ma la storia già scritta da Luigi Da Porto era ambientata altrove.
E il termine veron si trova per esempio ne "L'ultima ora di Venezia" di Arnaldo Fusinato. Il poeta, sedendo su un "veron" in pietra d'Istria scrisse l'ultimo canto di addio alla città.
È fosco l’aere,
È l’onda muta!...
Ed io sul tacito
Veron seduto,
In solitaria
Malinconia,
Ti guardo, e lagrimo,
Venezia mia! [...][4]
Non manca di certo il terrazzo di Colle San Pietro, sulla città di Verona, da cui si pensa appunto sia tratto il nome della città o che sia il contrario, cioè che dal nome dato alla città poi sia stato dato il nome verone ai luoghi di affaccio.
In Germania
[modifica | modifica wikitesto]In Germania, specie nella zona baltica, il Beischlag è una sorta di verone a pianterreno, al livello della strada o rialzato di pochi gradini. In genere è cinto da parapetto.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b Nicola Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, 11ª ed., Bologna, Zanichelli, 1988, ISBN 88-08-07140-5.
- ^ Giacomo Leopardi, A Silvia, 19.
- ^ Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli, Dizionario della lingua italiana, 1ª ed., Firenze, Le Monnier, 1971, SBN RAV0063467.
- ^ L'ultima ora di Venezia Arnaldo Fusinato 1849
- ^ Nikolaus Pevsner, John Fleming e Hugh Honour, Dizionario di architettura, a cura di Renato Pedio, Torino, Einaudi, 1981, SBN RAV0061274.
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