The Prodigy

The Prodigy è un gruppo musicale britannico di musica elettronica dance fondato nel 1990. Vengono considerati tra i principali esponenti del big beat con i Chemical Brothers e Fatboy Slim e a loro viene attribuito il merito di aver portato al successo gli artisti rave.
| The Prodigy | |
|---|---|
| Paese d'origine | |
| Genere | Techno hardcore[1][2][3][4] Big beat[1][5][6] |
| Periodo di attività musicale | 1990 – in attività |
| Album pubblicati | 10 |
| Studio | 7 |
| Live | 1 |
| Raccolte | 2 |
| Sito ufficiale | |
The Prodigy è un gruppo musicale britannico di musica elettronica dance fondato nel 1990. Vengono considerati tra i principali esponenti del big beat con i Chemical Brothers e Fatboy Slim[7] e a loro viene attribuito il merito di aver portato al successo gli artisti rave.[8]
Storia del gruppo
[modifica | modifica wikitesto]Esordio e prime pubblicazioni
[modifica | modifica wikitesto]I Prodigy vennero ufficialmente fondati il 5 ottobre 1990[9] a Braintree, nell'Essex, dopo che il disc jockey e producer Liam Howlett e i due ballerini Keith Flint e Leeroy Thornhill si conobbero a un rave. Ad essi si aggiunse, poco più tardi, l'MC Maxim[1][10][11] e la cantante e ballerina Sharky che però abbandonò presto il gruppo perché non voleva trasformare la sua passione in un lavoro.[12] Il nome del gruppo deriva dal sintetizzatore Moog Prodigy, che Howlett utilizzava per comporre le sue tracce.[13]
Debuttarono con l'EP What Evil Lurks, uscito il febbraio 1991. Il primo singolo del gruppo, Charly, venne invece pubblicato alla fine dell'anno. La traccia raggiunse la prima posizione della classifica inglese dance e la terza della UK singles chart.[10] Il brano è contenuto nel vero e proprio debutto Experience pubblicato nel 1992 e tra i primi LP di un gruppo rave.[1] L'album divenne un disco d'oro.[1]
Music for the Jilted Generation
[modifica | modifica wikitesto]Music for the Jilted Generation del 1994 unisce techno e rock ed è la risposta della band al giro di vite imposto alla scena rave dal Criminal Justice Bill del 1994,[14] una serie di disposizioni legislative varate dal governo del Regno Unito che di fatto criminalizzava i free party illegali.[15] Dall'album, uscito nel 1994, vennero estratti i singoli One Love, No Good (Start the Dance), una critica verso l'Eurodance,[16] Voodoo People e Poison. Music for the Jilted Generation vendette centomila copie in pochi giorni.[10]
The Fat of the Land
[modifica | modifica wikitesto]Anticipato dai singoli Breathe e Firestarter del 1996, l'album The Fat of the Land del 1997 approfondisce le sonorità rock e big beat già presenti nel sopracitato singolo Poison.[17] Il video del successivo singolo estratto dal disco Smack My Bitch Up fu sottoposto a censura a causa dei suoi contenuti forti. La canzone fu criticata poiché si pensò istigasse alla violenza sulle donne.[18] Liam Howlett rispose affermando che «chi pensa che sia una canzone sul bello del picchiare le ragazze è senza cervello».[19] Ciononostante, The Fat of the Land ricevette il plauso della critica, che lo considerò uno degli album più importanti dell'anno[10] e fu il massimo successo del gruppo.[17]
Nel 2000 Maxim debuttò come solista con Hell's Kitchen.[10] e Leeroy Thornhill abbandonò il gruppo per dedicarsi alla carriera di DJ.[20] Il singolo Baby's Got a Temper del 2002 venne rinnegato da Howlett.[1]
Always Outnumbered, Never Outgunned
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2002 il gruppo, divenuto un trio, pubblicò il singolo inedito Baby's Got a Temper, di discreto successo commerciale.
Anticipato dal singolo Girls, il quarto album del gruppo Always Outnumbered, Never Outgunned venne registrato dal solo Howlett e pubblicato nel 2004.[21] Tra gli ospiti del disco figurano Liam Gallagher, Twista, Kool Keith e l'attrice Juliette Lewis.[22] Poco prima dell'uscita di Always Outnumbered, Never Outgunned, Maxim e Flint si ricongiunsero a Howlett (per tale motivo appaiono nelle foto all'interno del disco).
Nel 2005 il gruppo pubblicò la raccolta Their Law: The Singles 1990-2005, promosso dal doppio singolo Voodoo People/Out of Space. L'album, con doppio CD, contiene anche alcuni inediti tratti dai loro concerti.
Invaders Must Die
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2008 il gruppo fondò l'etichetta discografica indipendente Take Me to the Hospital, con distributore Cooking Vinyl.[23] Attraverso la nuova etichetta il 2 marzo 2009 il gruppo pubblicò il quinto album in studio Invaders Must Die, che segnò un ritorno al sound delle origini e raggiunse il primo posto della classifica britannica.[1] Da esso vennero estratti i singoli Invaders Must Die, Omen, Warrior's Dance e Take Me to the Hospital.
Nel 2011 i Prodigy pubblicarono il video World's on Fire, tratto da un concerto tenuto l'anno precedente nel Buckinghamshire e al quale parteciparono 65.000.[24]
The Day Is My Enemy
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2012 venne annunciata l'uscita di un sesto album, che si sarebbe dovuto inizialmente intitolare How to Steal a Jetfighter.[25] Il 6 gennaio 2015, tramite il sito web ufficiale e le reti sociali, il gruppo annunciò il titolo ufficiale del nuovo disco, The Day Is My Enemy, la cui uscita avvenne il 30 marzo 2015.[26][27] Il 12 dello stesso mese è stato reso disponibile per lo streaming il video del primo singolo estratto Nasty.[28] All'interno dell'album appaiono due collaborazioni, rispettivamente Ibiza con gli Sleaford Mods e Rhythm Bomb con Flux Pavilion.
Il 27 maggio, attraverso Facebook, il gruppo ha annunciato l'uscita dell'EP The Night Is My Friend EP. Uscito nei primi giorni di luglio, il disco contiene alcuni remix, la versione radiofonica di Rhythm Bomb e l'inedito AWOL, già eseguita dal gruppo negli anni precedenti.
No Tourists, morte di Flint
[modifica | modifica wikitesto]Il 20 settembre 2017 il gruppo firmò un contratto con la BMG Rights Management, con la quale avrebbero dovuto pubblicare il settimo album entro la fine dell'anno.[29] Intitolato No Tourists, l'album venne annunciato soltanto il 19 luglio 2018 in concomitanza con il lancio del primo singolo Need Some1.[30] L'album, uscito il 2 novembre dello stesso anno, venne interamente prodotto, composto e missato da Liam Howlett, il quale precisò che ad esso avrebbero preso parte sia Maxim che Flint.[31]
Il 4 marzo 2019, Flint si tolse la vita nel suo appartamento a Great Dunmow.[32]
L'agosto 2020 Howlett dichiarò di essere impegnato nella registrazione di nuovo materiale assieme a Maxim.[33] Il 10 febbraio 2021 il gruppo dichiarò l'intenzione di produrre un documentario incentrato sulla loro storia, il quale sarebbe stato diretto dal collaboratore di lunga data Paul Dugdale e prodotto dalla Pulse Films.[34]
Stile musicale
[modifica | modifica wikitesto]Gruppo appartenente alla scena techno hardcore degli anni novanta, i Prodigy hanno prediletto uno stile accessibile e sgraziato che, ispirandosi al punk, fa un largo uso di breakbeat e campionamenti anche ripresi da serie animate e brani raggamuffin.[2][35] La loro fusione di elementi techno e rock, quest'ultimo uno stile da cui riprendono l'estetica, ha spinto molti a inserirli nel novero dei gruppi big beat[5][35] mentre altri, fra cui AllMusic, li classificano fra gli artisti della techno, dell'electronica e di varie espressioni di musica dance ed elettronica.[1][5][35]
Formazione
[modifica | modifica wikitesto]- Attuale
- Liam Howlett – tastiera, sintetizzatore, campionatore (1990-presente)
- Maxim – voce, rapping (1990-presente)
- Turnisti
- Rob Holliday – chitarra (2005-2006, 2008-presente)
- Leo Crabtree – batteria (2008-presente)
- Ex componenti
- Leeroy Thornhill – ballerino (1990-2000)
- Sharky[12] – ballerina (1990)
- Keith Flint – voce (1990-2019)
- Ex-turnisti
- Jim Davies – chitarra (1995-1996, 2002-2004)
- Gizz Butt – chitarra (1996–1999)
- Alli MacInnes – chitarra (2001, 2002)
- Paul "The Rev" Mayers – chitarra (2007)
- Kieron Pepper – batteria, chitarra (1997-2007)
- "Snell" – batteria (2007)
- Brian Fairbairn – batteria (2007)

Discografia
[modifica | modifica wikitesto]Album in studio
[modifica | modifica wikitesto]- 1992 – Experience
- 1994 – Music for the Jilted Generation
- 1997 – The Fat of the Land
- 2004 – Always Outnumbered, Never Outgunned
- 2009 – Invaders Must Die
- 2015 – The Day Is My Enemy
- 2018 – No Tourists
Album dal vivo
[modifica | modifica wikitesto]- 2011 – World's on Fire
Raccolte
[modifica | modifica wikitesto]Apparizioni in raccolte
[modifica | modifica wikitesto]- 1999 – The Dirtchamber Sessions Volume One (artisti vari, selezione mixata da Liam Howlett)
- 2006 – Back to Mine – Volume 23 (artisti vari, selezione mixata da Liam Howlett)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b c d e f g h (EN) John Bush, The Prodigy, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 6 dicembre 2015.
- ^ a b Christian Zingales, Electronica, Giunti Editore, 2002, p. 103.
- ^ (EN) Mireille Silcott, Rave America: New School Dancescapes, ECW, 1999, p. 41.
- ^ (EN) Martin James, The Prodigy: Adventures with the Voodoo Crew, Ebury, 1997, p. 46.
- ^ a b c (EN) Prodigy, su scaruffi.com, Piero Scaruffi. URL consultato il 9 aprile 2018.
- ^ (EN) In Defense of Big Beat, the Annoying 90s Music Genre That Snobs Love to Hate, su thump.vice.com. URL consultato il 9 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2018).
- ^ (EN) Big Beat, su allmusic.com. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- ^ The Prodigy, il rave è morto, lunga vita al rave, su xl.repubblica.it. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- ^ (EN) The Prodigy: burning down the house, su theface.com. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- ^ a b c d e Cesare Rizzi, Prodigy, in Enciclopedia Rock anni '90 (quinto volume), Arcana, 2002.
- ^ (EN) Prodigious talent, su theprodigy.info. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- ^ a b (EN) the prodigy members and live members, su nekozine.co.uk. URL consultato il 6 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2001).
- ^ (EN) Martin James, The Prodigy, Sanctuary Publishing, 2002, p. 44.
- ^ (EN) The Prodigy - Music For The Jilted Generation - Review, su 1001 Albums You Must Hear Before You Die. URL consultato il 3 gennaio 2022.
- ^ 25 anni fa il "Castlemorton Common Festival", il rave illegale più imponente del Regno Unito - Notizie, su sentireascoltare.com. URL consultato il 3 gennaio 2022.
- ^ (EN) Mike Diver, The Prodigy's Liam Howlett On Music For The Jilted Generation, su Clash, 19 giugno 2014. URL consultato il 3 gennaio 2022.
- ^ a b Prodigy, su ondarock.it. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- ^ (EN) Chuck Philips, Wal-Mart, Kmart Remove 'Smack' Album, su articles.latimes.com, latimes.com, 06-12-1997. URL consultato il 29-09-2009.
- ^ (EN) Chuck Philips, Wal-Mart, Kmart Remove 'Smack' Album (pg. 2), su articles.latimes.com, latimes.com, 06-12-1997. URL consultato il 29-09-2009.
- ^ (EN) ABOUT - Leeroy Thornhill, su leeroythornhill.com. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- ^ (EN) Interview: Liam Howlett of The Prodigy, su leftlion.co.uk. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- ^ (EN) Always Outnumbered, Never Outgunned The Prodigy, su allmusic.com. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- ^ Take Me To The Hospital, su residentadvisor.net. URL consultato il 10 dicembre 2020.
- ^ (EN) The full 2010 show, recorded in Buckinghamshire, England, will be broadcast on YouTube on July 24th., su ra.co. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- ^ (EN) The Prodigy's Liam Howlett: 'Our new album won't be dubstep', su nme.com. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- ^ (EN) The Prodigy - The Day Is My Enemy - Music News, su theskinny.co.uk, The Skinny, 6 gennaio 2015. URL consultato il 6 gennaio 2015.
- ^ (EN) The Day Is My Enemy – Album Announcement, su The Prodigy, 6 gennaio 2015. URL consultato il 6 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2015).
- ^ Edoardo Bridda, The Prodigy - The Day Is My Enemy, su Sentireascoltare. URL consultato il 12 gennaio 2015.
- ^ (EN) UK: The Prodigy sign to BMG, su BMG Rights Management, 20 settembre 2017. URL consultato il 20 luglio 2018.
- ^ (EN) Althea Legaspi, The Prodigy Preview New LP 'No Tourists' With Urgent 'Need Some1', su Rolling Stone, 19 luglio 2018. URL consultato il 20 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2018).
- ^ (EN) Calum Slingerland, The Prodigy Announce 'No Tourists' LP, Share New Song, su Exclaim!, 19 luglio 2018. URL consultato il 20 luglio 2018.
- ^ (EN) Keith Flint dead: Prodigy legend dies in shock suicide aged 49, su Daily Mirror, 4 marzo 2019. URL consultato il 4 marzo 2019.
- ^ (EN) Back in the studio making noise, su ghostarchive.org. URL consultato il 3 gennaio 2022.
- ^ (EN) The Prodigy are working on their first-ever music documentary, su NME, 10 febbraio 2021. URL consultato il 3 gennaio 2022.
- ^ a b c (EN) Julia Chaplin, Sia Michel, Fire Starters, in Spin, marzo 1997.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Martin Roach, The Prodigy: The Official Story – Electronic Punks, 2010.
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su The Prodigy
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su The Prodigy
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su theprodigy.com.
- The Prodigy (canale), su YouTube.
- (EN) the Prodigy, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) The Prodigy (musica per videogiochi e anime), su VGMdb.net.
- The Prodigy, su Last.fm, CBS Interactive.
- (EN) The Prodigy, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) The Prodigy, su Bandcamp.
- (EN) The Prodigy, su Discogs, Zink Media.
- (EN) The Prodigy, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) The Prodigy, su WhoSampled.
- (EN) The Prodigy, su SecondHandSongs.
- (EN) The Prodigy, su SoundCloud.
- (EN) The Prodigy, su Genius.com.
- (EN) The Prodigy, su Billboard.
- (EN) The Prodigy, su IMDb, IMDb.com.
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