Tell Beit Mirsim
Tell Beit Mirsim è un sito archeologico della Palestina, nel sud della piana della Shefela. L'area fu abitata fin dal III millennio a.C. Durante il Medio Bronzo l'area urbana si espanse e fu protetta da una recinzione in muratura. La città fu poi soggetta a distruzione alla fine del XVI secolo a.C. e non fu rioccupata fino alla metà del XV secolo. Seguì un periodo di decadenza, interrotto da un'ulteriore distruzione, stavolta ad opera degli Israeliti. Si registrò, a quel punto, una fase di sviluppo architettonico assai significativo, fino alla conquista egizia del X secolo a.C. Successivamente a questa fase si colloca l'acme del centro, che fondava la propria prosperità sull'industria tessile. L'area fu scavata dall'archeologo americano William F. Albright, allora a capo della American School of Oriental Research di Gerusalemme, assistito dal teologo Melvin Grove Kyle. I due operarono quattro campagne: 1926, 1928, 1930 e 1932. Gli scavi di Albright a Tell Beit Mirsim, con la loro precisione, rappresentano uno spartiacque nella storia dell'archeologia biblica e contribuirono notevolmente alla definizione di una cronologia locale. Da tempo l'area è al centro di ricerche condotte dall'Università Ebraica di Gerusalemme, con l'obiettivo di documentare le attività economiche nella regione durante il Regno di Giuda.


Tell Beit Mirsim è un sito archeologico della Palestina, nel sud della piana della Shefela. L'area fu abitata fin dal III millennio a.C.[1][2]
Durante il Medio Bronzo l'area urbana si espanse e fu protetta da una recinzione in muratura. La città fu poi soggetta a distruzione alla fine del XVI secolo a.C. e non fu rioccupata fino alla metà del XV secolo. Seguì un periodo di decadenza, interrotto da un'ulteriore distruzione, stavolta ad opera degli Israeliti. Si registrò, a quel punto, una fase di sviluppo architettonico assai significativo, fino alla conquista egizia del X secolo a.C. Successivamente a questa fase si colloca l'acme del centro, che fondava la propria prosperità sull'industria tessile.[1]
L'area fu scavata dall'archeologo americano William F. Albright, allora a capo della American School of Oriental Research di Gerusalemme, assistito dal teologo Melvin Grove Kyle. I due operarono quattro campagne: 1926, 1928, 1930 e 1932. Gli scavi di Albright a Tell Beit Mirsim, con la loro precisione, rappresentano uno spartiacque nella storia dell'archeologia biblica e contribuirono notevolmente alla definizione di una cronologia locale.[3][2]
Da tempo l'area è al centro di ricerche condotte dall'Università Ebraica di Gerusalemme, con l'obiettivo di documentare le attività economiche nella regione durante il Regno di Giuda.[4]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b Beit Mirsim, Tell-, in Sapere.it, De Agostini.
- ^ a b Kreimerman et al., p. 46.
- ^ Amiet, p. 15
- ^ Kreimerman et al., p. 49.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Pierre Amiet, La découverte archéologique de l'Antiquité orientale, in L'Antiquité orientale, Presses Universitaires de France, 2021.
- Igor Kreimerman, Itamar Weissbein, Pnina Torn Broers e Ofer Naveh, In the Footsteps of Albright: The Renewed Excavations at Tell Beit Mirsim, in Near Eastern Archaeology, vol. 86, n. 1, 2023-03, pp. 46–57, DOI:10.1086/723462. URL consultato il 20 gennaio 2026.
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tell Beit Mirsim