Sound art
La Sound art o arte sonora è un'attività artistica in cui il suono viene utilizzato come medium temporale oppure come materiale dell'opera. Come molti generi d'arte contemporanea, l'arte sonora può essere di natura interdisciplinare o essere utilizzata in forme ibride. Secondo Brandon LaBelle, l'arte sonora come pratica "imbriglia, descrive, analizza, esegue e interroga la condizione del suono e il processo attraverso il quale opera". Nell'arte occidentale, i primi esempi includono Intonarumori (1913) del compositore futurista italiano Luigi Russolo e i successivi esperimenti di dadaisti, surrealisti, dell'Internazionale Situazionista, e l'uso dei suoni negli eventi dei Fluxus e di altri happening. A causa della diversità della Sound Art, si discute spesso se l'arte sonora rientri nel dominio dell'arte visiva o della musica sperimentale, o in entrambi. Altri lignaggi artistici da cui scaturisce evidente l'utilizzo dell'arte sonora sono l'arte concettuale, il minimalismo, l'arte site-specific, la poesia sonora, la musica elettroacustica, la spoken word, la poesia d'avanguardia, la scenografia sonora, e il teatro sperimentale.

La Sound art o arte sonora è un'attività artistica in cui il suono viene utilizzato come medium temporale oppure come materiale dell'opera[1][2]. Come molti generi d'arte contemporanea, l'arte sonora può essere di natura interdisciplinare o essere utilizzata in forme ibride[3]. Secondo Brandon LaBelle, l'arte sonora come pratica "imbriglia, descrive, analizza, esegue e interroga la condizione del suono e il processo attraverso il quale opera"[4].
Nell'arte occidentale, i primi esempi includono Intonarumori (1913) del compositore futurista italiano Luigi Russolo e i successivi esperimenti di dadaisti, surrealisti, dell'Internazionale Situazionista, e l'uso dei suoni negli eventi dei Fluxus e di altri happening. A causa della diversità della Sound Art, si discute spesso se l'arte sonora rientri nel dominio dell'arte visiva o della musica sperimentale, o in entrambi[5]. Altri lignaggi artistici da cui scaturisce evidente l'utilizzo dell'arte sonora sono l'arte concettuale, il minimalismo, l'arte site-specific, la poesia sonora, la musica elettroacustica, la spoken word, la poesia d'avanguardia, la scenografia sonora[6], e il teatro sperimentale[5].
Origine del termine
[modifica | modifica wikitesto]Secondo la ricerca di Bernhard Gál, il primo utilizzo pubblicato del termine è stato trovato in Something Else Press sulla copertina del loro Yearbook del 1974[7]. Il primo utilizzo come titolo di una mostra in un grande museo è stato Sound Art del 1979 al Museum of Modern Art di New York (MoMA), con Maggie Payne, Connie Beckley e Julia Heyward[8]. La curatrice Barbara London ha definito la sound art come "più strettamente legata all'arte che alla musica, e solitamente presentata in musei, gallerie o spazi alternativi"[9].
Commentando una mostra intitolata Sound/Art allo SculptureCenter di New York City nel 1984, lo storico dell'arte Don Goddard ha osservato: "Potrebbe darsi che la sound art aderisca alla percezione del curatore Hellermann secondo cui 'l'udito è un'altra forma di vista', e che il suono ha significato solo quando si comprende la sua connessione con un'immagine... La congiunzione tra suono e immagine insiste sul coinvolgimento dello spettatore, costringendolo a partecipare allo spazio reale e al pensiero concreto e reattivo, piuttosto che allo spazio e al pensiero illusori"[10].
Caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]Spesso realizzata per indagare le possibilità del suono, e talvolta integrata con le arti visive,[11] si ottiene in genere manipolando fonti sonore preesistenti, motivo per cui può essere confusa con la musica concreta.[12] Tuttavia, a differenza di quest'ultima, la sound art non deve essere necessariamente intesa come composizione musicale prestabilita[13] e non viene necessariamente registrata con la manipolazione sonora in studio.[2]
Fra gli artisti che hanno operato nel campo della sound art si possono citare Bill Fontana, David Dunn, Alan Lamb, Francisco López, Ryoji Ikeda, Marc Behrens, Daniel Menche e Carl Michael von Hausswolff.[2][14] Un altro esempio importante è Harry Bertoia, artista e designer, che si è espresso nella disciplina della Sound Art con la serie Sonambient Sculpture.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ [1] 11 Essential Sound Artworks, from Reviled Noise Orchestras to Protest-Minded Installations by Tessa Solomon October 8, 2020 Artnews
- ^ a b c (EN) AllMusic - Sound Art, su allmusic.com. URL consultato il 4 giugno 2016.
- ^ Peter Szendy, 2007
- ^ Brandon LaBelle, 2006
- ^ a b Kenneth Goldsmith, 2020
- ^ Atelier Brückner, Scenography / Szenografie - Making spaces talk / Narrative Räume, Stuttgart, avedition, 2010, p. 209.
- ^ Bernhard Gál, Updating the History of Sound Art: Additions, Clarifications, More Questions, in Leonardo Music Journal, vol. 27, 1º dicembre 2017, pp. 78–81, DOI:10.1162/LMJ_a_01023.
- ^ Judy Dunaway, The Forgotten 1979 MoMA Sound Art Exhibition, in Resonance, vol. 1, 7 maggio 2020, pp. 25–46, DOI:10.1525/res.2020.1.1.25.
- ^ Museum of Modern Art, Museum exhibition features works incorporating sound, press release no. 42 for Sound Art exhibition 25 June–5 August 1979, Exh. 1266, MoMA Archives.
- ^ Hellerman, William e Don Goddard. 1983. Catalogue for "Sound/Art" at The Sculpture Center, New York City, May 1–30, 1984 and BACA/DCC Gallery June 1–30, 1984..
- ^ (EN) Stephen Wilson, Information Arts: Intersections of Art, Science, and Technology, MIT Press, 2002, pp. 407.
- ^ (EN) C. Lanes, Voices from the Past, compositional approaches to using recorded speech, in Organised Sound, novembre 2006.
- ^ Hamilton, p. 102
- ^ Hamilton, p. 44
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Kenneth Goldsmith, Duchamp Is My Lawyer: The Polemics, Pragmatics, and Poetics of UbuWeb, New York, Columbia University Press, 2020, ISBN 9780231186957.
- (EN) Andy Hamilton, Aesthetics and Music, A&C Black, 2007.
- (EN) Brandon LaBelle, Background Noise: Perspectives on Sound Art, Londra, Fordham University Press, 2006, ISBN 9780826418449.
- (EN) Peter Szendy, Listen: A History of Our Ears, Fordham University Press, 2007.
- (EN) Salome Voegelin, Listening to Noise and Silence: Towards a Philosophy of Sound Art, A&C Black, 2010.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Sound art
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sound art - Tate, su tate.org.uk. URL consultato il 4 giugno 2016.
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