Small Modular Reactor
I reattori modulari piccoli (in inglese Small Modular Reactors, SMR) sono reattori nucleari avanzati a fissione con potenza elettrica unitaria fino a 300 MW, progettati per essere prodotti in serie come moduli prefabbricati in fabbrica, trasportabili e installabili rapidamente. Differiscono dai grandi reattori tradizionali (1.000-1.600 MW) per modularità, costi inferiori e flessibilità d'uso, inclusa la produzione di energia elettrica, calore o idrogeno in siti remoti o reti locali.
I reattori modulari piccoli (in inglese Small Modular Reactors, SMR) sono reattori nucleari avanzati a fissione con potenza elettrica unitaria fino a 300 MW, progettati per essere prodotti in serie come moduli prefabbricati in fabbrica, trasportabili e installabili rapidamente. Differiscono dai grandi reattori tradizionali (1.000-1.600 MW) per modularità, costi inferiori e flessibilità d'uso, inclusa la produzione di energia elettrica, calore o idrogeno in siti remoti o reti locali.[1]
Storia e sviluppi
[modifica | modifica wikitesto]Sviluppati dagli anni 2000, con prototipi operativi come NuScale (USA) e accordi UE (inclusa Italia via Ansaldo). Nel 2026, test avanzati in Russia, Cina e Francia; Italia aderisce ad alleanze industriali G7.[2]
Prospettive future
[modifica | modifica wikitesto]Entro 2030-2040, potrebbero coprire il 10-20% della domanda energetica in UE per transizione verde. Progetti come Nuward (Francia) e Newcleo puntano su SMR evoluti.[1]
Caratteristiche tecniche
[modifica | modifica wikitesto]Gli SMR utilizzano principalmente tecnologie di terza o quarta generazione, con spettro neutronico termico o veloce, e refrigeranti come acqua, gas, sodio, piombo o sali fusi. Il combustibile (uranio arricchito o plutonio) dura fino a 25 anni senza ricariche frequenti, riducendo interruzioni operative. Dimensioni compatte (altezza 20–25 m, diametro 5 m per alcuni modelli) permettono produzione industriale e scalabilità aggiungendo moduli.[3]
Funzionamento
[modifica | modifica wikitesto]La fissione avviene bombardando atomi di uranio-235 o plutonio-239 con neutroni, creando una reazione a catena controllata da barre di assorbimento. Il calore scalda il refrigerante, che genera vapore per turbine. Sistemi passivi migliorano la sicurezza, con spegnimento automatico in caso di surriscaldamento.
Vantaggi
[modifica | modifica wikitesto]- Costi ridotti (fabbricazione seriale, minor rischio finanziario).
- Maggiore sicurezza intrinseca e footprint ridotto.
- Emissioni zero di CO₂ diretta, ideali per decarbonizzazione.
- Applicazioni versatili: isole, basi militari, industria.
Svantaggi e critiche
[modifica | modifica wikitesto]Producono più scorie per kWh rispetto a grandi reattori (fino a 30 volte in alcuni casi). Ancora in fase prototipale, con commercializzazione prevista oltre il 2030. Preoccupazioni su proliferazione e gestione rifiuti, nonostante cicli chiusi potenziali.[4]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b Small Modular Reactors, su www.ansaldoenergia.com. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ^ Antonella, Il Nucleare di nuova generazione, su www.eai.enea.it. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ^ I reattori nucleari di quarta generazione e gli Small Modular Reactor, su Geopop, 21 dicembre 2022. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ^ articoliereport, Il punto sulle nuove tecnologie nucleari: SMR e IV generazione, su Geopolitica.info, 8 aprile 2024. URL consultato il 17 febbraio 2026.
Altri progetti
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