Simone Boeto
Simone figlio di Boeto, noto anche come Simeon ben Boethus (in ebraico: שמעון בן ביתוס, Shim'on ben Beitos) e Shimon ben Boethus (in ebraico שמעון בן ביתוס?) (Alessandria d'Egitto, 64 a.C. – Gerusalemme, 4 o 5 a.C.) fu sommo sacerdote tra il 25 a.C. e il 4 a.C. e suocero di Erode il Grande.
Simone figlio di Boeto, noto anche come Simeon ben Boethus (in ebraico: שמעון בן ביתוס, Shim'on ben Beitos)[1] e Shimon ben Boethus[2] (in ebraico שמעון בן ביתוס?) (Alessandria d'Egitto, 64 a.C. – Gerusalemme, 4 o 5 a.C.) fu sommo sacerdote tra il 25 a.C. e il 4 a.C. e suocero di Erode il Grande.
Carriera sacerdotale
[modifica | modifica wikitesto]Nomina al sommo sacerdozio
[modifica | modifica wikitesto]La carriera di Simone Boeto come sommo sacerdote si colloca nel contesto delle profonde trasformazioni del sacerdozio ebraico durante il regno di Erode il Grande.[3] Secondo la tradizione biblica, la carica di sommo sacerdote era ereditaria e vitalizia;[4] tuttavia, a partire dal periodo ellenistico, i sovrani si erano arrogati il diritto di nominare e deporre i sommi sacerdoti a proprio arbitrio.[5]
Giuseppe Flavio riferisce che Erode, innamoratosi di Mariamne, figlia di Simone Boeto, volle sposarla.[6] Poiché Simone era un semplice sacerdote e non aveva un rango sufficientemente elevato per imparentarsi con il re, Erode rimosse Gesù figlio di Fabi (Joshua ben Fabus) dall'ufficio di sommo sacerdote (circa 24-23 a.C.) e nominò al suo posto Simone Boeto.[7]
Questa manovra politico-matrimoniale era tipica della strategia di Erode per consolidare il proprio potere attraverso alleanze con famiglie sacerdotali influenti,[8] alternative alla dinastia asmonea.[9]
La cospirazione e la deposizione
[modifica | modifica wikitesto]Simone fu rimosso da Erode quando sua figlia Mariamne II fu implicata nel complotto di Antipatro contro suo marito nel 4 a.C.[10] Il complotto prevedeva l'avvelenamento del re con un veleno proveniente dall'Egitto.[11]
Quando il complotto fu scoperto, Erode reagì con estrema durezza: divorziò da Mariamne II,[12] rimosse Simone Boeto dalla carica di sommo sacerdote sostituendolo con Mattia figlio Teofilo (Joazar ben Boethus),[13] cancellò dal testamento il figlio Erode II[14] e fece giustiziare Antipatro pochi giorni prima della propria morte.[15]
L'influenza della casa di Boeto
[modifica | modifica wikitesto]A partire da Simone, la casa di Boeto divenne molto influente a Gerusalemme.[16] Nonostante la deposizione di Simone, suo figlio Ioazar fu nominato sommo sacerdote poco dopo la morte di Erode il Grande.[17] Anche altri figli divennero sommi sacerdoti,[18] e i membri della famiglia continuarono ad essere influenti fino all'epoca della grande rivolta.[13]
La famiglia di Boeto è tradizionalmente associata a una scuola detta dei Boetusiani (in ebraico: ביתוסים, Beitusim), una corrente religiosa ebraica affine ai Sadducei.[19] Come i Sadducei, i Boetusiani riconoscevano la sola Tōrāh scritta rifiutando la tradizione orale dei Farisei,[20] appartenevano all'aristocrazia sacerdotale,[21] e negavano la resurrezione dei morti e l'esistenza degli angeli.[22]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Shmuel Safrai e M. Stern, The Jewish People in the First Century, Volume Two: Historical Geography, Political History, Social, Cultural and Religious Life and Institutions, Uitgeverij Van Gorcum, 1º gennaio 1988, pp. 605 e segg., ISBN 978-90-232-1436-6. URL consultato il 17 dicembre 2012.
- ^ Emily Taitz, Sondra Henry e Cheryl Tallan, The JPS Guide to Jewish Women: 600 B.C.E.to 1900 C.E., Jewish Publication Society, 1º febbraio 2003, pp. 30 e segg., ISBN 978-0-8276-0752-1. URL consultato il 17 dicembre 2012.
- ^ Smallwood, pp. 85-93
- ^ Bibbia ebraica, Levitico 6:15. Cfr. Milgrom, pp. 397-399
- ^ Schürer, pp. 227-236
- ^ Giuseppe Flavio, Antichità, XV, ix, § 3
- ^ Jeremias, pp. 194-198
- ^ Richardson, pp. 258-263
- ^ Goodblatt, pp. 12-45
- ^ Giuseppe Flavio, Guerra, I, xxx, § 7 (599-600)
- ^ Giuseppe Flavio, Antichità, XVII, iv, §§ 1-2 (66-78). Cfr. Kokkinos, pp. 215-218
- ^ Giuseppe Flavio, Antichità, XVII, iv, § 2 (78)
- ^ a b Schürer, pp. 229-232
- ^ Vermes, p. 326
- ^ Giuseppe Flavio, Antichità, XVII, vii, § 1 (182-187). Cfr. Schalit, pp. 612-625
- ^ Safrai-Stern, pp. 604-605
- ^ Giuseppe Flavio, Antichità, XVII, xiii, § 1 (339)
- ^ Safrai-Stern, p. 604
- ^ Stemberger, pp. 77-83
- ^ Giuseppe Flavio, Antichità, XIII, x, § 6 (297-298)
- ^ Jeremias, pp. 181-232
- ^ Giuseppe Flavio, Guerra, II, viii, § 14 (164-165)
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]Fonti primarie
[modifica | modifica wikitesto]- (GRC, IT) Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, Traduzione italiana a cura di Luigi Moraldi, UTET, Torino, 1998.
- (GRC, IT) Giuseppe Flavio, Guerra giudaica, Traduzione italiana a cura di Giovanni Vitucci, Fondazione Lorenzo Valla - Mondadori, Milano, 1974.
- Bibbia ebraica.
Studi
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) David M. Goodblatt, The Monarchic Principle: Studies in Jewish Self-Government in Antiquity, Tubinga, Mohr Siebeck, 1994, pp. 12-45, ISBN 978-3161587627.
- (EN) Joachim Jeremias, Jerusalem in the Time of Jesus. An Investigation into Economic and Social Conditions during the New Testament Period, Filadelfia, Fortress Press, 1969, pp. 181-232, 194-198, ISBN 978-08-006-1136-1.
- (EN) Nikos Kokkinos, The Herodian Dynasty: Origins, Role in Society and Eclipse, Sheffield, Sheffield Academic Press, 1998, pp. 215-218, ISBN 978-18-507-5690-3.
- (EN) Jacob Milgrom, Leviticus 1-16. A New Translation with Introduction and Commentary, collana The Anchor Yale Bible Commentaries, Yale University Press, 1991, pp. 397-399, ISBN 978-03-851-1434-9.
- (EN) Peter Richardson, Herod: King of the Jews and Friend of the Romans, Columbia, University of South Carolina Press, 1996, pp. 258-263, ISBN 978-15-700-3136-6.
- (DE) Abraham Schalit, König Herodes: Der Mann und sein Werk, 2ª ed., Berlino, de Gruyter, 1969, pp. 612-625.
- (EN) Emil Schürer, The History of the Jewish People in the Age of Jesus Christ (175 B.C.–A.D. 135), a cura di Geza Vermes, Fergus Millar e Martin Goodman, vol. 2, Edimburgo, T&T Clark, 1979, pp. 227-236, ISBN 978-0-567-02242-4.
- (EN) E. Mary Smallwood, The Jews under Roman Rule: From Pompey to Diocletian. A Study in Political Relations, Leida, Brill, 1976, pp. 85-93, ISBN 978-90-04-04491-3.
- (EN) Günter Stemberger, Jewish Contemporaries of Jesus: Pharisees, Sadducees, Essenes, Minneapolis, Fortress Press, 1995, pp. 77-83, ISBN 978-08-006-2624-2.
- (EN) Shmuel Safrai e M. Stern, The Jewish People in the First Century, Volume Two: Historical Geography, Political History, Social, Cultural and Religious Life and Institutions, Uitgeverij Van Gorcum, 1988, pp. 604-605, ISBN 978-90-232-1436-6.
- (EN) Geza Vermes, Who's Who in the Age of Jesus, Penguin Books, 3 agosto 2006, p. 326, ISBN 978-0-14-193755-7.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Voce "Boethusians" sulla Jewish Encyclopedia
- Voce su Simon son of Boethus su Livius.org

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