Portale:Piemonte
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L'assedio di Torino del 1706 è stato una delle pagine più fulgide della storia della città.
Ebbe luogo con l'accerchiamento della cittadella fortificata da parte dell'esercito franco-spagnolo (assedio che durò centodiciassette giorni), nel corso degli avvenimenti bellici conosciuti come guerra di successione spagnola, a conclusione della quale, con la firma del Trattato di Utrecht (1713), Vittorio Amedeo II, duca di Savoia, divenne il primo re della sua dinastia.

Fruttuaria è un'abbazia fondata da Guglielmo da Volpiano nel territorio di San Benigno Canavese.
La posa della prima pietra dell'abbazia avvenne il 23 febbraio 1003 con la consacrazione del vescovo d'Ivrea Ottobiano ed alla presenza di Arduino marchese d'Ivrea e re d'Italia e della moglie Berta.
Fruttuaria, completata nel 1006-1007 seguiva la regola benedettina riformata di Cluny.
(Nell'immagine: il chiostro dell'abbazia di Fruttuaria)

Il Messa è un torrente del Piemonte, affluente in sinistra idrografica della Dora Riparia. Il suo corso si sviluppa interamente nel territorio della città metropolitana di Torino.
Il torrente si origina da alcuni rami sorgentizi che scendono verso sud-est dalla Punta della Croce e dal Monte Rognoso, in comune di Rubiana. Scendendo a valle il solco scavato dal torrente si approfondisce, formando a tratti delle vere e proprie gole, e il suo precorso si orienta quasi esattamente in senso nord-sud. Raggiunto l'abitato di Almese il Messa entra nel solco principale della Valle di Susa e devia progressivamente verso est. Dopo aver raccolto da sinistra le acque del suo principale affluente, il rio Morsino, lambisce l'abitato di Drubiaglio (comune di Avigliana), dove viene scavalcato dalla ex SS 24. Sovrappassato anche dall'autostrada del Frejus raggiunge infine la Dora Riparia, nella quale confluisce a quota 341 m s.l.m.
(Nell'immagine: Il Messa dalla ex SS 24)
Il Castello Reale di Racconigi (in piemontese ël Castel ëd Racunìs) è situato a Racconigi, in provincia di Cuneo, ma poco distante da Torino. Fu residenza ufficiale del ramo dei Savoia-Carignano e venne eletto sede delle "Reali Villeggiature" della famiglia reale dei re di Sardegna (e poi d'Italia) nei mesi estivi e autunnali.
Divenuto un polo culturale e museale altamente frequentato, il castello fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte, del sistema "Castelli Aperti" del Basso Piemonte e dal 1997 è parte del sito seriale Residenze Sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.
(Nell'immagine: Una veduta della facciata meridionale)
La mortadella di fegato (o mortadella d'Orta, in piemontese fidighin) è un insaccato riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.) italiano in due diverse tipologie: quella cotta, indicata come "48 - mortadella di fegato cotta (mortadella d'orta)", e quella cruda, indicata come "49 - mortadella di fegato cruda (fidighin o fideghina)". Viene prodotta nel nord-est del Piemonte, in particolare attorno al lago d'Orta e nella bassa Valsesia.
Gli ingredienti principali (carni suine magre, pancetta e fegato di maiale fino al 50%) sono ridotti ad una pasta a grana piuttosto grossolana. Le carni vengono salate e conciate con spezie, aromi (possono essere presenti pepe, chiodi di garofano, cannella, noce moscata, scorza di limone etc.) e vino rosso (spesso barbera). Il tutto è infine insaccato in budello naturale, legato in modo da formare un salume a ferro di cavallo e infine stagionato per 4-5 mesi. L'affinamento del prodotto era un tempo aiutato dall'uso di tenere stufe e bracieri accesi nei locali di stagionatura.
(Nell'immagine: una mortadella di fegato (fideghin)
Piazzo è il nome di un quartiere storico della città di Biella, in Piemonte. Costituisce la parte medioevale della città; è posta su una altura (480 m s.l.m.) ad una quota più elevata rispetto alla parte più moderna detta Biella Piano.
Posto su una collina a ovest rispetto al centro città - a cui è unita da una pittoresca funicolare aperta nel 1885 - il Piazzo è tuttora il cuore storico della città, con le sue antiche botteghe e i numerosi bar con dehors. È raggiungibile attraverso la strada che sale verso il rione del Vandorno ed è collegata al piano da strade (asfaltate o pedonali) dette coste.
Fu sede abitativa del casato dei Ferrero della Marmora e del feudatario medioevale Sebastiano Ferrero che qui fece costruire l'alta torre ottagonale del Palazzo La Marmora che domina la città a ridosso del quartiere antico del Vernato e del complesso rinascimentale di San Sebastiano, oggi sede del Museo del Territorio Biellese.
Il borgo un tempo era circondato da mura e chiuso da monumentali porte (quella tuttora meglio conservata è la Porta d'Andorno posta in direzione di Andorno Micca e della Valle Cervo) e collegato alla parte bassa della città da una serie di ripide viuzze chiamate coste, tuttora mantenute nello stato pressoché originale. Le principali erano: la costa del Vernato, la costa di Ghiara (oggi costa San Sebastiano), la costa delle Noci e la costa di Andorno (oggi costa del Piazzo).
(Nell'immagine: Piazzo (Biella) vista da piazza Curiel)
La Reggia di Venaria Reale è una delle maggiori residenze sabaude in Piemonte. Probabilmente la più grande per dimensioni, è paragonabile quanto a struttura alla reggia francese di Versailles che fu costruita tenendo a mente il progetto della dimora reale piemontese.

La reggia di Venaria fu progettata e costruita in pochi anni (1658 - 1679) su progetto dell'architetto Amedeo di Castellamonte. A commissionarlo era stato il duca Carlo Emanuele II che intendeva farne la base per le battute di caccia nella brughiera collinare torinese.
Lo stesso nome in lingua latina della reggia, Venatio Regia, viene fatto derivare dal termine reggia venatoria.
L'insieme dei corpi di fabbrica che costituiscono il complesso, enorme se si considera l'estensione (80.000 mq di piano calpestabile), include il parco ed il borgo storico di Venaria, costruiti in modo da formare una sorta di collare che rievoca direttamente la Santissima Annunziata, simbolo della casa sabauda.
Al borgo si unirono ben presto molte case e palazzi di lavoratori e normali cittadini che volevano abitare nei dintorni della Reggia, fino a far diventare Venaria Reale un comune autonomo della provincia di Torino.
(Nell'immagine: Reggia di Venaria Reale - la Galleria di Diana)

Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901 - Neully-sur-Seine, 15 febbraio. 1926) è stato un giornalista e politico antifascista italiano.
Considerato un erede della tradizione post-illuminista e liberale che aveva guidato l'Italia dal Risorgimento fino a poco tempo prima, fondò e diresse le riviste Energie Nove, La Rivoluzione Liberale e Il Baretti, dando fondamentali contributi alla vita politica e culturale, prima che le sue condizioni di salute, aggravate dalle violenze fasciste, ne provocassero la morte prematura a 25 anni nell'esilio francese.
(Nell'immagine: Piero Gobetti nel 1920)- Regioni
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