Pierre Fallon

Pierre Fallon (Namur, 24 settembre 1912 – Calcutta, 20 settembre 1985) è stato un presbitero e missionario belga naturalizzato indiano e appartenente all'Ordine dei Gesuiti. Professore di letteratura francese all'Università di Calcutta, insieme a Robert Antoine, nel 1950 fondò il centro di dialogo Shanti Bhavan nella stessa città, cui seguirono il Shanti Sadan (1960) e lo Shanti Nir. Fallon redasse un dizionario teologico bengalese/sanscrito-inglese, Glossary of Bengali religious terms, realizzò una versione riveduta del Nuovo Testamento, la prima traduzione dei testi liturgici in lingua bengalese dopo il Vaticano II, oltre a contribuire ad una introduzione divulgativa dell'induismo, intitolata La quête de l’Eternel; approches chrétiennes de l’hindouisme.

Pierre Fallon (Namur, 24 settembre 1912 – Calcutta, 20 settembre 1985) è stato un presbitero e missionario belga naturalizzato indiano e appartenente all'Ordine dei Gesuiti. Professore di letteratura francese all'Università di Calcutta, insieme a Robert Antoine, nel 1950 fondò il centro di dialogo Shanti Bhavan nella stessa città, cui seguirono il Shanti Sadan (1960) e lo Shanti Nir.
Fallon redasse un dizionario teologico bengalese/sanscrito-inglese, Glossary of Bengali religious terms, realizzò una versione riveduta del Nuovo Testamento, la prima traduzione dei testi liturgici in lingua bengalese dopo il Vaticano II, oltre a contribuire ad una introduzione divulgativa dell'induismo, intitolata La quête de l’Eternel; approches chrétiennes de l’hindouisme.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Primi anni e formazione
[modifica | modifica wikitesto]Pierre Fallon entrò a far parte dei Gesuiti nel 1930, subito dopo aver terminato gli studi umanistici al collegio Notre-Dame de la Paix, a Namur. Dopo aver trascorso il noviziato ad Arlon, in Belgio, studiò filosofia tomista al Teologato gesuita di Lovanio, spendendo alcuni mesi a Innsbruck e a Londra per familiarizzarsi con le lingue che gli sarebbero state poi necessarie nel campo dell'indologia. Inoltre, fu iscritto per un anno ad alcuni corsi di filosofia orientale all'Università di Lovanio.
Nel 1893 arrivò a Calcutta, metropoli che sarebbe stata il luogo di attività di tutta la sua vita. Iniziò quindi a impratichirsi con il bengalese. A tal fine, scelse di risiedere in una parrocchia cattolica rurale di Sunderbans, vicino a Morapai, dove il bengali era la lingua comune. Una volta acquisita una conoscenza di base dopo nove mesi di permanenza in tale località, decise di approfondire lo studio al collegio Saint-Xavier, dove insegnò anche sanscrito.
Fu il primo gesuita a ottenere una laurea in filologia bengalese presso l'Università di Calcutta.[1]
Pierre Fallon trascorse poi quattro anni al St Mary's College di Kurseong per studiare teologia, in preparazione del sacerdozio. Ordinato presbitero nel '42, l'anno seguente il suo primo incarico fu a Basanti, una parrocchia remota del delta del Gange, in un momento in cui il Bengala stava vivendo la più grave carestia della sua storia. Questa drammatica esperienza lo segnò profondamente nel segno della carità per i più poveri e bisognosi, sebbene non mancasse di essere anche un brillante intellettuale.
Inserimento nel mondo bengalese
[modifica | modifica wikitesto]Per cinque anni, dal 1945 al 1950, Pierre Fallon risiedette presso l'Istituto Orientale di Calcutta e preparò la laurea in letteratura bengalese presso l'università locale. Fu il primo straniero a ottenere questo titolo, dato che il percorso di studi era particolarmente difficoltoso. Nel 1950 ricevette la cittadinanza indiana.
Consapevoli che le istituzioni gesuite di Calcutta, tutte anglofone, non erano in grado di stabilire contatti con l'ambiente culturale e religioso bengalese, Robert Antoine e Pierre Fallon si trasferirono nel 1952 in una casa a Kalighat, un quartiere a sud di Calcutta, dove abitavano anche degli studenti. Il “Shanti Bhavan” - diventò presto un centro di incontri e dibattiti culturali, che vertevano sulla letteratura classica comparata (latina, greca e sanscrita) e sul dialogo interreligioso. Fallon vi rimase per una decina d'anni. In quel periodo, iniziò a insegnare letteratura francese all'Università di Calcutta, divenendo anche membro del Senato accademico.
Nel 1960 affittò un trilocale, ribattezzato Shanti Sadan, a Telipara Lane, un quartiere bengalese popolare di religiosità più tradizionale, nella parte nord di Calcutta. Non mancò di dedicarsi anche alle opere di solidarietà. Titolare di un corso di scienze morali presso le facoltà universitarie del Saint-Xavier, fu spesso richiesto per tenere conferenze in bengalese, francese o inglese. Anticipando il Concilio Vaticano II, si adoperò per avvicinare le religioni, in particolare l'induismo, di cui sottolineò gli aspetti positivi e condivisibili dal cristianesimo.
Nel 1971, quando la Guerra d'indipendenza del Bangladesh costrinse centinaia di migliaia di rifugiati a emigrare in India e a riparare alle porte di Calcutta, la crisi umanitaria era tale che l'arcivescovo di Calcutta, Lawrence T. Picachy, inviò padre Fallon in Europa per chiedere il sostegno di papa Paolo VI e sensibilizzare i governi europei ai loro doveri umanitari.
In seguito alla morte improvvisa di Charles Winckelmans nel 1978, gli fu chiesto di assumere la direzione del Shanti Nir, il centro per giovani situato a Haridepbpur, nella parte sud della città. Rimase lì fino a quando padre Etienne Degrez gli succedette nel 1983 ed egli tornò a risiedere al Shanti Bhavan.
Morì il 22 settembre 1985, mentre stava preparando un testo sul dialogo interreligioso in vista della visita pastorale di Giovanni Paolo II, atteso a Calcutta nel febbraio 1986.[2]
La sua opera di intellettuale si focalizzò sulle traduzioni della Bibbia e di altri testi per il culto cristiano in bengalese.[3] Il suo Glossary of Bengali Religious Terms (Glossario dei termini religiosi bengalesi, 1945) lo aveva preparato al compito di tradurre testi biblici e liturgici. Fu anche profondamente coinvolto nel dialogo interreligioso.
Scritti
[modifica | modifica wikitesto]Durante i primi anni della sua carriera, Pierre Fallon rielaborò la traduzione in francese di Gora, un importante romanzo di Rabindranath Tagore, Premio Nobel per la letteratura nel 1913. La sua profonda conoscenza della lingua bengalese e del sanscrito fece sì che gli venisse chiesto di aiutare a elaborare un vocabolario spirituale e teologico della tradizione cristiana. Il suo Glossary of Bengali religious terms (1945), che selezionava per la teologia cattolica parole bengalesi con radici sanscrite, contribuì a facilitare la traduzione dei testi cristiani in questa lingua indiana. Ciò fu particolarmente utile quando, a seguito della riforma del Concilio Vaticano II, i nuovi testi liturgici dovettero essere predisposti in bengalese. Inoltre, esso si rivelò uno strumento utile anche per ultimare una nuova traduzione riveduta del Nuovo Testamento.
Uomo che preferiva la parola e il contatto personale, Fallon non lasciò molti scritti. Tuttavia, contribuì con una quindicina di capitoli, soprattutto sull'induismo moderno e contemporaneo, al libro di De Smet e Neuner intitolato La quête de l’Eternel; approches chrétiennes de l’hindouisme (La ricerca dell'Eterno; approcci cristiani all'induismo), pubblicato nel 1967, testo che rimase a lungo una delle migliori introduzioni al mondo religioso e culturale dell'induismo contemporaneo.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ "Avant-propos," R. De Smet and J. Neuner, eds., La quete de l'eternel: Approches chretiennes de l'Hindouisme, tr. Roger Demortier, Museum Lessianum, section missiologique n. 48 (Desclee de Brouwer, 1967) 10.
- ^ R. De Smet, "Foreword", Religious Hinduism, 4th rev. edition, ed. R. De Smet and J. Neuner (Mumbai: St Pauls, 1997) 17-18.
- ^ "Avant-propos" 10.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Glossary of Bengali Religious Terms. [Si veda R. De Smet, Prefazione, Religious Hinduism, 4a ed.ne riveduta da R. De Smet and J. Neuner (Mumbai: St Pauls, 1997) 17–18.]
- New Testament. Traduzione in bengali. [Si veda R. De Smet, "Foreword", Religious Hinduism, 4a ed. ne riveduta, ed. R. De Smet e J. Neuner (Mumbai: St Pauls, 1997) 17–18.]
- Mass Ritual. Traduzione in bengali. [Si veda R. De Smet, "Foreword", Religious Hinduism, 4a ed.ne riveduta, ed. R. De Smet e J. Neuner (Mumbai: St Pauls, 1997) 17–18.]
- The Present Situation. (in collaborazione con R. Antoine), in Religious Hinduism: A Presentation and Appraisal. 3a ed.ne riveduta a cura di R. De Smet e J. Neuner. Allahabad: St Paul Publications, 1968. 308–320.
- Introduction: A Christian Approach to Religious Hinduism, in Religious Hinduism. 4a ed.ne riveduta a cura di R. De Smet e J. Neuner. Mumbai: St Pauls, 1997. 23–30.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 188406231 · ISNI (EN) 0000 0004 3485 7854 · SBN SBLV134083 · BNF (FR) cb11470467t (data) |
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