Parascandolaite
La parascandolaite (simbolo IMA: Psd) è un minerale molto raro del supergruppo della perovskite, all'interno del quale viene collocato nel gruppo delle perovskiti stechiometriche e da lì al sottogruppo della neighborite; appartiene alla famiglia degli "alogenuri" e possiede composizione chimica KMgF3.
| Parascandolaite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 3.AA.35.[1] |
| Formula chimica | KMgF3[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | cubico[3] |
| Parametri di cella | a = 4,0032(9) Å, V = 64,14 ų, Z = 1[4] |
| Gruppo puntuale | 4/m 3 2/m[5] |
| Gruppo spaziale | Pm3m (nº 221)[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 3,11(1)[4] g/cm³ |
| Densità calcolata | 3,123[4] g/cm³ |
| Sfaldatura | perfetta secondo {100}[4][6] |
| Colore | bianco, incolore[6] |
| Lucentezza | vitrea[6] |
| Opacità | trasparente[6] |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La parascandolaite (simbolo IMA: Psd[7]) è un minerale molto raro del supergruppo della perovskite, all'interno del quale viene collocato nel gruppo delle perovskiti stechiometriche e da lì al sottogruppo della neighborite;[8] appartiene alla famiglia degli "alogenuri" e possiede composizione chimica KMgF3.[2]
Etimologia e storia
[modifica | modifica wikitesto]La parascandolaite prende il nome da Antonio Parascandola (1902 - 1977), professore di mineralogia, geologia e successivamente vulcanologia e geografia fisica. Fece osservazioni dettagliate sulle condizioni di formazione dei minerali nelle fumarole. Il minerale è stato trovato nelle scorie formatesi durante l'eruzione del 1944 studiata da Parascandola.[6]
Classificazione
[modifica | modifica wikitesto]La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 2009,[9] non elenca la parascandolaite, poiché essa è stata approvata dall'IMA nel 2013.[10]
Il minerale è presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat, dove la parascandolaite si trova nella classe "3. Alogeni" e nella sottoclasse "3.A Alogeni semplici, senza H2O"; questa viene ulteriormente suddivisa in base al rapporto metallo:alogeno, in modo tale da trovare il minerale nella sezione "3.AA M:X = 1:1, 2:3, 3:5, ecc." dove insieme a neighborite forma il sistema nº 3.AA.35.[1]
Abito cristallino
[modifica | modifica wikitesto]La parascandolaite cristallizza nel sistema cubico nel gruppo spaziale Pm3m (gruppo nº 221) con il parametro di cella a = 4,0032(9) Å, oltre ad avere 1 unità di formula per cella unitaria.[6]
Origine e giacitura
[modifica | modifica wikitesto]La parascandolaite è stata trovata in un sublimato vulcanico da una fumarola con temperatura di circa 80° C,[4] ma è stata trovata anche come nanoinclusione in diamanti alluvionali. La paragenesi è con cerussite, phoenicochroite, fluornatrocoulsellite, mimetite e opale.[5]
La parascandolaite è un minerale rarissimo ed è stato trovato solo nella sua località tipo, il monte Vesuvio (città metropolitana di Napoli, in Italia)[11] e, sempre in Italia, è stata trovata anche nelle fumarole vesuviane presso Ottaviano.[12]
Ritrovamenti ci sono stati anche presso il fiume Sorriso nel Mato Grosso (Brasile); nel massiccio "Chuktukon" nel Bogučanskij rajon (territorio di Krasnojarsk) e nel massiccio "Tazheranskii" presso l'area del lago Bajkal (entrambi in Russia); nel distretto di Ngorongoro (in Tanzania).[12]
Forma in cui si presenta in natura
[modifica | modifica wikitesto]La parascandolaite si presenta in cristalli cubici fino a 0,5 mm.[5]
Il minerale è trasparente, con lucentezza vitrea; il colore è bianco, ma può essere anche incolore.[6]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - M:X = 1:1, 2:3, 3:5, etc., su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ a b (EN) Malcolm Back et al., The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, marzo 2025. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ a b (DE) Parascandolait (Parascandolaite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ a b c d e (EN) Francesco Demartin, Italo Campostrini, Carlo Castellano e Massimo Russo, Parascandolaite, KMgF3, a new perovskite-type fluoride from Vesuvius (PDF), in Physics and Chemistry of Minerals, vol. 41, n. 6, 2014, pp. 403-407, DOI:10.1007/s00269-014-0668-y. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ a b c (EN) Parascandolaite (PDF), su handbookofmineralogy.org. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ a b c d e f g (EN) Parascandolaite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 4 aprile 2025 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ^ (EN) Roger H. Mitchell, Mark D. Welch e Anton R. Chakhmouradian, Nomenclature of the perovskite supergroup: A hierarchical system of classification based on crystal structure and composition, in Mineralogical Magazine, vol. 81, n. 3, 2017, pp. 411-461, DOI:10.1180/minmag.2016.080.156. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 4 aprile 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ^ (EN) IMA Classification of Parascandolaite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ (EN) Mount Vesuvius, Metropolitan City of Naples, Campania, Italy, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ^ a b (EN) Localities for Parascandolaite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 4 aprile 2025.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Parascandolaite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy.