Notarium
Il notarium è una barra ossea costituita da un gruppo di vertebre toraciche tra loro fuse. Questa struttura è caratteristica di diversi gruppi di uccelli e di alcuni pterosauri (Pterosauria). Il termine specialistico deriva dal greco not- o noto- (dorso, superficie) e dal latino -arium (luogo o contenitore destinato alla conservazione e il suo contenuto). Il notarium serve a stabilizzare la colonna vertebrale del tronco, opponendo un torace quanto più rigido possibile alle forze generate durante il battito alare. Negli uccelli, il notarium è formato da 2 a 6 vertebre toraciche ed è solitamente separato dal sacro da quattro vertebre toraciche libere e non fuse. In alcuni generi, come in alcune specie di colombe e di tinami, esso articola però direttamente con il sacro, e le vertebre toraciche libere sono del tutto assenti. Il notarium è molto sviluppato nello pterosauro Pteranodon, nel quale le prime 8 vertebre dorsali sono fuse tra loro. Il notarium compare in diversi gruppi di uccelli, come i tinami (Tinamidae), gli svassi (Podicipedidae), i cormorani (Phalacrocoracidae), gli ibis e le spatole (Threskiornithidae), i fenicotteri (Phoenicopteridae), i falconidi (Falconidae), i galliformi (Galliformes), le gru (Gruidae), il serracura (Aramidae), gli agami (Psophiidae), il kagu (Rhynochetidae), l'airone del sole (Eurypygidae), le mesene (Mesitornithidae), gli pteroclidi (Pteroclidae), i columbidi (Columbidae), l'hoatzin (Opisthocomus) e il guaciaro (Steatornis). Un notarium si riscontra inoltre nei rappresentanti più derivati degli pterodattiloidei (Pterodactyloidea), ma è assente nei rappresentanti basali (primitivi) di questo gruppo, così come in tutti gli pterosauri basali a coda lunga.
Il notarium è una barra ossea costituita da un gruppo di vertebre toraciche tra loro fuse.[1] Questa struttura è caratteristica di diversi gruppi di uccelli e di alcuni pterosauri (Pterosauria). Il termine specialistico deriva dal greco not- o noto- (dorso, superficie) e dal latino -arium (luogo o contenitore destinato alla conservazione e il suo contenuto).[2]
Il notarium serve a stabilizzare la colonna vertebrale del tronco, opponendo un torace quanto più rigido possibile alle forze generate durante il battito alare.[3] Negli uccelli, il notarium è formato da 2 a 6 vertebre toraciche ed è solitamente separato dal sacro da quattro vertebre toraciche libere e non fuse. In alcuni generi, come in alcune specie di colombe e di tinami, esso articola però direttamente con il sacro, e le vertebre toraciche libere sono del tutto assenti.[1] Il notarium è molto sviluppato nello pterosauro Pteranodon, nel quale le prime 8 vertebre dorsali sono fuse tra loro.[3]
Il notarium compare in diversi gruppi di uccelli, come i tinami (Tinamidae), gli svassi (Podicipedidae), i cormorani (Phalacrocoracidae), gli ibis e le spatole (Threskiornithidae), i fenicotteri (Phoenicopteridae), i falconidi (Falconidae), i galliformi (Galliformes), le gru (Gruidae), il serracura (Aramidae), gli agami (Psophiidae), il kagu (Rhynochetidae), l'airone del sole (Eurypygidae), le mesene (Mesitornithidae), gli pteroclidi (Pteroclidae), i columbidi (Columbidae), l'hoatzin (Opisthocomus) e il guaciaro (Steatornis).[1]
Un notarium si riscontra inoltre nei rappresentanti più derivati degli pterodattiloidei (Pterodactyloidea), ma è assente nei rappresentanti basali (primitivi) di questo gruppo, così come in tutti gli pterosauri basali a coda lunga.[4]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b c Robert W. Storer, Fused Thoracic Vertebrae in Birds: Their Occurrence and Possible Significance, in J. Yamashina Inst. Ornith., vol. 14, 1982, pp. 86-95.
- ^ (DE) Ulrich Lehmann, Paläontologisches Wörterbuch, 4ª ed., Stoccarda, Ferdinand Enke Verlag, 1996, p. 150.
- ^ a b P. Wellnhofer, E. Buffetaut e P. Gigase, A pterosaurian notarium from the Lower Cretaceous of Brazil, vol. 57, n. 1, Paläontologische Zeitschrift, 1983, pp. 147-157.
- ^ A. W. A. Kellner, New information on the Tapejaridae (Pterosauria, Pterodactyloidea) and discussion of the relationships of this clade, in Ameghiniana, vol. 41, n. 4, 2004, pp. 521-534.
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