NGO Monitor
NGO Monitor è un'organizzazione di destra con sede a Gerusalemme che analizza le attività delle ONG (organizzazioni non governative) internazionali da una prospettiva filo-israeliana. NGO Monitor è stata fondata nel 2001 da Gerald M. Steinberg sotto l'egidia del Jerusalem Center for Public Affairs. L'organizzazione dichiara di "fornire informazioni e analisi, promuovere la responsabilità e sostenere il dibattito sui rapporti e le attività delle ONG che affermano di promuovere i diritti umani e le agende umanitarie". NGO Monitor è stato criticato da accademici, diplomatici e giornalisti per il fatto che le sue ricerche e conclusioni sarebbero influenzate da motivazioni politiche, per non esaminare le ONG di destra, e per la diffusione di informazioni fuorvianti. Diversi studiosi hanno scritto che gli obiettivi e le attività di NGO Monitor hanno una natura politica.
| NGO Monitor | |
|---|---|
| Tipo | Non-profit NGO |
| Fondazione | 2001 |
| Fondatore | Gerald M. Steinberg |
| Scopo | Reportistica sulle ONG che affermano di promuovere i diritti umani e le cause umanitarie. |
| Sede centrale | |
| Indirizzo | שדרות בן מימון 1, ירושלים, 92262 |
| Impiegati | 14 (Novembre 2025) |
| Sito web | |
NGO Monitor è un'organizzazione di destra con sede a Gerusalemme che analizza le attività delle ONG (organizzazioni non governative) internazionali da una prospettiva filo-israeliana.[1][2][3][4]
NGO Monitor è stata fondata nel 2001 da Gerald M. Steinberg sotto l'egidia del Jerusalem Center for Public Affairs.[5][6] L'organizzazione dichiara di "fornire informazioni e analisi, promuovere la responsabilità e sostenere il dibattito sui rapporti e le attività delle ONG che affermano di promuovere i diritti umani e le agende umanitarie".[7]
NGO Monitor è stato criticato da accademici, diplomatici e giornalisti per il fatto che le sue ricerche e conclusioni sarebbero influenzate da motivazioni politiche,[8][9][10] per non esaminare le ONG di destra, e per la diffusione di informazioni fuorvianti.[11] Diversi studiosi hanno scritto che gli obiettivi e le attività di NGO Monitor hanno una natura politica.[12]
Struttura e personale
[modifica | modifica wikitesto]NGO Monitor è il progetto principale dell'Organization for NGO Responsability, un'organizzazione indipendente senza scopo di lucro registrata in Israele. Il presidente è Gerald M. Steinberg, professore emerito di scienze politiche presso l'Università Bar-Ilan.[13]
Tra i membri dello staff figurano:[14]
- Gerald M. Steinberg, presidente
- Naftali Balanson, direttore operativo
- Anne Herzberg, consulente legale
Nel 2025, il consiglio consultivo di NGO Monitor includeva Elliott Abrams, Alan Dershowitz, Douglas Murray e James Woolsey.[15] Secondo alcune fonti, Steinberg avrebbe collaborato con il Ministero degli Esteri israeliano e l'Ufficio del Primo Ministro mentre dirigeva NGO Monitor.[16]
Finanziamento
[modifica | modifica wikitesto]La Wechsler Family Foundation è una delle donatrici fondatrici di NGO Monitor. Altri sostenitori dichiarati sono Nina Rosenwald e Newt Becker.[17] Dopo la separazione dal Jerusalem Center for Public Affairs (JCPA) e la costituzione come organizzazione indipendente nel 2007,[5][18] NGO Monitor ha attinto a una gamma più ampia di fonti di finanziamento. L'organizzazione afferma di non ricevere fondi governativi e di essere finanziata da donatori privati e fondazioni, sebbene nel 2010 e 2011 abbia ricevuto alcuni fondi tramite l'Agenzia ebraica per Israele (JAFI), un'agenzia quasi governativa.[19]
Tra gli altri donatori figurano il Center for Jewish Community Studies (parte del JCPA)[20], la Orion Foundation, Matan, Peter Simpson, Nir Ben Josef,[19] Real Property Investment DR. Tuchmen[21], e le Federazioni Ebraiche del Nord America.[22]
Secondo un articolo pubblicato da Uri Blau nel febbraio 2012 su Haaretz, un'analisi delle finanze di NGO Monitor ha rivelato che "l'organizzazione ha cercato di bloccare la pubblicazione di un contributore e di ottenere centinaia di migliaia di Shekel da fonti anonime".[23] Le donazioni in questione sono state canalizzate attraverso l' Agenzia ebraica per Israele e Matan, e provenivano da donatori non identificati al di fuori di Israele. Nello stesso articolo, Jason Edelstein, direttore della comunicazione di NGO Monitor, ha dichiarato che "tutte le nostre informazioni finanziarie sono pienamente divulgate al Registrar for Non-Profits come richiesto dalla legge".[23]
Un rapporto del 2015 pubblicato dal movimento Peace Now ha rilevato che NGO Monitor non ha presentato una dichiarazione obbligatoria per legge riguardo alla provenienza dei fondi e che molte delle fonti di finanziamento del gruppo non sono rese pubbliche.[24][25]
Le fonti di finanziamento statunitensi di NGO Monitor, come rivelato dalle dichiarazioni fiscali negli USA includono: Abstraction Fund, American Jewish Committee, Ben and Esther Rosenbloom Foundation, CJM Foundation, Jewish Community Federation, Koret Foundation, Lisa and Douglas Goldman Fund, Middle East Forum, MZ Foundation, Network for Good, Paul E. Singer Foundation, Milstein Family Foundation, enti collegati a Newton e Rochelle Becker, Shillman Foundation, Sinder Foundation, Vanguard Charitable Endowment Fund e William P. Goldman and Brothers Foundation.[26]
Attività
[modifica | modifica wikitesto]Attività legali
[modifica | modifica wikitesto]Rashid Khalidi ha definito NGO Monitor un'organizzazione che si oppone all'uso di strumenti legali contro Israele e, al contempo, sostiene l'impiego di strumenti legali contro coloro che criticano Israele.[27] Sabine Lang scrive che NGO Monitor si è concentrata sull'uso di mezzi legali per limitare i finanziamenti alle ONG.[28]
Neve Gordon, in un articolo pubblicato su Law&Society Review, descrive il termine come parte di una campagna volta a rappresentare i diritti umani come una minaccia alla sicurezza nazionale e a ostacolare le organizzazioni che denunciano violazioni dei diritti umani, citando le attività di NGO Monitor come uno degli esempi principali.[29]
Nel gennaio 2010, Steinberg ha presentato un ricorso alla Corte di giustizia dell'Unione europea sostenendo che fosse scorretto da parte della Commissione europea trattenere parte dei contenuti di oltre 200 documenti finanziari richiesti da NGO Monitor riguardo al finanziamento di ONG israeliane e palestinesi.[30][31] Nel novembre 2012, la corte ha stabilito che NGO Monitor non potesse ottenere i documenti finanziari relativi a 16 progetti di organizzazioni per i diritti umani in Israele, definendo il ricorso "in parte manifestamente inammissibile e, in parte, manifestamente privo di fondamento giuridico".[30] L'UE ha dichiarato che "il Medio Oriente è una regione instabile e pertanto tali informazioni potrebbero costituire un pericolo per i gruppi per i diritti umani".[32]
Nel 2013, NGO Monitor ha pubblicato un rapporto sui risultati della legge israeliana del 2011 che impone alle ONG israeliane di dichiarare i contributi finanziari provenienti da donatori e governi stranieri. Il rapporto ha stimato che il finanziamento estero delle ONG israeliane ammontasse a 34.355.579 NIS nel 2012.[33] Steinberg ha definito la nuova legge un "modello internazionale di trasparenza" e ha aggiunto che "l'ammontare dei finanziamenti esteri destinati alle ONG coinvolte in attività polarizzanti nel contesto del conflitto arabo-israeliano è allarmante".[33] Il portavoce dell'Associazione per i diritti civili in Israele (ACRI) Marc Grey ha dichiarato che i donatori di ACRI erano già elencati sul sito web dell'organizzazione, rendendo la legge "ridondante", e che le donazioni consentivano alle organizzazioni di tutelare i diritti e le libertà, aggiungendo: "la base delle relazioni di Israele con i paesi democratici sono i valori condivisi - democrazia e diritti umani sopra ogni cosa - lo Stato di Israele riceve fondi da questi stessi Paesi, nell'ambito di accordi commerciali, investimenti, prestiti e donazioni."[33] Un portavoce di B'Tselem ha affermato che le informazioni erano pubblicate sul sito da anni e che NGO Monitor è un gruppo di "apologeti del governo israeliano che si spaccia per un organismo di controllo obiettivo. Non pratica nemmeno ciò che predica in termini di trasparenza e le sue ricerche sono approssimative e di terza categoria."[33]
Critiche alle ONG
[modifica | modifica wikitesto]NGO Monitor ha criticato la Fondazione Ford per aver finanziato la Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza correlata tenutasi a Durban, in Sudafrica nel 2001.[34] La Fondazione Ford ha successivamente modificato le proprie politiche di finanziamento alle ONG,[35] ma ha respinto tali accuse, affermando che il suo coinvolgimento nei Territori palestinesi riflette la convinzione che una soluzione giusta al conflitto sia di vitale importanza per la regione e per le popolazioni direttamente interessate, aggiungendo che finanzia anche gruppi come il New Israel Fund.[36]
NGO Monitor ha inoltre criticato B'Tselem, "Centro d'informazione israeliano per i diritti umani nei territori occupati".[37]
Ha criticato anche il New Israel Fund, che dichiara come obiettivo principale "rafforzare la democrazia di Israele".[38] Larry Garber, allora direttore esecutivo del New Israel Fund, ed Eliezer Ya'ari, allora direttore israeliano del NIF e maggiore in congedo dell'aeronautica militare israeliana,[39] hanno scritto in un editoriale su The Jerusalem Post che, se Israele accettasse le premesse di Steinberg, "la credibilità di Israele e, più importante, la moralità della nazione - ne risentirebbe".[40]
Con l'obiettivo dichiarato di incoraggiare un dibattito critico sul ruolo delle ONG nel conflitto medioorientale, NGO Monitor ha organizzato nel 2006 una conferenza a Gerusalemme con la partecipazione di 21 gruppi di aiuto umanitario. Un panel ha discusso i pro e i contro delle ONG che si occupano di Hamas.[41][42] ONG come Amnesty International, B'Tselem e Physicians for Human Rights sono state invitate ad intervenire, ma hanno declinato.[41] Amnesty International ha dichiarato che la conferenza "non offriva un terreno equilibrato per un dialogo aperto e corretto", mentre un altro gruppo per i diritti umani ha accusato NGO Monitor di "parzialità".[42]
Nel 2007, l' Applied Research Institute–Jerusalem (ARIJ) e altre ONG hanno intentato con successo una causa per diffamazione contro NGO Monitor dopo che quest'ultima aveva affermato che i gruppi "enfatizzano questioni esterne, inclusa la giustificazione della violenza".[43] Steinberg è stato successivamente costretto a scusarsi.[43]
Modifica di Wikipedia
[modifica | modifica wikitesto]Nel giugno 2013, Arnie Draiman, responsabile delle comunicazioni online di NGO Monitor, è stato bandito a tempo indeterminato dall'editing di voci di Wikipedia riguardanti il conflitto arabo-israeliano per modifiche faziose, occultamento del proprio luogo di lavoro e utilizzo di un secondo account in violazione delle norme di Wikipedia. Draiman era uno dei principali contributori alle voci su NGO Monitor e Gerald Steinberg e aveva effettuato centinaia di modifiche su articoli riguardanti organizzazioni per i diritti umani, tra cui B'Tselem, il New Israel Fund, Human Rights Watch e molte altre criticate da Steinberg.[44]
Reazioni
[modifica | modifica wikitesto]Una ricerca politica condotta presso l'Università di Lund nel 2019 ha valutato negativamente NGO Monitor per le sue "attività controdemocratiche" e ha rilevato che l'organizzazione è "fortemente coinvolta nella denuncia" delle ONG per i diritti umani, rappresentandole come "non professionali e faziose".[45] In tutti i rapporti di NGO Monitor, è emerso che l'organizzazione critica le ONG che "promuovono i diritti umani dei palestinesi e/o assumono una posizione critica verso le politiche del governo israeliano nei confronti dei palestinesi". Lo studio ha inoltre concluso che NGO Monitor sembra "promuovere opinioni filo-israeliane sul conflitto in modo partigiano" e che dal punto di vista organizzativo "potrebbe essere meno indipendente" e "legata a forti interessi e attori politici".[45]
Leonard Fein, scrivendo su The Forward nel 2005, ha affermato che NGO Monitor è "un'organizzazione che ritiene che il modo migliore per difendere Israele sia condannare chiunque lo critichi".[46]
Yehudit Karp, membro del Consiglio internazionale del New Israel Fund ed ex viceprocuratore generale di Israele, ha dichiarato che NGO Monitor ha diffuso informazioni "che sapeva essere errate, insieme a interpretazioni manipolative".[47]
Nel maggio 2021, il New Israel Fund ha accusato NGO Monitor di aver "consapevolmente pubblicato informazioni false nella sua newsletter" riguardo al finanziamento di Coalition of Women for Peace (CWP). NIF ha affermato che il direttore di NGO Monitor aveva ricevuto in anticipo le informazioni corrette verbalmente.[48] NGO Monitor ha risposto sostenendo che il suo rapporto si basava sui dati delle sovvenzioni NIF.[49] NIF ha replicato che i suoi registri pubblici sono aggiornati con alcuni mesi di ritardo rispetto alla fine dell'anno di riferimento, ma ha ribadito che le informazioni aggiornate erano state fornite verbalmente. NIF ha inoltre dichiarato di aver chiesto a CWP di rimuovere il riferimento al NIF dal sito web di CWP.[50]
Yoaz Hendel, ex consigliere del leader del Likud Benjamin Netanyahu e ora editorialista di Yediot Aharonot, ha definito NGO Monitor una "voce seria nel settore".[51]
Nel luglio 2009, Human Rights Watch ha dichiarato che "NGO Monitor ... non conduce indagini sul campo e condanna chiunque critichi Israele".[52]
Uriel Heilman, caporedattore della Jewish Telegraphic Agency (JTA) e senior reporter per The Jerusalem Post, ha scritto in un editoriale online che nel digest di maggio 2009 di NGO Monitor vi erano "alcuni elementi disonesti (leggasi: inesatti)". Heilman si è chiesto retoricamente se la situazione "non fosse già sufficiente per Steinberg e i sostenitori di NGO Monitor senza che Steinberg dovesse distorcere la verità". Steinberg ha poi ammesso che la formulazione era fuorviante e l'ha rivista.[53]
Kathleen Peratis, membro del consiglio di Human Rights Watch, ha messo in dubbio la metodologia di ricerca alla base di un editoriale di Steinberg per non aver indicato specificatamente dove o quando le dichiarazioni di HRW fossero non verificabili.[54] Nel 2006, ha criticato NGO Monitor per le accuse contro HRW e il suo "direttore esecutivo, il cui padre fuggì dalla Germania nazista". Peratis ha contestato un editoriale di Steinberg intitolato "L'accusa di sangue di Ken Roth",[55] sostenendo che coloro che, come NGO Monitor, "vogliono un'esenzione selettiva di Israele dalle regole di guerra" potrebbero "non aver affrontato le implicazioni di ottenere ciò che desiderano".[54]
Nel 2009, David Newman ha criticato NGO Monitor per concentrarsi "quasi esclusivamente sulla critica delle ONG impegnate nella pace e soprattutto a quelle che si occupano di diritti umani, come se non ci fossero altre ONG da esaminare". Ha affermato che NGO Monitor, che lui definì un'organizzazione di destra, ha costantemente rifiutato le richieste di indagare sulle attività e sui finanziamenti delle ONG di destra, molte delle quali, secondo Newman, facilitavano attività illegali in Cisgiordania.[56]
Nel gennaio 2010, tredici organizzazioni israeliane per i diritti umani hanno rilasciato una dichiarazione congiunta definendo NGO Monitor e Im Tirtzu "estremisti" e criticando un "attacco sfrenato e incendiario" contro i gruppi per i diritti umani.[57]
Nel 2013, il premio Menachem Begin è stato assegnato a NGO Monitor, definita "un'organizzazione leader nella difesa dello Stato di Israele e del popolo ebraico". Il premio Begin viene conferito per "atti straordinari a beneficio dello Stato di Israele e/o del popolo ebraico". Natan Sharansky ha dichiarato: "NGO Monitor è l'organizzazione leader nella difesa dello Stato di Israele e del popolo ebraico".[58]
L'ambasciatore Andrew Stanley, rappresentante dell'UE in Israele, ha contestato la descrizione di NGO Monitor secondo cui la politica dell'UE opererebbe in segreto, scrivendo: "Come il professore Steinberg sa bene dalle varie conversazioni che abbiamo avuto con lui, il finanziamento dei progetti da parte dell'Unione europea in tutto il mondo avviene tramite bandi aperti e pubblici pubblicati sui siti web dell'UE, incluso quello della delegazione dell'Unione europea presso lo Stato di Israele."[59]
Michael Edwards annovera NGO Monitor tra le organizzazioni che utilizzano le carenze nella responsabilità delle ONG come pretesto per attacchi politicamente motivati volti a silenziare opinioni con cui non concordano. Edwards scrive che esse "prendono di mira gruppi liberali o progressisti per critiche, ignorando gli stessi problemi, se tali sono, tra le ONG alleate con posizioni conservatrici".[10] Secondo Joel Peters, le attività di NGO Monitor includono "campagne di alto profilo con l'obiettivo di delegittimare le attività della società civile israeliana e delle organizzazioni per i diritti umani, in particolare quelle che difendono i diritti dei cittadini arabi di Israele e/o affrontano la questione delle violazioni dei diritti umani nei Territori Occupati",[9] a cui NGO Monitor ha risposto: "I nostri obiettivi (responsabilizzare le ONG impegnate in attività politica, fornire controlli e bilanci, ricercare e pubblicare su questi temi) sono chiaramente definiti".[60]
Secondo Naomi Chazan, NGO Monitor è strettamente legata a un "insieme coordinato di associazioni" il cui obiettivo è quello di minare le voci liberali in Israele e consolidare un'immagine negativa di esse "martellando continuamente il loro messaggio chiave, in questo caso, la totale slealtà di alcune organizzazioni della società civile e dei loro finanziatori e la loro collusione con i più nefasti detrattori esterni di Israele". Secondo Chazan, "rafforzando questo mantra con ogni mezzo disponibile, l'insinuazioni può trasformarsi in fatto".[12]
In un editoriale pubblicato da The Forward, JJ Goldberg ha definito NGO Monitor "una delle operazioni più raffinate di attacco alla sinistra".[61]
Ilan Baruch, ex ambasciatore israeliano in Sudafrica, ha dichiarato in un rapporto del settembre 2018 del Policy Working Group (PWG) che NGO Monitor "diffonde informazioni fuorvianti e tendenziose, che presenta come ricerche approfondite basate sui fatti". Gli sforzi di NGO Monitor sono volti a "difendere e sostenere le politiche governative israeliane che contribuiscono a mantenere l'occupazione israeliana dei Territori palestinesi".[11][62] Il governo olandese ha inoltre criticato NGO Monitor, evidenziando l'inaffidabilità delle sue accuse contro i difensori dei diritti umani. Il ministro degli Esteri olandese Stef Blok ha dichiarato "il governo è a conoscenza delle accuse di NGO Monitor contro un ampio gruppo di organizzazioni israeliane e palestinesi per i diritti umani, così come delle critiche alla condotta di NGO Monitor stessa", citando il rapporto del PWG. "Questa ricerca mostra che molte delle accuse di NGO Monitor si basano su citazioni selettive, mezze verità e insinuazioni, ma non necessariamente su prove concrete", ha aggiunto Blok.[63]
Nel 2024, la comunità di Wikipedia ha raggiunto un consenso per vietare l'uso di NGO Monitor come fonte.[64]
Orientamento politico
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2010, NGO Monitor ha tenato di interrompere il finanziamento diThe Electronic Intifada da parte della fondazione olandese Interchurch Organisation for Development Cooperation (ICCO), sostenendo che il sito web fosse "antisemita e paragonasse frequentemente le politiche israeliane a quelle del regime nazista ". Ha inoltre affermato che il direttore esecutivo di EI avrebbe condotto campagne per delegittimare e demonizzare Israele. Sul sito di ICCO, Electronic Intifada è stata definita "una fonte di notizie quotidiane riconosciuta a livello internazionale", che funge da contrappeso alla copertura filo-israeliana. Il presidente di ICCO, Marinus Verweij, ha replicato:
Electronic Intifada ... è diventata una fonte importante di informazioni dai territori palestinesi occupati. Giornali come il Washington Post e il Financial Times hanno utilizzato frequentemente materiale di Electronic Intifada, e i diritti del popolo palestinese a una vita dignitoso sono centrali nelle notizie diffuse da Electronic Intifada. EI riporta frequentemente le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario da parte dello Stato di Israele. In nessun modo Electronic Intifada è anti-Israele o antisemita.[65]
Ali Abunimah di EI, rispondendo alle accuse, ha osservato che nelle "calluniose" affermazioni, non era stato citato nemmeno un singolo elemento di prova tra gli oltre 12.000 articoli pubblicati da EI dal 2001.[66]
In un editoriale del 2009 per The Jerusalem Post, Larry Derfner ha affermato che "NGO Monitor non ha una parola di critica per Israele, né un riconoscimento, anche minimo, di qualsiasi dettaglio in un rapporto sui diritti umani che mostri Israele come meno che irreprensibile. In effetti, sul tema del record di Israele in materia di diritti umani, NGO Monitor non ha una parola di disaccordo con l'ufficio del Primo Ministro."[67]
John H. Richardson, scrivendo per il sito web della rivista Esquire nel 2009, ha definito NGO Monitor un'organizzazione "ferocemente partigiana che attacca chiunque osi criticare Israele per qualsiasi motivo". Ha osservato che Steinberg è impegnato a combattere "la guerra narrativa" e ha fatto della critica a Human Rights Watch un "progetto speciale".[68]
Didi Remez, ex portavoce del gruppo Peace Now ed ex consulente di BenOr Consulting,[69] ha affermato che NGO Monitor "non è un cane da guardia obiettivo: è un'operazione partigiana che sopprime i suoi avversari ideologici percepiti attraverso l'uso sofisticato di tecniche maccartiste: liste nere, colpeva per associazione e filtraggio selettivo dei fatti".[70]
In un editoriale pubblicato nel 2005 da The Forward, Leonard Fein, ex professore di politica e titolare della cattedra Klutznick di studi ebraici contemporanei alla Brandeis University, ha contestato l'affermazione di NGO Monitor secondo cui Human Rights Watch pone "un'enfasi estrema sulle valutazioni critiche di Israele" e ha pubblicato più rapporti su HRW che su qualsiasi altra delle 75 ONG di cui si occupa. Fein ha scritto che HRW ha dedicato più attenzione a cinque altri paesi della regione – Iraq, Sudan, Egitto, Turchia e Iran – che a Israele; ma che, nonostante un'ampia corrispondenza, Steinberg non ha corretto la dichiarazione "fuorviante" su HRW sul sito web di NGO Monitor. Fein sostiene che NGO Monitor potrebbe non essere immune dalle "strette preferenze politiche e ideologiche" di cui accusa HRW.[46] The Forward ha scritto che NGO Monitor afferma di aver aumentato la copertura di Human Rights Watch su Hamas, Hezbollah e l' Autorità Nazionale Palestinese, mentre Human Rights Watch ha respinto tali affermazioni, sostenendo che stava affrontando il tema del controterrorismo in un mondo post-11 settembre.[71]
In un articolo del 2004 per Political Research Associates, Jean Hardisty ed Elizabeth Furdon definiscono NGO Monitor un "gruppo conservatore di monitoraggio delle ONG... che si concentra sulle minacce percepite agli interessi israeliani", aggiungendo che "l'orientamento ideologico del lavoro di NGO Monitor è dichiaratamente filo-israeliana. Non pretende di essere un esame politicamente neutrale delle attività e delle pratiche delle ONG".[72]
Ittijah, Unione delle organizzazioni arabe di base comunitaria in Israele, ha affermato che NGO Monitor rappresenta "gli interessi e la voce dello Stato israeliano piuttosto che quella della società civile basata sui valori dei diritti umani". aggiungendo che NGO Monitor è guidata dal Ministero degli Affari Esteri israeliano.[73]
Secondo Naomi Chazan, ex presidente del New Israel Fund, NGO Monitor è "legata alla destra nazional-religiosa".[74]
In un editoriale pubblicato sul Jewish Journal nel 2016, Noam Shelef ha scritto che i leader dell'NGO Monitor sono affiliati al governo israeliano e che l'organizzazione esamina solo i critici progressisti delle politiche governative.[75]
Rapporto con l'Associated Press
[modifica | modifica wikitesto]Secondo Matti Friedman,ex reporter dell'Associated Press, l'ufficio AP di Gerusalemme avrebbe dato "ordini espliciti ai giornalisti... di non citare mai [NGO Monitor] né il suo direttore, un professore cresciuto negli stati Uniti di nome Gerald Steinberg". Friedman aggiunge: "Durante il mio periodo come redattore AP nel contesto del conflitto locale, con la sua miriade di fanatici, bigotti e assassini, l'unica persona che ho visto sottoposta a un divieto di intervista è stata questo professore".[76]
L'AP ha risposto affermando: "Non c'è stato alcun 'divieto' sull'uso del professor Gerald Steinberg. Lui e il suo gruppo NGO Monitor sono citati in almeno una mezza dozzina di articoli dalla guerra di Gaza del 2009."[77]
Esaminando le prove, il professore di diritto David Bernstein conclude che, sebbene non ci sia stato un divieto scritto, vi era un chiaro bias da parte di AP riguardo a ciò che sceglieva di non trattare e alle fonti che sceglieva di non utilizzare, osservando che il problema "potrebbe non riguardare principalmente chi viene citato, ma se l'influenza delle ONG e la possibile parzialità siano considerate degne di nota fin dall'inizio".[78]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ (EN) A. Rubin, Y. Sarfati e C.A. Akman, The Jarring Road to Democratic Inclusion: A Comparative Assessment of State–Society Engagements in Israel and Turkey, Lexington Books, 2016, p. 6, ISBN 978-1-4985-2508-4.«Right-wing organizations Im Tirzu and NGO Monitor ...»
- ^ (EN) Stephan Stetter, The Middle East and Globalization: Encounters and Horizons, Palgrave Macmillan US, 2012, p. 206, ISBN 978-1-137-03176-1.«Transnational NGOs usually do not become a conflict party and are less likely to be associated with one of the conflict parties-although, to pick but two examples, as the campaign of the right-wing NGO Monitor in Israel against the involvement of "external actors"»
- ^ (EN) Rashid Khalidi, Brokers of Deceit: How the U.S. Has Undermined Peace in the Middle East, Beacon Press, 2013, ISBN 978-0-8070-4476-6.«Several other right-wing Israeli NGOs follow the same approach, including NGO Monitor»
- ^ (EN) Ha'aretz columnist dropped by British Zionists, su jta.org, 31 August 2007. URL consultato il 22 June 2013.
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