Loceri
Loceri è un comune italiano di 1 345 abitanti della provincia dell'Ogliastra in Sardegna. È situato nell'area centro orientale dell'Ogliastra, a 206 metri sul livello del mare. Fa parte della XI Comunità Montana "Ogliastra".
| Loceri comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Gianfranco Lecca (lista civica) dal 26-10-2020 |
| Territorio | |
| Coordinate | 39°51′27.27″N 9°34′58.79″E |
| Altitudine | 206 m s.l.m. |
| Superficie | 19,37 km² |
| Abitanti | 1 345[1] (31-12-2025) |
| Densità | 69,44 ab./km² |
| Comuni confinanti | Bari Sardo, Ilbono, Lanusei, Osini (isola amministrativa di Sa Tuvada), Tertenia |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 08040 |
| Prefisso | 0782 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 091039 |
| Cod. catastale | E644 |
| Targa | OG |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa)[2] |
| Nome abitanti | (IT) loceresi (SC) loceresus |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Loceri è un comune italiano di 1 345 abitanti[1] della provincia dell'Ogliastra in Sardegna. È situato nell'area centro orientale dell'Ogliastra, a 206 metri sul livello del mare. Fa parte della XI Comunità Montana "Ogliastra".
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'area fu abitata già in epoca nuragica per la presenza nel territorio di alcuni nuraghi.
Appartenne al giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria d'Ogliastra. Alla caduta del giudicato (1258) cadde in potere dei giudici di Gallura. Nel 1296, con la morte dell'ultimo giudice di Gallura Nino Visconti, gran parte dei territori dell'ex giudicato, tra cui l'Ogliastra, passano sotto il dominio pisano fino al 1324, quando vengono conquistati dagli aragonesi. Nel 1363 Loceri, insieme ad altre ville dell'Ogliastra, viene incorporato dal Re d'Aragona Pietro IV il cerimonioso nella contea di Quirra, data in feudo a Berengario Carroz; fu villa della contea fino al 1603, quando la contea viene trasformata in marchesato, feudo dei Centelles. Il paese venne riscattato agli Osorio de la Cueva, succeduti ai Centelles, nel 1839 con la soppressione del sistema feudale voluto dai Savoia.
Esistono numerosi testimonianze di epoca prenuragica, soprattutto ai confini con Ilbono e Bari Sardo, che indicano che il territorio era frequentato a partire dalla fine del IV millennio a.C.
Le testimonianze di epoca nuragica sono più numerose e testimoniano un'intensa occupazione di questo territorio nell'età del Bronzo Medio e Tardo. In località Goene son state rinvenute testimonianze e materiali di epoca romana, mentre in località Flumini si conservano tracce di un insediamento rurale di epoca romana.
Flavio Cocco, in “Dati relativi alla storia dei paesi della diocesi d'Ogliastra”,[3] scrive che la prima menzione del paese di Luccieri viene fatta in un documento pisano del 1316 dove venne indicato come distrutto, "Saltus dictus Luccieri qui olim fuit ville dicte Luccieri nunc destructe. Qui saltus est intra villa Bari et domus Gueni et continet aliquas arbores castanearum.» (Lettarale: Il bosco chiamato Luccieri, che un tempo era un paese chiamato Luccieri, ora distrutto. Il quale bosco è compreso tra il villaggio di Bari e la domus Gueni e contiene alcuni castagni), in Francesco Artizzu, Le rendite pisane del giudicato di Cagliari,[4] p. 94) forse durante le lotte del Comune di Pisa contro Giovanni Visconti tra il 1258 e il 1308 quando caddero il Castello della Rosa in Ogliastra, del quale fa menzione G. Aleo (Casula 1980, p. 113)[5] e che i documenti del XIV sec. descrivono come già in completa rovina, probabilmente a causa della distruzione violenta di cui fu oggetto nel corso delle ostilità fra i Visconti e Pisa. Secondo alcuni pratici del posto le fondamenta di tale struttura sarebbero da riconoscersi nelle tracce di strutture individuate presso la località di Cuaddazzoni, ai confini con il Comune di Osini.[6] e quello di Maluiginu (Malvicino Castelli della Sardegna) nel Sarrabus, Villaputzu.
Il documento pisano riporta anche che il primo nucleo del paese di Loceri si trovava nella località di Goene, a 2 km a NEE di Loceri e 4 e ½ a NO di Barisardo. Il canonico F. Cocco, riportando i dati del documento pisano del 1316, sostiene invece che il saltus di Luccieri fosse ubicato tra il paese di Barì e la casa di Gueni (sita nell’attuale località di Goeni). Secondo lo studioso il sito di Luccieri era forse a cavallo del rio de Mesu dove era presente anche la chiesa dedicata a San Tommaso che secondo il parroco Giuseppe Cabiddu, sarebbe stata la parrocchiale distrutta da una piena del rio e poi ricostruita nel XVIII secolo, in stile neoclassico, nel sito attuale, distante un centinaio di metri da quella antica ma intitolata a San Pietro Apostolo a cui fu annesso, fino al 1905, un cimitero.
Prima della sua distruzione il paese aveva fatto parte della Curatoria d'Ogliastra, appartenente al giudicato di Cagliari, come testimonia sempre il documento pisano del 1316. Loceri non figura ancora tra i paesi ogliastrini infeduati ai signori spagnoli nel 1358, mentre nel 1504 figura nell’elenco dei paesi ogliastrini infeudati a Violante II Carroz, contessa di Quirra. Il paese nel 1708 è sotto il dominio Austriaco e dal 1720 al 1861 è sotto i Piemontesi.
Sull'origine del toponimo ci sono varie ipotesi; alcuni studiosi ritengono che vi sia una correlazione con Locri della Magna Grecia e che il suo insediamento si sia formato proprio in seguito alla fuga dei greci dalla loro patria, altri fanno derivare il nome da Villa Luceri, Villa di Locerio, o da Locus Aeris (luogo del rame) o ancora da Luccieri (il nome di un antico paese scomparso).
In particolare la derivazione da Villa Luceri secondo lo studioso Massimo Pittau, avrebbe origine da Luceres, una delle tribù etrusche originarie di Roma che renderebbe possibile l’ipotesi di un legame tra la civiltà etrusca e quella nuragica. Il toponimo potrebbe infine avere un’origine proto sarda vista la presenza nel territorio dei nuraghi di Ursu, Sa Puliga, Su Casargiu, Is Piroddis, il Nuraghe Cèa, Nuraxi, il nuraghe Monte Nuraxi.
Tracce di vita prenuragica sono documentate dalle Domus de Janas di Is Arceddas in località Su Canali de is Piroddis.
Alcuni dati certi riguardo al numero degli abitanti insediati nel territorio comunale nella metà dell’800, possiamo attingerli dal Dizionario geografico storico, statistico, commerciale compilato dal prof. G. Casalis che riporta le liste di focaggio formate nei parlamenti tenutisi dal 1656 al 1698, in esse si osserva che a Locheri nel 1654 erano presenti 62 fuochi (circa 250 abitanti), mentre il numero degli abitanti insediati nel 1840 era pari a 840.
“Nell’anno 1840 erano maggiorenni, maschi 256, femmine 300, minorenni maschi 154, femmine 150, in tutto anime 840, e famiglie 256. La media del movimento della popolazione determinossi sul trascorso decennio di 25 nascite, 14 morti e 4 matrimoni. L’ordinario corso della vita in quelli che felicemente trapassano i molti pericoli della prima età, suol essere ai 60 anni, ma non sono infrequenti gli esempi di maggior longevità. … Il cimitero è alle spalle della chiesa parrocchiale, nella valle, per cui passa il levante. Le esalazioni delle superficiali sepolture offendono il senso a non pochi"
Nei primi cinquant’anni dell’ottocento si praticava l’agricoltura, la tessitura e la pastorizia. Si coltivava prevalentemente il grano, l’orzo, i legumi e il lino, le vigne erano molto produttive e si contavano circa 18 varietà di uvaggi. Il clima mite favoriva la produzione di alberi da frutto che raggiungevano i ventimila esemplari. La vocazione agricola del villaggio si evince, oltre che dai dati riportati dal Casalis, dall’analisi della cartografia De Candia.
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma e il gonfalone del comune di Loceri sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica n. 126 del 29 dicembre 1995.[7]
Il gonfalone è un drappo di verde.[8]
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[9]

Lingue e dialetti
[modifica | modifica wikitesto]La variante del sardo parlata a Loceri è il campidanese ogliastrino.
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale comprende anche l'isola amministrativa di Bacu Orca, avente una superficie di 3,86 km².
Urbanistica {[10])
[modifica | modifica wikitesto]Premessa storica e inquadramento insediativo {[10])
[modifica | modifica wikitesto]Le seguenti considerazioni sono tratte dalla Relazione Generale, redatta dall’architetto Massimo Loi nell’ambito del Piano particolareggiato del centro matrice di Loceri (2016), si fonda sull’analisi integrata delle fonti storiche, cartografiche e catastali, con l’obiettivo di ricostruire in chiave diacronica la formazione e l’evoluzione del nucleo storico dell’abitato. Il centro matrice è interpretato come esito di un lungo processo di stratificazione insediativa che, a partire dalle prime testimonianze di popolamento del territorio, conduce alla definizione dell’impianto urbano di età medievale e moderna tuttora leggibile.
L’area di Loceri risulta frequentata sin dall’epoca nuragica, come attestano la presenza di nuraghi e di altri manufatti protostorici diffusi nel territorio comunale. In epoca romana sono documentati insediamenti rurali nelle località di Goene e Flumini, dove sono stati rinvenuti materiali e tracce di strutture riconducibili a forme di occupazione agricola organizzata. Queste preesistenze costituiscono il substrato territoriale entro cui, in età medievale, si sviluppano i primi nuclei stabili che daranno origine al villaggio storico.
Le prime attestazioni documentarie riferibili a un insediamento denominato Lucceri/Loceri risalgono al XII–XIII secolo e lo collocano nell’ambito della curatoria d’Ogliastra del Giudicato di Cagliari. In questa fase, l’abitato risulta inserito in un sistema di ville rurali organizzate secondo assetti fondiari e produttivi caratteristici dei giudicati sardi. Dopo la caduta del Giudicato (1258), il territorio entra nell’orbita del Comune di Pisa e viene coinvolto nei conflitti per il controllo dell’Ogliastra, con conseguenti fasi di crisi e distruzione di alcuni villaggi, tra cui l’antico Lucceri ricordato dalle fonti.
Nel 1363 Loceri, insieme ad altre ville ogliastrine, viene incorporato dal re d’Aragona Pietro IV nella contea di Quirra, data in feudo a Berengario Carroz, e rimane villa del sistema feudale fino alla trasformazione della contea in marchesato dei Centelles, nel 1603. Il paese viene poi riscattato agli Osorio de la Cueva, successori dei Centelles, nel 1839, con la soppressione del regime feudale voluta dai Savoia, evento che segna l’avvio di un nuovo quadro amministrativo e giuridico per la comunità.
Le fonti sette‑ottocentesche e la documentazione catastale ottocentesca (in particolare il Catasto De Candia del 1847) mostrano un abitato ormai stabilizzato nella posizione attuale, con un impianto riconoscibile lungo gli assi est‑ovest che costituiranno la matrice del centro storico contemporaneo. L’analisi incrociata tra il Catasto De Candia, la cartografia della prima metà del Novecento e il catasto d’impianto del 1939, condotta dall’architetto Massimo Loi, evidenzia la sostanziale continuità morfologica del centro matrice, confermando la persistenza delle principali strutture viarie e della trama insediativa originaria.
In questo quadro, la relazione generale assume come chiave interpretativa il rapporto tra forma urbana e assetto territoriale, mettendo in luce l’adattamento dell’insediamento alle condizioni orografiche, idrografiche e microclimatiche proprie dell’Ogliastra interna. L’impianto “a labirinto”, la disposizione fusiforme lungo il tracciato storico est‑ovest, la presenza di corti e di percorsi interni, la scelta dei materiali lapidei locali e l’articolazione dei fronti edilizi vengono letti come esiti coerenti di un processo di lunga durata, nel quale le esigenze funzionali, produttive e difensive si sono intrecciate con le opportunità offerte dal sito.
L’intera premessa, così come le analisi morfologiche, tipologiche e cartografiche che seguono, è riconducibile al lavoro di ricerca e sintesi svolto dall’architetto Massimo Loi per il Piano particolareggiato del centro matrice di Loceri, approvato dall’amministrazione comunale nel 2016
Impianto urbano e struttura degli isolati {[10])
[modifica | modifica wikitesto]Il centro matrice di Loceri presenta un impianto urbano a sviluppo fusiforme lungo l’asse est‑ovest, organizzato sul tracciato storico costituito dall’antica via Centrale (oggi via Vittorio Emanuele) e dalla via Romana (oggi via Roma), convergenti in corrispondenza della chiesa di San Pietro Apostolo. Gli isolati, di forma irregolare, derivano da processi progressivi di aggregazione dei singoli edifici, che hanno determinato la formazione di nuclei edilizi compatti.
Tali isolati risultano delimitati da una viabilità principale perimetrale, lungo la quale si affacciano le cellule abitative, e da una viabilità interna che spesso attraversa longitudinalmente l’isolato, garantendo aerazione e illuminazione agli ambienti maggiormente penalizzati dall’elevata densità edilizia. All’interno degli isolati sono presenti stretti corridoi (localmente denominati errileddus), posti tra i confini di proprietà contigue, i cui compiti prevalenti sono la raccolta delle acque piovane e lo smaltimento delle acque meteoriche provenienti dai tetti a falde contrapposte.
La presenza del rio Giossu a sud e del rio Sunsurru a nord ha storicamente condizionato l’espansione dell’abitato, che ancora oggi risulta compreso quasi interamente tra i due corsi d’acqua. Questo assetto idrografico ha costituito un vincolo morfologico e al contempo un elemento ordinatore della forma urbana.
Gerarchia viaria storica e trasformazioni otto-novecentesche {[10])
[modifica | modifica wikitesto]Il tessuto urbano storico era attraversato da cinque direttrici viarie che confluivano presso l’incrocio tra l’attuale via Vittorio Emanuele (ex via Centrale) e via Dante, suddividendo l’abitato in altrettanti macro‑isolati. Tali percorsi collegavano il centro verso est con Barisardo, verso nord con la località Tare, verso nord‑ovest con Lanusei, verso sud‑ovest con il rio Giossu e i confini con Jerzu, e verso sud‑est con le campagne di Taccu. La rete stradale interna assume una configurazione assimilabile a un “labirinto”, con isolati di dimensioni variabili in funzione dell’orografia del sito.
La realizzazione della Strada Statale 390 “di Bari Sardo” (corrispondente all’odierna via Roma) tra la fine del XVIII e il XIX secolo ha sostituito il percorso matrice centrale, modificando profondamente la gerarchia della viabilità di Loceri. Le antiche strade hanno assunto prevalentemente una funzione di comunicazione interna o di collegamento con la campagna, mentre la nuova arteria è divenuta il principale asse di connessione verso i centri di Lanusei e Bari Sardo. Lungo questo nuovo tracciato urbano si sono insediati edifici riconducibili alla borghesia agraria, segnando un’evoluzione tipologica e sociale del fronte edilizio.
L’assetto attuale del centro matrice deriva pertanto dallo sviluppo di cinque macro‑zone generate dall’intersezione dei percorsi originari, successivamente riorganizzate dall’inserimento della via Roma, che taglia il nucleo storico lasciando a nord‑est la porzione più estesa del centro matrice. Il tessuto urbano si presenta generalmente denso e irregolare, con l’isolato della chiesa che costituisce una rara soluzione di continuità spaziale.
Orientamento edilizio e adattamento al sito {[10])
[modifica | modifica wikitesto]Una caratteristica rilevante nella conformazione dell’abitato di Loceri è la comune giacitura dei corpi di fabbrica: la maggior parte degli edifici è impostata lungo l’asse nord‑est/sud‑ovest, con fronti generalmente esposti verso sud‑est o nord‑ovest. Tale orientamento riflette l’adattamento dell’edificato alle condizioni microclimatiche locali, combinando l’esposizione al sole con il riparo dai venti dominanti.
Loceri, in analogia con altri centri ogliastrini di impianto storico, rappresenta un tipo insediativo che sintetizza l’adattamento morfologico alle specificità del sito: orografia, esposizione solare, venti, presenza di rii e sorgenti. Come nei villaggi di matrice medievale, l’aggregazione e l’accrescimento progressivo dell’edificato si sono sviluppati nel rispetto di tali vincoli ambientali, con conseguenti variazioni degli schemi insediativi, della forma degli edifici e dei manufatti.
I principali fattori che hanno influenzato l’evoluzione delle forme urbane e architettoniche sono gli usi originari degli edifici, la prevalenza e la specificità delle funzioni svolte (residenziali, produttive, agricole), nonché la morfologia del terreno. L’insediamento si configura quindi come un sistema che tende a massimizzare e ottimizzare le risorse e le opportunità offerte dal sito, integrando esigenze funzionali, climatiche e topografiche.
Cartografia storica e continuità del centro matrice {[10])
[modifica | modifica wikitesto]L’analisi diacronica della cartografia storica, condotta dall’architetto Massimo Loi nell’ambito del Piano particolareggiato del centro matrice, ha evidenziato una sostanziale continuità fra l’assetto urbano attuale e quello documentato dal Catasto Decandia del 1847. La configurazione del centro matrice risulta infatti quasi sovrapponibile alla situazione urbanistica rappresentata in tale catasto, come confermato anche dalla carta catastale della prima metà del Novecento.
Questa permanenza morfologica testimonia la stabilità delle principali strutture insediative e dei tracciati viari storici, nonostante gli interventi di densificazione interna e gli ampliamenti edilizi avvenuti nel corso del XX secolo. Il centro matrice di Loceri si configura dunque come un ambito di elevata leggibilità storica, in cui i livelli di trasformazione non hanno alterato i caratteri generativi originari dell’impianto urbano.
Tipologie edilizie, tecniche costruttive e densificazione {[10])
[modifica | modifica wikitesto]Le abitazioni storiche del centro matrice presentano prevalentemente tipologie a corte, antistante o retrostante, con affaccio su area di pertinenza privata o direttamente sulla strada. Esse sono costituite da più cellule elementari e si accrescono secondo processi di giustapposizione laterale, in profondità o in altezza, dando luogo a configurazioni tipologiche differenziate.
All’interno del centro matrice si riscontrano: abitazioni con una o due cellule su un livello, due cellule con sviluppo in profondità, due cellule con sviluppo in altezza, tre o più cellule su un livello, tre o più cellule con sviluppo in profondità o in altezza, fino al cosiddetto “palazzetto moderno”. Gli edifici presentano generalmente murature perimetrali continue, con apparati decorativi semplici o assenti, caratterizzati da un linguaggio architettonico sobrio.
La tecnologia costruttiva tradizionale impiega principalmente porfido e granito, con murature a sacco, e aperture architravate o ad arco, in particolare per gli accessi carrai. L’insieme restituisce un’immagine di austera essenzialità, con una semplice partitura dei prospetti. Numerose unità edilizie hanno tuttavia subito ampliamenti e rimaneggiamenti non pienamente coerenti con le tipologie e le tecniche costruttive storiche, contribuendo a una certa eterogeneità del tessuto.
Nel Catasto d’impianto del 1939 si rileva come le corti originarie, presenti nella quasi totalità delle unità edilizie, siano state progressivamente utilizzate per l’ampliamento degli edifici, in risposta alle mutate esigenze dei nuclei familiari. Tale processo ha determinato un incremento di densità del tessuto urbano e, in alcuni casi, la cancellazione delle corti storiche.
Spazi aperti residuali e toponomastica {[10])
[modifica | modifica wikitesto]Nonostante il processo di progressiva densificazione, l’abitato conserva alcuni spazi inedificati all’interno del tessuto consolidato degli isolati, che assolvono funzioni di aerazione, illuminazione e talvolta di servizio. Nel complesso, l’insieme appare tuttavia compatto, con una continuità edilizia marcata lungo gli assi principali.
La toponomastica testimonia il rapporto stretto tra il centro matrice e il territorio circostante: le vie Orti, Campagna e Taccu, ubicate a oriente, indicano il collegamento con gli appezzamenti coltivati; le vie Montagna e Collina, a occidente, richiamano invece i rilievi collinari limitrofi. Questi riferimenti confermano la natura storicamente agro‑pastorale dell’insediamento e la sua integrazione funzionale con il paesaggio rurale ogliastrino.
Amministrazione[11]
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| aprile 1940 | aprile 1945 | Loisiccu Pilia | podestà | ||
| aprile 1946 | aprile 1951 | Palminio Prunas | sindaco | ||
| aprile 1965 | aprile 1956 | Avvocato Marrosu | sindaco | ||
| aprile 1956 | aprile 1966 | Eugenio Uda | sindaco | ||
| aprile 1966 | aprile 1968 | Eugenio Pischedda | sindaco | ||
| aprile 1968 | aprile 1970 | Cannas | commissario prefettizio | ||
| 23 aprile 1970 | 16 aprile 1975 | Dario Pistis | lista civica di centro-sinistra | sindaco | |
| 23 aprile 1975 | 16 aprile 1980 | Giannino Lecca | lista civica di centro-sinistra | sindaco | |
| 23 aprile 1980 | 16 aprile 1985 | Roberto Murgia | lista civica di centro-sinistra | sindaco | |
| 23 aprile 1985 | 16 aprile 1990 | Eugenio Uda | lista civica di centro-sinistra | sindaco | |
| 23 aprile 1990 | 16 aprile 1992 | Dario Pistis | lista civica di centro-sinistra | sindaco | |
| 16 aprile 1992 | 23 aprile 1995 | Anna Mulas | lista civica di centro-sinistra | sindaco | |
| 23 aprile 1995 | 16 aprile 2000 | Ivo Alberto Deiana | liste civiche di centro-sinistra | sindaco | [12] |
| 16 aprile 2000 | 8 maggio 2005 | Carlo Balloi | liste civiche di centro-sinistra | sindaco | [13] |
| 8 maggio 2005 | 30 maggio 2010 | Carlo Balloi | lista civica | sindaco | [14] |
| 30 maggio 2010 | 31 maggio 2015 | Ivo Alberto Deiana | lista civica "Vivere di Sardegna" | sindaco | [15] |
| 31 maggio 2015 | 26 ottobre 2020 | Robertino Uda | lista civica "Sa 'Idda" | sindaco | [16] |
| 26 ottobre 2020 | in carica | Gianfranco Lecca | lista civica "Loceri avanti" | sindaco | [17][18][19] |
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Calcio
[modifica | modifica wikitesto]La principale squadra di calcio del paese è la Polisportiva Loceri che nella stagione 2015-2016 ha militato nel girone F sardo di Seconda Categoria.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ^ Cocco 1986.
- ^ F. Artizzu, Rendite pisane nel giudicato di Cagliari agli inizi del secolo XIV, in «Archivio Storico Sardo», vol. XXV fasc. 3-4 [1958], f. 39v, p. 63.
- ^ Comune di Jerzu Progetto per l’adeguamento e messa in sicurezza della ex SS 125 / Ponte San Paolo (PDF), su Provincia di Nuoro, p. 7 (9 pdf). URL consultato il 5 settembre 2025 (archiviato il 5 settembre 2025).
- ^ Cocco 1986, pp. 238-239.
- ^ Loceri, decreto 1995-12-29 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 30 luglio 2022.
- ^ Stemma comunale, su Comune di Loceri.
- ^ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ^ a b c d e f g h Architetto Massimo Loi, |Relazione storica del Piano Particolareggiato del centro matrice del Comune di Loceri.
- ^ redatto da Architetto Massimo Loi tratto da fonti orali
- ^ Comunali 23/04/1995, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
- ^ Comunali 16/04/2000, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
- ^ Comunali 08/05/2005, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
- ^ Comunali 30/05/2010, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
- ^ Comunali 31/05/2015, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
- ^ Comunali 25/10/2020[collegamento interrotto], su elezioni.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 14 novembre 2020.
- ^ Gianfranco Lecca il nuovo sindaco di Loceri, su Comune di Loceri, 26 ottobre 2020. URL consultato il 5 settembre 2025 (archiviato il 5 settembre 2025).
- ^ Loceri: Elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale di Domenica 25 e Lunedì 26 Ottobre 2020 (PDF), su Comune di Loceri. URL consultato il 5 settembre 2025 (archiviato il 5 settembre 2025).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Manlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X. URL consultato il 7 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2013).
- Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007. URL consultato il 7 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2012).
- Flavio Cocco, Dati relativi alla storia dei paesi della diocesi d'Ogliastra, 1986. URL consultato il 5 settembre 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comuneloceri.it.

