Laterculus
Laterculus (plurale: laterculi) è il nome che nella tarda antichità e nell'alto Medioevo si dava ad una lastra in pietra od in terracotta sulla quale era stata scritta un'epigrafe usata per diffondere certi tipi d'informazioni disposte in forma di elenco o di calendario. Il termine poi divenne sinonimo del contenuto di un tale tipo di scrittura, spesso un elenco, un registro od una tabella, indipendentemente dal supporto su cui questi venivano scritti. Un elenco di soldati di un'unità dell'esercito romano, come quelli reclutati o congedati in un determinato anno, può essere chiamato laterculus, un esempio del quale si trova in un'iscrizione da Vindonissa. Il termine equivalente Greco è plinthos (πλίνθος), usato nella nomenclatura architettonica. Un tipo comune di laterculus era il computus, una tabella per il calcolo della data della Pasqua e così laterculus sarà spesso equivalente a fasti. Isidoro di Siviglia disse che un ciclo calendariale dovrebbe essere chiamato laterculus «…poiché ha gli anni posti in ordine di riga», cioè in una tabella.
Laterculus (plurale: laterculi) è il nome che nella tarda antichità e nell'alto Medioevo si dava ad una lastra in pietra od in terracotta sulla quale era stata scritta un'epigrafe[1] usata per diffondere certi tipi d'informazioni disposte in forma di elenco o di calendario. Il termine poi divenne sinonimo del contenuto di un tale tipo di scrittura, spesso un elenco, un registro[2] od una tabella, indipendentemente dal supporto su cui questi venivano scritti. Un elenco di soldati di un'unità dell'esercito romano, come quelli reclutati o congedati in un determinato anno, può essere chiamato laterculus,[3] un esempio del quale si trova in un'iscrizione da Vindonissa.[4]
Il termine equivalente Greco è plinthos (πλίνθος), usato nella nomenclatura architettonica.[5]
Un tipo comune di laterculus era il computus, una tabella per il calcolo della data della Pasqua e così laterculus sarà spesso equivalente a fasti.[6] Isidoro di Siviglia disse che un ciclo calendariale dovrebbe essere chiamato laterculus «…poiché ha gli anni posti in ordine di riga», cioè in una tabella.[7]
Lista di laterculi
[modifica | modifica wikitesto]Laterculi degni di menzione sono, fra gli altri:
- Laterculus Veronensis
una lista di province romane dai tempi degli imperatori Diocleziano e Costantino I;
- Laterculus Malalianus,
un'esegesi storica del VII secolo sulla vita di Cristo dalla Chronica Minora in Monumenta Germaniae Historica , dai disegni di Giovanni Malalas e così denominato da Teodoro Mommsen, sebbene solo una parte relativamente piccola del testo prenda la forma di una lista che copre il periodo di imperatori romani da Augusto a Giustino II.[8]
- Laterculus regem Vandalorum et Alanorum,[9]
un elenco di re vandali[10] basata nella visione del Mommsen su diplomi o, in alternativa, sulla versione africana della Cronaca di Prospero Tirone.[11]
- Laterculus regum Visigothorum
un elenco di monarchi visigoti.[12]
- Laterculus Polemii Silvii,
un elenco imperiale romano di imperatori e province romane di Polemio Silvio.[13]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Il significato originale di laterculus (o anche latericulus) nella lingua latina era "piccolo mattone", vedi: L. Castiglioni ed S. Mariotti, Vocabolario della Lingua latina, Torino, Loescher, 1986, p. 824
- ^ In tal caso il sostantivo divenne il neutro laterculum, con il significato specifico di "registro", L. Castiglioni ed S. Mariotti, op. cit
- ^ Sara Elise Phang, The Marriage of Roman Soldiers (13 B.C.-A.D. 235): Law and Family in the Imperial Army (Brill, 2001), pp. 313, 326.
- ^ Duncan Fishwick, Imperial Cult in the Latin West (Brill, 1990), vol. 2.1, p. 441 online. Per ulteriori esempi vedi Corpus Inscriptionum Rhenarum di Brambach online passim.
- ^ Anthony Grafton, Joseph Scaliger: A Study in the History of Classical Scholarship (Oxford University Press, 1993), p. 331.
- ^ Jane Stevenson, The 'Laterculus Malalianus' and the School of Archbishop Theodore (Cambridge University Press, 1995), p. 1.
- ^ Isidoro, Etymologies 6.17: quod ordinem habeat stratum annorum; Grafton, Joseph Scaliger, p. 331 online.
- ^ Stevenson, The "Laterculus Malalianus", pp. 1–3.
- ^ MGH, AA XIII, pp. 457–60.
- ^ John Robert Martindale, The Prosopography of the Later Roman Empire, Cambridge University Press, 1992, reprinted 2000, vol. 3, p. xxiii.
- ^ Roland Steinacher, The So-Called "Laterculus Regum Vandalorum et Alanorum": A Sixth-Century African Addition to Prosper Tiro's Chronicle?, in Vandals, Romans, and Berbers: New Perspectives on Late Antique North Africa (Ashgate, 2004), p. 163.
- ^ MGH, AA XIII, pp. 464–9.
- ^ J.N. Adams, The Regional Diversification of Latin, 200 BC–AD 600 (Cambridge University Press, 2007), p. 252.