Get Star

Get Star, rinominato Guardian in Nordamerica, è un videogioco arcade picchiaduro a scorrimento pubblicato nel 1986 dalla Taito. Il protagonista è un robot di forma umanoide che combatte a calci e pugni contro strane creature su scenari alieni. L'emulazione ufficiale del gioco su console moderne è stata inclusa per la prima volta nella raccolta Kyukyoku Tiger Heli (2021).
| Get Star videogioco | |
|---|---|
| Piattaforma | Arcade |
| Data di pubblicazione | 1986 |
| Genere | Picchiaduro a scorrimento |
| Tema | Fantascienza |
| Origine | Giappone |
| Sviluppo | Toaplan |
| Pubblicazione | Taito, Kitkorp (licenza USA) |
| Grafica | Kōetsu Iwabuchi |
| Musiche | Masahiro Yuge |
| Modalità di gioco | Giocatore singolo |
| Specifiche arcade | |
| CPU | Zilog Z80 a 6 MHz M68705 a 3 MHz (MCU) |
| Processore audio | Zilog Z80 a 3 MHz |
| Schermo | Raster orizzontale |
| Risoluzione | 280 x 240 a 60 Hz |
| Periferica di input | Joystick 8 direzioni, 2 pulsanti |
Get Star, rinominato Guardian in Nordamerica, è un videogioco arcade picchiaduro a scorrimento pubblicato nel 1986 dalla Taito. Il protagonista è un robot di forma umanoide che combatte a calci e pugni contro strane creature su scenari alieni.
L'emulazione ufficiale del gioco su console moderne è stata inclusa per la prima volta nella raccolta Kyukyoku Tiger Heli (2021)[1].
Modalità di gioco
[modifica | modifica wikitesto]Get Star è un picchiaduro a scorrimento bidimensionale, con i personaggi in grado di camminare solo a destra e sinistra, sul genere di Kung-Fu Master[2]. Il robot del giocatore è sempre rivolto verso destra, il terreno è piatto e lo scorrimento è continuo verso destra. Con i movimenti del joystick il robot può camminare avanti e indietro, saltare e accovacciarsi, mentre due pulsanti servono a sferrare il pugno e il calcio[3]. I due attacchi si possono sferrare anche da accovacciati o durante il salto.
Ci sono sei livelli che corrispondono a sei pianeti, mostrati tutti insieme in una schermata di presentazione prima di ogni livello. Si affrontano nell'ordine un pianeta lunare di notte, uno ghiacciato, uno forestato, uno desertico, uno terrestre in una città futuristica e infine una base spaziale.
Ogni pianeta ha scenario e tipi di nemici completamente diversi, con metodi di attacco diversi[4][2]. I primi tre livelli hanno personaggi primitivi e animaleschi, gli ultimi tre tecnologici. C'è un'ampia varietà di creature che attaccano con molte armi diverse: spade, lingue velenose, boomerang, lance, palle di fuoco, e armi moderne[3]. Il robot ha più vite e una barra dell'energia vitale che perde una tacca quando viene colpito. Di norma ci sono quattro tacche di energia per ogni vita, ma il cabinato può essere impostato per dare meno resistenza[3]. A termine di ogni livello c'è lo scontro con un boss, che ha una propria barra dell'energia visibile[3].
Lungo i percorsi compaiono alcuni power-up. Si può potenziare il pugno del robot raccogliendo una sorta di palloncini rossi, che sono cumulativi e permettono di raggiungere tre livelli di potenziamento, fino a Super Punch[3]. Solo a partire dal secondo livello[4] appare l'altro tipo di bonus, un quadratino fluttuante contrassegnato da una croce cangiante, che a seconda del colore procura la ricarica di una tacca di energia, l'invincibilità temporanea, o una pistola laser con munizioni limitate[3].
Sviluppo
[modifica | modifica wikitesto]Get Star fu sviluppato dalla Toaplan dopo il suo primo successo, lo sparatutto Tiger-Heli, con l'intenzione di sperimentare un diverso genere[5].
La grafica del gioco fu realizzata principalmente da Kōetsu Iwabuchi, come suo primo incarico appena entrato a far parte dell'azienda. In seguito Iwabuchi disegnò grafica anche per Twin Cobra e Hellfire[5]. Il tema musicale principale è accreditato a Masahiro Yuge[6].
L'arcade fu presentato al pubblico alla prima fiera annuale dell'AOU (Amusement Machine Operators' Union), tenutasi il 5-6 marzo 1986 a Shinjuku[2].
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Secondo la testimonianza degli autori, Get Star fu un insuccesso commerciale. Dopo il grande successo del precedente Tiger-Heli, rappresentò il primo fallimento della Toaplan, l'unico fino almeno al 1990. Probabilmente il risultato influenzò l'azienda, che in seguito tornò a concentrarsi sugli sparatutto[5].
La critica dell'epoca comunque non fu negativa. La rivista giapponese Micom BASIC, alla prima presentazione del gioco, gli assegnò un voto di 3 stelle su 4, apprezzandone la varietà di avversari e il divertimento[2]. In Europa Zzap!, nell'estate 1986, ritenne che Get Star spiccasse tra gli ultimi titoli della Taito, e riunisse un po' tutti i recenti avanzamenti tecnici nel campo degli arcade[3]. Computer and Video Games lo considerò medio, dotato di buona velocià e bella grafica, ma con un gameplay non straordinario[4].
Eredità
[modifica | modifica wikitesto]Nonostante fosse un arcade ormai poco ricordato, intorno al 2014 Get Star ha fortemente ispirato lo sviluppo di Star Guardian, un videogioco indipendente simile realizzato da un gruppo spagnolo, allora noto per Maldita Castilla[7]. Tuttavia, sebbene sembrasse a uno stadio avanzato, Star Guardian non è mai stato completato.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ (JA) 究極タイガーヘリ - M2 Shot Triggers, su m2stg.com.
- ^ a b c d Micom BASIC 5/86.
- ^ a b c d e f g Zzap! 3.
- ^ a b c Computer and Video Games 56.
- ^ a b c (JA) 東亜プラン (JPG), in Gamest, n. 49, Shinseisha, settembre 1990, pp. 68-69. (EN) Trascrizione con traduzione non ufficiale, su shmuplations.com.
- ^ (EN) Toaplan Arcade Sound Digital Collection Vol.8, su vgmdb.net.
- ^ (ES) Star Guardian (JPG), in Retro Maniac, n. 9, luglio 2014, pp. 268-271.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Get Star (JPG), in Zzap!, anno 1, n. 3, Milano, Edizioni Hobby, luglio 1986, p. 57, OCLC 955306919.
- (EN) Get Star (JPG), in Computer and Video Games, n. 56, Peterborough, EMAP, giugno 1986, p. 51, ISSN 0261-3697.
- (JA) AOU1986 (JPG), in マィコンBASICマガジン, n. 5, Dempa Shimbunsha, maggio 1986, p. 241.
- (EN) Guardian - Conversion Kit for Horizontal Monitor Game (manuale del kit di conversione), Kitkorp.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Guardian, su MobyGames, Blue Flame Labs.
- (EN) Get Star, su GameFAQs, Red Ventures.
- Get Star (Japan) / Guardian (US), su Arcade Database.
- (EN) Guardian / Get Star, su Killer List of Videogames, The International Arcade Museum.
