Gescal
La Gescal (acronimo di Gestione case per i lavoratori) era un fondo destinato alla costruzione e all'assegnazione di case ai lavoratori, nato dalla trasformazione del piano INA-Casa.
La Gescal (acronimo di Gestione case per i lavoratori) era un fondo destinato alla costruzione e all'assegnazione di case ai lavoratori, nato dalla trasformazione del piano INA-Casa.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Nata nel 1963 in sostituzione della precedente gestione INA-Casa (Legge 60/1963)[1], la Gescal era un fondo destinato alla costruzione ed all'assegnazione di case ai lavoratori e alle loro famiglie. I contributi provenivano da prelievi diretti sulle retribuzioni di dipendenti pubblici e privati (comprensive di contingenza) pari allo 0,35%, dalle imprese che versavano lo 0,70% ed in parte da contributi governativi.
Nel 1973 venne soppressa e il patrimonio immobiliare assegnato ad altri enti (Legge 9/1974)[2], ma i contributi proseguirono: le trattenute per i contributi aziendali e dei lavoratori furono soppresse per la quota a carico dei lavoratori (0,35 per cento) dal 1° gennaio 1996, mentre per la quota versata dalle aziende (ridotta allo 0,35 per cento) dal 31 dicembre 1998.
Nel 1990 furono assegnati 200 miliardi di lire di fondi ex Gescal al finanziamento delle strutture di recupero per combattere l'emergenza droga, offrendo la possibilità di finanziamento a tre categorie pubbliche e una privata di soggetti beneficiari (art. 128 DPR 309/1990)[3].
Ad oggi tutti i condomini recanti denominazione "Gescal" risultano essere stati riscattati, essendosi autonomamente costituiti condomini ed avendo pienamente assunto dignità condominiale. Spesso tali condomini sono circondati da parchi di notevole estensione, minuziosamente curati.
I fondi GESCAL sono stati aboliti nominalmente ma, in realtà, continuano ad essere prelevati sotto voci di imposta "contenitore" che accorpano parecchie voci "solitarie" del passato.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]La Gescal aveva due organismi dirigenti: il consiglio d'amministrazione, con ampi poteri, e il 'comitato centrale'. Il consiglio d'amministrazione era dominato dai democristiani (presidente era Aldo Quartulli e direttore generale era Mauro Bubbico, capogruppo DC del consiglio comunale di Roma), il comitato centrale da esponenti socialisti[senza fonte].
Attività
[modifica | modifica wikitesto]Nell'attività della Gescal vi erano quattro tipi di progetti:
- finanziamento per lavoratori dipendenti
- finanziamento di aziende pubbliche o private che costruiscono abitazioni per i propri dipendenti
- finanziamento delle cooperative
- mutui a singoli privati
Critiche sulla gestione dei fondi
[modifica | modifica wikitesto]Fin dalla sua nascita, la polemica più ricorrente fu l'utilizzo di fondi per la costruzione di case popolari assegnate ai lavoratori autonomi, anche se questi non versavano nessun contributo. Fino al 1994 il fondo, che allora, secondo una ricerca Eurispes, contava 21.000 miliardi di lire complessivi, tutti assegnati, era stato utilizzato dalle Regioni, in favore di IACP e Comuni, solo in parte, esattamente per il 63,4%. Ma con la sentenza 424 del 1995 la Corte Costituzionale aveva stabilito che "non solo gli storni dei fondi sono incostituzionali", ma dovevano essere anche rivisti i criteri di assegnazione degli alloggi da parte dei comuni visto il "legame inscindibile" stabilito dalla Consulta tra "contributori e beneficiari". Nel caso della Gescal a pagare erano infatti i lavoratori dipendenti ma a beneficiarne erano tutti i cittadini.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Legge 14 febbraio 1963, n. 60, su gazzettaufficiale.it.
- ^ Legge 19 gennaio 1974, n. 9, su gazzettaufficiale.it.
- ^ Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, su gazzettaufficiale.it.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikisource contiene una pagina su Gescal
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- I soldi della Gescal già spesi dal governo ma non per le case, in il manifesto, 6 maggio 1971.
- Enzo Cirillo, Fondi GESCAL dirottati all'Inps, in la Repubblica, 12 febbraio 1996.