Filistide
Filistide (III secolo a.C. – ...) è stata una regina siceliota di Siracusa in quanto moglie di Gerone II, basileus di Sicilia e sedicesimo tiranno di Siracusa. Fu la prima donna storicamente esistita ad apparire su una moneta siceliota, un privilegio precedentemente concesso solo a dee o personificazioni varie.
| Filistide | |
|---|---|
| Basilissa di Sicilia | |
| In carica | III secolo a.C. |
| Padre | Leptine |
| Consorte di | Gerone II |
| Figli |
|
Filistide (III secolo a.C. – ...) è stata una regina siceliota di Siracusa in quanto moglie di Gerone II, basileus di Sicilia e sedicesimo tiranno di Siracusa.
Fu la prima donna storicamente esistita ad apparire su una moneta siceliota, un privilegio precedentemente concesso solo a dee o personificazioni varie.[1]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Figlia di Leptine[2], un cittadino influente di Siracusa, nel 275 a.C. venne data in sposa a Gerone II affinché suo padre potesse occuparsi degli interessi del tiranno quando quest'ultimo lasciava la città per motivi militari[3]. Scarsi altri dettagli sulla sua persona: ci è nota soltanto per essere rappresentata in diverse monete, tutte indicate con il suo nome accompagnato dal titolo basilissa, realizzate in uno stile influenzato dall'Egitto tolemaico che ricorda le effigi di Arsinoe II e Berenice II.[4]
Degna di nota è anche un'iscrizione nel teatro greco di Siracusa, dove la regina è nuovamente ricordata con nome e titolo nobiliare.[5]
Famiglia
[modifica | modifica wikitesto]| Ierocle | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Pirro II *? †237 a.C. | Gerone II *~308 a.C. †215 a.C. | Filistide III secolo a.C. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Nereide III secolo a.C. | Gelone II *266 a.C. †216 a.C. | Eraclea | Damarata | Adranodoro *? †214 a.C. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Armonia | Geronimo *231 a.C. †214 a.C. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Da Gerone ebbe tre figli: Gelone II, Eraclea e Damarata. Particolarmente triste fu la sorte delle sue figlie, che dopo la morte di Adranodoro (sposo di Damarata) vennero assassinate da una folla inferocita, convinta che avessero orchestrato il tentativo di impadronirsi della città da parte di quest'ultimo.[6][7]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ (EN) British Museum, Philistis: a female ruler from Greek Sicily, su Tumblr, 8 marzo 2016. URL consultato l'11 aprile 2026.«Philistis, is the first example of a real woman to be depicted on a Sicilian coin (as opposed to goddesses or personifications)»
- ^ Da non confondere con l'altro Leptine, generale siceliota fratello del tiranno Dionisio I di Siracusa.
- ^ Polibio, 9, v.1-3, in Storie, vol. 1.«Avendo notato [...] che Leptine aveva una cerchia più ampia di seguaci, godeva di maggiore credito rispetto a qualsiasi altro cittadino e aveva una fama particolarmente alta tra la gente comune, si alleò con lui tramite matrimonio, in modo che ogni volta che avesse dovuto scendere in campo lui stesso avrebbe potuto contare su di lui. Sposò, quindi, la figlia di questo Leptine [...]»
- ^ (EN) SICILY, Syracuse. Philistis, wife of Hieron II., su www.numisbids.com. URL consultato l'11 aprile 2026.«His coinage reflects the strong influence of Ptolemaic Egypt, depicting her veiled head in a manner reminiscent of Egyptian queens Arsinöe II and Berenike II.»
- ^ Alessia Dimartino, Iscrizioni del teatro di Siracusa, su edizionicafoscari.it, 30 giugno 2017. URL consultato l'11 aprile 2026.
- ^ Tito Livio, Ab Urbe condita libri.«[...] dall’intera assemblea si levarono grida che proclamavano la morte di quelle donne e lo sterminio della famiglia reale. [...] Gli emissari dei pretori misero a morte Damarata e Armonia, figlie di Gerone e Gelone e mogli di Adranodoro e Temisto.»
- ^ Tito Livio, 26, in Ab Urbe condita libri, vol. 24.«C'era un'altra figlia di Gerone chiamata Eraclia [...] Non appena seppe che i carnefici stavano arrivando da lei, fuggì in cerca di rifugio nella cappella privata dove si trovavano gli dei domestici, accompagnata dalle figlie [...] che implorò di risparmiare; la loro tenera età avrebbe suscitato il rispetto persino in un nemico esasperato. [...] Nel mezzo delle sue grida la trascinarono fuori dalla cappella e la uccisero. Poi attaccarono le figlie, che erano sporche del sangue della madre.»
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Ennio Quirino Visconti, Iconografia greca, vol. 2, 1825, pp. 21–25.
- (FR) Désiré Raoul-Rochette, Memoires de Numismaiique et d'Antiquite, 1840, pp. 63–78.
- (EN) Henry Noel Humphreys, The Coin Collector's Manual, 1853, p. 110.
- (EN) William Smith (a cura di), Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1870.
- (EN) George Francis Hill, Coins of Ancient Sicily, 2009, p. 190, ISBN 1110059914.
- (EN) New York University, The Royal Family of Syracuse, su math.nyu.edu.
Altri progetti
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