Curling
Il curling è uno sport di squadra nel quale si gioca sul ghiaccio con delle damigiane di granito levigate, dette sassi o pietre (stone in inglese), dotate di un'impugnatura. Gli atleti, suddivisi in due squadre da quattro giocatori, le fanno scivolare su un pavimento di ghiaccio verso un'area di destinazione, detta casa, contrassegnata da tre anelli concentrici. Le squadre lanciano a turno le pietre con l'effetto curl ("far muovere a spirale" in inglese), grazie al quale esse percorrono una traiettoria curvilinea. Ciascuna squadra ha a disposizione otto lanci per ogni intervallo di gioco, detto end, in cui ogni giocatore lancia due pietre. Lo scopo del gioco, che può essere costituito da otto o dieci mani, è di accumulare nel corso della partita un punteggio maggiore di quello dell'avversario. I punti si calcolano in base al numero di stone più vicine al centro della casa alla conclusione di ogni mano. Una mano si completa quando entrambe le squadre hanno lanciato tutte le proprie pietre. La traiettoria curvilinea può essere ulteriormente influenzata dall'azione delle scope da curling, che vengono usate per abradere la superficie del ghiaccio di fronte al sasso alterandone le caratteristiche. Strategia e gioco di squadra determinano il percorso ideale e il posizionamento della pietra in ogni lancio; l'obiettivo è far sì che la pietra arrivi nel punto desiderato. Per la strategia e la tattica applicata questo sport è soprannominato "scacchi sul ghiaccio".
| Curling | |
|---|---|
| Federazione | World Curling Federation |
| Inventato | Scozia, XVI secolo |
| Numero di società | 46 federazioni nazionali |
| Componenti di una squadra | 4 + 1 riserva |
| Genere | maschile femminile misto doppio misto |
| Indoor/outdoor | Indoor e Openair |
| Campo di gioco | ghiacciato |
| Olimpico | nel 1924 e dal 1998 |
| Campione mondiale |
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| Campione olimpico |
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Il curling è uno sport di squadra nel quale si gioca sul ghiaccio con delle damigiane di granito levigate, dette sassi o pietre (stone in inglese), dotate di un'impugnatura. Gli atleti, suddivisi in due squadre da quattro giocatori, le fanno scivolare su un pavimento di ghiaccio verso un'area di destinazione, detta casa, contrassegnata da tre anelli concentrici.
Le squadre lanciano a turno le pietre con l'effetto curl ("far muovere a spirale" in inglese), grazie al quale esse percorrono una traiettoria curvilinea. Ciascuna squadra ha a disposizione otto lanci per ogni intervallo di gioco, detto end, in cui ogni giocatore lancia due pietre.
Lo scopo del gioco, che può essere costituito da otto o dieci mani, è di accumulare nel corso della partita un punteggio maggiore di quello dell'avversario. I punti si calcolano in base al numero di stone più vicine al centro della casa alla conclusione di ogni mano. Una mano si completa quando entrambe le squadre hanno lanciato tutte le proprie pietre.
La traiettoria curvilinea può essere ulteriormente influenzata dall'azione delle scope da curling, che vengono usate per abradere la superficie del ghiaccio di fronte al sasso alterandone le caratteristiche.
Strategia e gioco di squadra determinano il percorso ideale e il posizionamento della pietra in ogni lancio; l'obiettivo è far sì che la pietra arrivi nel punto desiderato. Per la strategia e la tattica applicata questo sport è soprannominato "scacchi sul ghiaccio".[1][2]
Origini e storia
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Si presume che il curling sia stato inventato nella Scozia medievale. Il primo riferimento scritto di una gara con pietre sul ghiaccio proviene dai registri dell'abbazia di Paisley, nel Renfrewshire, databile al febbraio del 1541. Due dipinti di Pieter Bruegel il Vecchio, entrambi del 1565, ritraggono alcuni contadini olandesi che praticano il curling. In quel periodo la Scozia e i Paesi Bassi avevano forti legami commerciali e culturali, come si evince anche dalla storia del golf.
Un'altra prova dell'esistenza del curling in Scozia agli inizi del XVI secolo è una stone sulla quale è inciso l'anno 1511, scoperta insieme ad un'altra che porta la data 1551. Furono trovate quando a Dunblane, in Scozia, venne prosciugato un vecchio stagno.[3] Il Curling Club Kilsyth sostiene di essere il primo club di curling del mondo: fu formalmente costituito nel 1716 e attualmente è ancora attivo.[4] La città scozzese di Kilsyth afferma anche di possedere il più antico stagno artificiale appositamente costruito per il curling a Colzium. Venne ricavato tramite la costruzione di una piccola diga che creò un bacino idrico poco profondo di circa 100 × 250 m. Ma ormai le condizioni climatiche necessarie per giocare a curling si verificano molto di rado, a causa degli inverni sempre più caldi.


La parola curling appare per la prima volta in una stampa del 1620 a Perth, nella prefazione in versi di una poesia di Henry Adamson. Il gioco era[5] noto anche come "il gioco tuonante" a causa del suono che le stone producono scivolando sul pebble (gocce d'acqua applicate sulla superficie di gioco). In passato le stone erano semplicemente sassi di fiume a fondo piatto, a volte dentellate o di forma irregolare. I giocatori, a differenza di oggi, avevano scarso controllo sul sasso e si basavano più sulla fortuna che sull'abilità o strategia. Si narra che a Darvel, nell'East Ayrshire, i tessitori si rilassassero giocando a curling. A fungere da stone erano i pesi di pietra dei filatoi, dotati di un manico staccabile. Fra una partita e l'altra le mogli dei giocatori tenevano le maniglie in ottone, lucidate fino a brillare, sulle mensole dei caminetti.[6]
Il curling all'aperto era molto popolare in Scozia tra i secoli XVI e XIX, anche perché il clima rigido garantiva il sufficiente spessore del ghiaccio.
La Scozia è sede dell'organismo internazionale che disciplina il gioco, la World Curling Federation con sede a Perth, nata originariamente come organo del Royal Caledonian Curling Club, considerato il "club madre" del curling. Oggi il gioco si è maggiormente affermato nell'ovest del Canada, importato dagli emigranti scozzesi. Il Royal Montréal Curling Club, fondato nel 1807, è il più antico ancora attivo in nord America[7]. Sempre gli emigranti scozzesi fondarono nel 1830 il primo club negli Stati Uniti. In Svizzera e Svezia il curling fu introdotto prima della fine del XIX secolo. Oggi è praticato in tutta Europa ed è diffuso anche in Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Cina e Corea.[8]
Il primo campionato mondiale di curling maschile, conosciuto come Scotch Cup, si tenne a Falkirk e Edimburgo nel 1959 e fu vinto dalla squadra canadese di Regina (Saskatchewan), capitanata da Ernie Richardson.
Curling ai Giochi olimpici
[modifica | modifica wikitesto]Il curling è uno sport ufficiale dei Giochi olimpici invernali dall'edizione del 1998. Nel febbraio del 2002 il Comitato Olimpico Internazionale ha decretato con effetto retroattivo che la competizione disputata alle Olimpiadi invernali del 1924 sarebbe stata considerata gara olimpica ufficiale e non più evento dimostrativo. Così le prime medaglie olimpiche di curling, a quel tempo chiamato openair, sono state assegnate ai Giochi olimpici invernali disputati a Chamonix. In quell'occasione l'oro andò alla Gran Bretagna, l'argento alla Svezia e il bronzo alla Francia.
Durante i III Giochi olimpici invernali di Lake Placid del 1932 si svolse un torneo dimostrativo tra quattro squadre canadesi e quattro statunitensi. Il Canada vinse dodici partite contro le quattro vittorie statunitensi.[9][10]
Attrezzature
[modifica | modifica wikitesto]Campo da curling
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Il campo di gioco del curling è regolamentato dalla World Curling Federation[11]. È una superficie ghiacciata preparata con cura per essere la più piatta e livellata possibile, di dimensioni comprese tra 45 e 46 m (146 e 150 piedi) e 4,4 m (14,5 piedi). Grazie alla forma allungata, nella stessa area possono essere disposti fianco a fianco più campi, consentendo lo svolgersi di più partite contemporaneamente.
Su ciascuna estremità del campo è segnata la cosiddetta "casa", ossia una serie di tre anelli concentrici, dipinti di colori diversi e conosciuti con il nome inglese corrispondente alla misura del loro diametro: quello centrale (rosso) si chiama four-foot ring (anello da 1,2 m, 4 piedi), quello un po' più grande (bianco) eight-foot ring (2,4 m, 8 piedi), il più grande (blu) twelve-foot ring (3,7 m, 12 piedi). Gli anelli sono solo un aiuto visivo per prendere la mira e giudicare quale stone è più vicina al centro, ma non influenzano il punteggio, anche se la stone deve toccare almeno il twelve-foot ring, altrimenti non fa punteggio (v. punteggio qui sotto).
Ogni casa è centrata sull'intersezione della linea che divide longitudinalmente per metà il campo, chiamata con il nome inglese di centerline (linea centrale), e una linea perpendicolare, chiamata teeline, disegnata a 3,7 m (12 piedi) dalle staffe. Queste linee suddividono le case in quarti.
Il centro di ogni casa, all'intersezione della centerline e della teeline, è detto bottone (in inglese button). Due hogline ("linea del maiale[12]") passano perpendicolari alla centerline a 10 m (33 piedi) dalle staffe.
Le staffe sono fissate a 3,7 m (12 piedi) dietro ogni button. Chiamata spesso con il termine inglese hack, una staffa fa da supporto con il quale i giocatori si danno la spinta quando effettuano il tiro. Di solito si installano due staffe gommate fisse, una su ciascun lato della centerline, con il bordo interno distante non più di 7,6 cm (3 pollici) dalla centerline. Il bordo anteriore non deve oltrepassare la hackline (linea delle staffe). La staffa può essere anche singola, come avviene solitamente nel curling openair, in cui si usa una staffa mobile posta sulla centerline.

Il ghiaccio può essere naturale, ma attualmente è prodotto di solito da un impianto di refrigeramento a serpentina, che pompa una soluzione salina attraverso numerose tubazioni fissate longitudinalmente sul fondo di una superficie di acqua. La maggior parte delle strutture di curling ha un icemaker, un addetto specializzato nel prendersi cura del ghiaccio. Ai principali campionati la manutenzione del ghiaccio è estremamente importante. Grandi eventi, come il Tim Hortons Brier o altri campionati internazionali, si tengono in genere in arene che rappresentano una sfida per gli icemaker, che devono costantemente monitorare e regolare le temperature del ghiaccio e dell'aria, nonché i livelli di umidità dell'aria per garantire una superficie di gioco uniforme. Ciascun campo di gioco è provvisto di molteplici sensori incorporati per controllare la temperatura superficiale (mantenuta sui −5 °C) così come di sensori per monitorare l'umidità.[13]
È fondamentale lo spargimento sul ghiaccio di goccioline d'acqua che, congelandosi, formano una superficie grumosa, a buccia d'arancia. La pietra si muove al di sopra di queste goccioline di ghiaccio[14] che vengono chiamate pebble e influenzano la traiettoria e l'effetto della pietra. L'icemaker deve tener presente l'usura del pebble, poiché questo, consumandosi durante la partita, influisce sulle condizioni di gioco. Perciò il ghiaccio in genere viene raschiato e il pebble riformato prima di ogni partita.
Stone da curling
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La pietra da curling (a volte detta anche sasso), come definito dalla World Curling Federation, è uno spesso disco di pietra del peso compreso tra 17 e 20 kg (38 e 44 libbre) con una maniglia fissata alla parte superiore mediante un bullone che scorre verticalmente attraverso un foro al centro della pietra. La circonferenza massima ammissibile è di 91 cm (36 pollici), l'altezza minima è di 11 cm (4,5 pollici). Impugnando la maniglia, è possibile ruotare la pietra durante il rilascio per farle effettuare il percorso nella direzione in cui sta girando il bordo anteriore. Al calare della velocità si accentua l'effetto curl, per cui un tiro lento curverà prima e di più rispetto a un tiro più veloce. Le maniglie sono colorate per identificare le pietre di ciascuna squadra; nei tornei importanti si preferiscono il rosso e il giallo. L'unica parte della pietra a contatto con il ghiaccio è la corona, una stretta porzione del sasso fatta ad anello, di dimensioni comprese tra 1,27 e 0,64 cm (0,5 e 0,25 pollici) di spessore e di 13 cm (5 pollici) di diametro. I lati della pietra convergono verso il basso (verso la corona) e la parte interna della corona è concava e vuota per eliminare il ghiaccio.[11]
Tradizionalmente le pietre per il curling si fanno con due tipi specifici di granito: Blue Hone e Ailsa Craig Common Green, entrambi provenienti dall'isola di Ailsa Craig, al largo della costa scozzese dell'Ayrshire. Il Blue Hone ha un assorbimento di acqua molto basso, il che impedisce il congelamento e l'erosione della pietra.[15] L'Ailsa Craig Common Green è un granito di qualità minore. In passato la maggior parte delle pietre di curling erano costituite da Blue Hone, ma da quando l'isola è diventata una riserva della fauna selvatica, la cava è costretta a contingentare le estrazioni ed evitare le detonazioni. Attualmente il granito per la produzione di pietre da curling viene principalmente dal nord del Galles; si chiama Trefor ed è disponibile in tonalità blu, grigia, rossa e marrone. La cava in Galles è piena e attiva (non si prevede l'esaurimento del materiale in tempi brevi) e ha un'esclusiva con l'azienda canadese Canada Curling Stone Co. che produce stone da curling dal 1992. Nel 2024 il costo di un sasso[16] in Trefor si aggirava sui 600 dollari canadesi (370 € al cambio di febbraio 2026).
La famiglia scozzese Kay fabbrica le pietre da curling dal 1851 e possiede i diritti esclusivi del granito di Ailsa Craig, concessi dal marchese di Ailsa, la cui famiglia è proprietaria dell'isola dal 1560. Le ultime estrazioni di granito di Ailsa Craig effetuate dalla famiglia Kay hanno avuto luogo nel 2002 (1500 tonnellate[17]), 2013 (2000 tonnellate[18]) e 2020 (600 tonnellate[19]). La famiglia è stata il produttore esclusivo per tutti i Giochi olimpici in cui il curling è stato sport ufficiale[20][21][22] eccetto per Salt Lake City 2002, edizione che vide anche pietre di Trefor.[23] Una terza azienda privata entrata in questo ristrettissimo mercato è la cinese Tiano Curling Stone, fondata nel 2010.
Recentemente è stato inventato un manico elettronico, conosciuto come Eye on the Hog ("Occhio sul[la linea del] Maiale[24]") che può essere montato sulle pietre per rilevare le hog line violation, ovvero il fallo di gioco più contestato durante il gioco. Il manico rileva elettronicamente se la mano del giocatore è in contatto con esso mentre la pietra passa la hog line. Il fallo è segnalato dalle luci alla base del manico. L'Eye on the Hog elimina l'errore umano e la necessità di avere due arbitri sulle linee. Questa tecnologia è obbligatoria in competizioni di alto livello nazionale e internazionale, ma il suo costo (intorno a 650 $) è esoso per la maggior parte delle strutture.

Scopa da curling
[modifica | modifica wikitesto]Con la scopa da curling si spazza la superficie del ghiaccio lungo il percorso della pietra (v. anche spazzata); spesso è usata anche come sostegno durante il lancio.
Inizialmente le scope erano fatte di saggina e assomigliavano a quelle per la casa. Oggi sono state sostituite dalle scope dette "a pennello", ma mantengono il nome. Il pad è la parte terminale della scopa a pennello; può essere fatto di stoffa, di pelo animale o sintetico o di crine.
I moderni manici di solito sono tubi cavi in vetroresina o in fibra di carbonio. Sono più leggeri e più forti di quelli tradizionali di legno e permettono di spazzare in modo più rapido e di imprimere più forza alla testa della scopa.
Scarpe
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Le scarpe da curling sono simili a normali calzature sportive, ma le due suole sono diverse. Lo scivolo è la suola progettata per il piede che appunto scivola, mentre l'altra scarpa ha una suola concepita per non scivolare sul ghiaccio.
La suola che scivola è solitamente realizzata in teflon, ma ne esistono in acciaio inox e in PVC di color rosso mattone. La maggior parte delle scarpe dispone di una suola dotata di scivolo, ma esistono delle suolette-scivoli applicabili sotto la calzatura, a contatto con il ghiaccio, e fissate alle scarpe tramite lacci o elastici. Alcune scarpe hanno scivoli composti da due piccoli dischi che coprono la porzione anteriore della suola e il tallone.[25] Quando un giocatore non sta tirando, lo scivolo può essere temporaneamente reso non scivoloso utilizzando una "barca", ossia una suola applicabile sopra la scarpa.
La scarpa che non deve scivolare è progettata per fare aderenza. Può possedere una normale suola da scarpa sportiva o uno speciale strato di materiale gommoso applicato alla suola, con uno spessore pari a quello dello scivolo. La punta della scarpa può anche avere un rivestimento in gomma sulla superficie superiore o un lembo che sovrasta la punta. Questo riduce l'usura e l'attrito sulla parte superiore della scarpa durante il tiro.
Altre attrezzature
[modifica | modifica wikitesto]Altri tipi di apparecchiature comprendono:
- Pantaloni curling: elastici per facilitare le posizioni e i movimenti del curling.
- Cronometro: utilizzati dagli scopatori per avere un'idea della velocità della stone. Il cronometro può essere collegato ai vestiti o alla scopa.
- Guanti: per mantenere le mani calde e/o migliorare la presa sulla scopa.
Gioco
[modifica | modifica wikitesto]Le competizioni internazionali sono suddivise in 10 mani, perciò anche nella maggior parte dei campionati nazionali si giocano dieci mani. Fa eccezione la Coppa del Mondo per club, chiamata World Curling Tour, in cui si disputano solo otto mani. La maggior parte dei tornei sociali è composta da otto mani.
La mano si conclude quando ogni giocatore ha lanciato due stone da un'estremità del campo verso la casa del lato opposto, per un totale di 16 pietre. Vince la squadra con il punteggio più alto, dopo che tutte le mani sono state completate (v. Punteggio). Le ultime mani possono non essere giocate se una squadra ha già realizzato un punteggio impossibile da pareggiare per gli avversari.

Nelle competizioni internazionali a ciascuna squadra viene concesso un tempo limite di 73 minuti per completare tutti i propri lanci. Ogni squadra può usufruire anche di due timeout da 60 secondi ciascuno. Se è necessario giocare ulteriori mani (extraend), ogni squadra ha a disposizione 10 minuti di tempo di gioco per completare i propri lanci ed un ulteriore timeout di 60 secondi per ogni extraend giocata.
Scivolata
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Il processo di spinta di una pietra lungo il campo è noto come scivolata. La scivolata viene determinata da tre fattori principali: la forza, la linea ed il curl, che dipendono dalle tattiche di gioco.
- La forza della stone è la sua velocità, impressa durante il lancio più dalla spinta delle gambe che del braccio.
- Il curl è la rotazione della pietra, che le conferisce una traiettoria curva.
- La linea è la direzione del tiro indipendente dall'effetto curl, ovvero il punto verso cui è diretta la scivolata.
Lo skip (caposquadra) può comunicare la forza, il curl, la linea e altre tattiche da applicare chiamandole a voce o appoggiando la scopa sul ghiaccio. Nel caso di una guardia, una bocciata o una promozione indicherà le pietre coinvolte.
Prima della scivolata la superficie del ghiaccio sulla traiettoria della pietra viene pulita con la scopa, se necessario, in quanto lo sporco sul fondo di una stone o nel suo percorso può modificare la traiettoria e rovinare il tiro.

Il lanciatore tira il sasso. Un altro giocatore, di solito lo skip, è di stanza dietro il button dall'altra parte del campo per determinare tattica, forza, curl e linea mentre gli altri due possono spazzare davanti alla stone per influenzarne la traiettoria (v. Spazzata, qui di seguito). Quando tira lo skip, il viceskip assume il suo ruolo.
Il lanciatore appoggia la scarpa con l'aderenza (dotata di suola antiscivolo) sulla staffa: per un giocatore destrimane è il piede destro, per un mancino quello sinistro. Il lanciatore allinea le spalle parallelamente alla staffa, puntando con il resto del corpo la scopa dello skip.
La pietra è posta di fronte ai piedi tenuta con la mano destra per i destrimani, con la sinistra per i mancini. A seconda delle tecniche di lancio si possono effettuare diverse scivolate, che dalla posizione di partenza portano il giocatore in posizione di scivolata, ossia con il piede dotato di scivolo sotto il busto, con la gamba piegata, mentre l'altra gamba si distende dietro. La spinta viene data da questa gamba, il cui affondo determina la forza del tiro e quindi la distanza che la pietra percorrerà. Per bilanciare il corpo ci si può appoggiare su una scopa tenuta nella mano libera.
La pietra deve essere rilasciata entro la hog line; in prossimità di questa viene impartito il curl, prodotto da una leggera torsione in senso orario o antiorario della maniglia della stone. Solitamente, se si tira con il curl in senso orario, si parte con la maniglia in posizione ore 10 e si rilascia il sasso in posizione ore 12; se il senso del curl è antiorario, si parte in posizione ore 2 e si rilascia sempre in posizione ore 12. Una stone normalmente compie circa 2 giri e mezzo lungo il campo prima di fermarsi.
Per rimanere in gioco, la pietra deve fermarsi prima di attraversare interamente la back line (se ci è sopra, la stone è ancora in gioco), ma deve necessariamente oltrepassare interamente la linea del maiale (hog line). Viene fatta un'eccezione se una stone tocca un'altra stone in gioco: in questo caso anche se il sasso non ha interamente attraversato la hog line rimane comunque in gioco. All'interno della pietra può essere installato l'Eye on the Hog, un sensore che indica se essa è stata rilasciata prima della hog line. Se ciò non avviene, scatta la luce rossa e la pietra viene eliminata dal gioco.

Spazzata
[modifica | modifica wikitesto]Dopo che la stone viene lanciata la sua traiettoria è ancora influenzabile dai due scopatori guidati dallo skip. Quando si spazza, la pressione e la velocità della testina sciolgono leggermente il pebble, causando un lieve aumento dello strato di umidità che si accumula sotto la pietra. Le scope hanno sul sasso due effetti: riducono l'attrito sotto e diminuiscono l'effetto del curl. Le pietre "curlano" (curvano in direzione del curl) di più man mano che rallentano: se si spazza subito, aumenta la distanza e si raddrizza il percorso; viceversa, se si spazza nella parte finale del percorso aumenta il curl e la distanza percorsa lateralmente.

Uno degli aspetti della strategia alla base del curling è sapere quando spazzare. Spazzando il ghiaccio davanti alla pietra, questa di solito arriva più lontano e rimane più diritta. In alcune situazioni una delle due alterazioni nel percorso non è desiderabile. Ad esempio, una stone può essere troppo veloce, ma deve essere spazzata per impedire che finisca su una guardia. La squadra deve decidere se è meglio evitare la guardia ma finire troppo lontani, o colpire la guardia.
Gran parte delle urla che si sentono durante una partita provengono o dallo skip che "chiama" (dà indicazioni) sulla "linea" (traiettoria) del tiro o dagli spazzatori che chiamano la "forza" (velocità). Lo skip valuta il percorso della stone in base alla linea e alla forza, e se necessario, dice agli spazzatori di spazzare per mantenere la traiettoria prevista. Sta agli spazzatori giudicare la forza della stone e comunicare la corretta velocità allo skip. Alcune squadre ricorrono a un cronometro per misurare il tempo percorso dal sasso durante il tiro tra la linea di tiro e la hogline, un aiuto per gli spazzatori nel determinare l'esatta forza. Molte squadre adoperano un sistema di numeri per comunicare in quale delle 10 zone giocabili si stima la pietra si fermerà.
Di solito i due spazzatori stanno dalle due parti opposte della stone, anche se non è obbligatorio. Velocità e pressione sono fondamentali per una spazzata efficace. Afferrando la scopa, una mano dovrebbe stare, partendo dalla testa della scopa, a circa un terzo della lunghezza del manico, mentre l'altra dovrebbe posizionarsi ad un terzo della lunghezza del manico dalla parte opposta. L'angolo tra la scopa e il ghiaccio deve permettere di esercitare la maggior pressione possibile sul ghiaccio. La quantità di pressione può variare da relativamente leggera, per garantire che i detriti non modifichino il percorso della stone, alla massima.
Durante il turno della propria squadra a tutti e quattro i componenti, e ovunque sul ghiaccio fino all'altezza del centro della casa (teeline), è consentito di spazzare. Una volta che il bordo anteriore della pietra oltrepassa la teeline, solo un giocatore della squadra può spazzare, oltre ad un giocatore dell'altra squadra. Questo è l'unico caso in cui una stone può essere spazzata da un membro del team avversario. Per i regolamenti internazionali questo giocatore deve essere lo skip o, se lo skip sta tirando, il viceskip.
Bruciare una pietra
[modifica | modifica wikitesto]A volte i giocatori toccano accidentalmente una pietra con la scopa o una parte del corpo. Questo è spesso definito come "bruciare" una pietra. Toccare una pietra ferma quando non c'è un tiro in corso non è considerato infrazione ed è comune rimetterla semplicemente a posto.
Quando una pietra viene toccata mentre le stone sono in gioco, i rimedi variano:[26] la pietra toccata o si elimina, o viene spostata. Secondo le regole, la pietra va posizionata dalla squadra avversaria in modo da svantaggiare la squadra che ha commesso l'infrazione. Generalmente per fair play questo non accade.
Tipi di tiri
[modifica | modifica wikitesto]Diversi tipi di tiro servono a piazzare attentamente le stone per ragioni strategiche o tattiche. Si dividono in tre categorie fondamentali:
- Guardie: vengono posizionate le stone davanti alla casa nella free guard zone, di solito per proteggere il punto (la pietra più vicina al button in quel momento) o per rendere difficile il tiro agli avversari. Tiri a guardia possono essere centrali (center-guard) o laterali (corner-guard) a seconda della strategia (v. Free Guard-Zone).
- Punti: vengono tirate le pietre per raggiungere la casa. I tiri a punto includono promozioni (spingere altri sassi all'interno della casa o più vicino al centro), appoggi (appoggiarsi appunto con un sasso ad altre stone ferme), tape-back (spingere un sasso, in genere avversario, sotto la teeline) e congelate o freeze (un appoggio molto preciso che solitamente impedisce al sasso di essere bocciato).
- Bocciate: sono destinate a rimuovere le pietre dal gioco e comprendono l'apertura (bocciata molto forte il cui obiettivo è liberare il campo dalle guardie), hit-and-roll (bocciata di una pietra avversaria che permette di "rollare" dietro le guardie) e doppie (bocciate che coinvolgono più sassi).
Free Guard-Zone
[modifica | modifica wikitesto]La Free Guard-Zone è una regola del gioco, secondo la quale fino a che non sono state giocate le prime quattro pietre (due per ciascuna squadra), i sassi a guardia (quelli rimasti nella zona tra l'hogline e la casa) non possono essere rimossi da una pietra avversaria. Se queste guardie vengono bocciate accidentalmente dall'avversario, vengono riposizionate nello stesso posto, e la pietra avversaria viene rimossa dal gioco. Se un sasso viene bocciato dalla squadra cui appartiene, il tiro è regolare.
La regola fu introdotta su suggerimento di Russ Howard per un torneo con il più ricco premio mai assegnato fino a quel momento a Moncton, nel Nuovo Brunswick, nel 1991. La regola di Howard (nota anche come la regola Moncton) prevedeva che le prime quattro stone in gioco non potessero essere rimosse dall'avversario fino al quinto tiro, indipendentemente da dove si trovavano. Questa regola fu leggermente modificata e adottata come Free Guard-Zone per le gare internazionali poco dopo. Dalla stagione 1993-94 alla 2002-03 in Canada era in vigore una Free Guard-Zone estesa alle prime 3 stone, poi Canadian Curling Association la sostituì con quella standard a 4 sassi. Durante questo periodo le squadre canadesi adottavano nei campionati nazionali il sistema a 3 sassi, mentre nei campionati internazionali (anche quelli disputati in Canada) la Free Guard-Zone a quattro sassi.
Questa regola, aggiunta relativamente di recente, fu inserita in risposta al cosiddetto peeling (sbucciamento), che consiste nel giocare senza pietre in gioco, ossia chi ha il martello (ultimo tiro) boccia tutte le pietre dell'avversario e tira fuori campo l'ultimo tiro della mano fino alla fine della partita, quando segna l'unico punto. In questo modo una squadra in testa vincerebbe quasi sicuramente. Questa strategia sviluppò soprattutto in Canada quando le macchine del ghiaccio diventatono capaci di preparare campi di gioco molto regolari e prevedibili. Inoltre l'adozione delle scope a pennello permetteva un maggiore controllo della pietre. La strategia del peeling rese però il gioco poco emozionante, tanto che nel 1990 il Tim Hortons Brier fu giudicato noioso da molti appassionati di curling, a causa della pressoché costante strategia del peeling. Perciò l'adozione della Free Guard-Zone fu immediata e ben accetta.
Una strategia sviluppata in risposta alla Free Guard-Zone (Kevin Martin dall'Alberta è uno dei migliori esempi) è chiamata spaccata (anche split o teak): si effettuano tiri il cui scopo è quello di spostare la pietra di guardia avversaria di lato, abbastanza lontano da renderla difficile o impossibile da usare, ma lasciandola pur sempre in gioco. Il sasso lanciato esce invece dal gioco. L'effetto è funzionalmente identico al peeling, ma molto più difficile; infatti se una bocciata colpisce la guardia troppo forte, spingendola fuori dal gioco, la guardia viene rimessa nella sua posizione originale, mentre se la bocciata non è abbastanza forte ed entrambi i sassi rimangono in gioco, si crea una situazione tatticamente utile all'avversario. Aumenta anche la probabilità che il colpo manchi la guardia del tutto a causa dell'imprecisione del tiro. Data la difficoltà obiettiva di questa strategia, ci provano solo le migliori squadre, quindi è meno dominante del peeling.
Martello
[modifica | modifica wikitesto]L'ultima pietra di una mano viene chiamata martello (dall'inglese hammer). Prima della partita le squadre lo concordano, o tirano a sorte (ad esempio lanciando una moneta), o usano un draw-to-the-button, dove un rappresentante di ogni squadra tira un'unica pietra tentando di avvicinarsi il più possibile al centro della casa (button), oppure, in particolare nei tornei disputati ai Giochi olimpici invernali, si fa un confronto storico di tre vittorie-sconfitte delle squadre. In tutte le mani successive il martello appartiene alla squadra che non ha ottenuto punti alla fine della mano precedente. Se nessuna segna punti, il martello rimane alla stessa squadra. Naturalmente, è più facile segnare punti con il martello che senza, dunque in un torneo la squadra che lo detiene in genere cerca di segnare due o più punti. Se è possibile fare solo un punto, lo skip spesso cerca di fare "mano nulla", ossia fare in modo che nessuna delle due squadre segni, per mantenere il martello la mano successiva, dove cercherà di segnare due o più punti. Segnare punti senza il martello è detto "rubare una mano", ed è molto più difficile.
Strategia
[modifica | modifica wikitesto]Il curling è un gioco di strategia, tattica e abilità. La strategia dipende dalla capacità del team, l'abilità dell'avversario, le condizioni del ghiaccio, il punteggio del gioco, da quante mani rimangono alla fine, se la squadra ha o meno il vantaggio dell'ultima pietra (martello). Si può giocare una mano aggressiva o difensiva. Un gioco aggressivo consiste nel mantenere molte stone in gioco, il che rende la mano più rischiosa, ma dà la possibilità di fare molti punti (anche all'avversario). Un gioco difensivo è composto da molte bocciate in modo da non avere molte stone in gioco, ed è tendenzialmente meno rischioso. Una squadra che gioca bene a punto di solito cerca di giocare in modo aggressivo, quella che predilige le bocciate opta solitamente per giocare sulla difensiva.

Se una squadra non ha il martello, cercherà di ostruire la zona di guardia (four-foot zone) di fronte alla casa per impedire l'accesso ai due cerchi più interni della casa. Questo può essere fatto posizionando con i primi due tiri delle guardie centrali (in inglese center guard) davanti alla casa in prossimità della linea centrale. Chi invece ha il martello cercherà di mantenere la four-foot zone libera, in modo da avere accesso alla zona centrale in ogni momento. Una squadra con il martello tenderà a tirare con i primi due tiri una guardia laterale (in inglese corner guard). Queste servono generalmente a segnare due o più punti in una mano, perché si può tirare un punto laterale che curlando si può nascondere dietro, rendendo più difficile una bocciata alla squadra avversaria.
Idealmente, la strategia in una mano per una squadra con il martello è quella di segnare due punti o più. Segnare un punto è spesso un'occasione sprecata, in quanto si perde il vantaggio del martello nella mano successiva. Non potendo segnare due punti, spesso si tenta una mano nulla, bocciando qualsiasi pietra dell'avversario in modo che escano entrambi i sassi o, se non ci sono stone avversarie, semplicemente lanciando la stone oltre la casa, in modo che nessuna squadra segni punti e la squadra con l'hammer lo mantenga. In generale, una squadra senza il martello vorrebbe o costringere la squadra avversaria a segnare un solo punto (così ottiene il martello la mano successiva), o "rubare la mano" segnando uno o più punti.
Generalmente maggiore è il vantaggio di una squadra e più questa giocherà in maniera difensiva, bocciando tutte le stone dell'avversario, precludendogli così l'opportunità di segnare in una mano più di un punto e difendendo il vantaggio. Viceversa, una squadra in svantaggio tenterà un gioco più aggressivo, nascondendosi dietro le guardie, spingendo le stone avversarie nella parte posteriore della casa con un tiro conosciuto come tape-back (se sono di fronte alla tee-line) o appoggiandosi a esse (se sono dietro la linea di tee). Una pietra congelata (freeze) è difficile da rimuovere, perché è a contatto con la pietra avversaria.
Concedere il gioco
[modifica | modifica wikitesto]A qualsiasi livello non è raro che la squadra perdente decida di terminare la partita prima che tutte le mani siano state completate se crede di non aver più una reale possibilità di vincere. Nelle competizioni internazionali questa opportunità viene data dalla sesta o dall'ottava mano in poi oppure quando la squadra perdente è a corto di pietre, cioè ha un numero di pietre in gioco o giocabili inferiore al numero di punti necessari per pareggiare o vincere.
Quando si ritiene che sia impossibile vincere, si stringe la mano alla squadra avversaria ammettendo la sconfitta. Ciò può verificarsi in qualsiasi momento, ma di solito accade verso la fine del gioco. Ai Giochi olimpici si può concedere il gioco dopo qualsiasi mano durante la fase a girone, ma solo dopo aver terminato otto mani nelle fasi ad eliminazione diretta.

A differenza di altri sport, non vi è alcuna connotazione negativa associata al concedere il gioco. In molti tornei è obbligatorio quando è matematicamente impossibile pareggiare.
Risoluzione delle controversie
[modifica | modifica wikitesto]La maggior parte delle decisioni sono lasciate ai due skip, anche se in tornei ufficiali possono intervenire i giudici.
Tutte le controversie di punteggio vengono gestite dai vice-skip. Non ci devono essere altri giocatori in casa mentre viene determinato il punteggio. In un torneo, la circostanza più frequente in cui una decisione deve essere fatta da qualcuno che non sia il vice-skip è quando i due non riescono ad accordarsi su quale sia la stone più vicina alla zona centrale (button). Un giudice indipendente (supervisore in Canada ed ai campionati del mondo) misura le distanze con un dispositivo apposito che ruota dal centro del button. Quando i giudici indipendenti non sono disponibili, sono gli stessi vice-skip a misurarle.
Punteggio
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A vincere è la squadra con il più alto numero di punti accumulati al termine di otto o dieci mani. I punti vengono assegnati a conclusione di ciascuna di queste mani come segue: quando ogni squadra ha tirato le sue otto pietre, quella con la pietra più vicina alla zona centrale vince la mano. Inoltre, alla squadra vincente viene assegnato un punto per ciascuna delle sue pietre in casa più vicine al button rispetto alla pietra avversaria più vicina al centro. Le posizioni dei sassi più lontani di quello dell'avversario non influiscono sul punteggio.
Ai fini del punteggio vengono considerate solo le pietre che sono in casa, cioè si trovano all'interno dell'anello più esterno. Poiché la base della pietre è arrotondata, una pietra appena in casa non avrà alcun contatto reale con l'anello, che passerà sotto il bordo arrotondato della pietra, ma viene conteggiata ugualmente. In questo caso si dice che la pietra "morde" i cerchi.
Può non essere evidente ad occhio quale delle due pietre è più vicina al button (centro) o se una pietra morde o meno i cerchi. Esistono dispositivi di misurazione appositi, ma non possono essere portati in campo fino a quando la mano non è terminata. Pertanto una squadra prende decisioni strategiche basandosi solo sulla rilevazione a occhio, sebbene queste possano rivelarsi errate.
Il punteggio è segnato su un tabellone, di cui esistono due tipi: il tipo baseball e il tabellone club.
Il "tipo baseball" è stato creato per motivi televisivi per un pubblico che non ha familiarità con il tabellone club. Le mani sono contrassegnate da colonne da 1 a 11 (10 regolari più un'eventuale mano supplementare, detta extraend), più una colonna per il totale. Sotto questo, una fila per ogni squadra mostra il punteggio ottenuto da essa in ogni mano e i due punteggi totali riportati nell'ultima colonna di destra.
Il "tabellone club" tradizionale è utilizzato nella maggior parte dei club di curling. La fila centrale numerata presenta il punteggio totale. Altre file, una sopra e una sotto la fila del punteggio, si riferiscono a ciascuna delle due squadre ed i numeri posti in queste file indicano la mano in cui la rispettiva squadra ha raggiunto un determinato punteggio cumulativo. Se la squadra rossa totalizza tre punti nella prima mano, il cartellino 1 (indicante la prima mano) è posizionato sopra al numero 3 nella fila della squadra rossa. Se la stessa squadra totalizza altri due punti nella seconda mano, il cartellino 2 sarà posizionato sopra al 5 nella riga della squadra rossa, indicando che la squadra rossa ha cinque punti in totale (3 nella prima mano + 2 nella seconda). Questo quadro di valutazione funziona perché solo una squadra può ottenere punti in una mano. Una certa confusione può sorgere quando viene giocata una mano nulla. I numeri delle mani nulle di solito vengono messi nella colonna a destra nella fila della squadra che ha il martello (vantaggio dell'ultima pietra), o in uno spazio particolare dedicato alle mani nulle. Questo tabellone richiede solo 11 cartellini cifrati al massimo, mentre con quello di tipo baseball sono necessari molti cartellini con le stesse cifre (in particolare particolarmente basse come 1).
Il seguente esempio illustra la differenza tra i due tipi e si riferisce alla finale uomini alle Olimpiadi invernali 2006.
Tabellone tipo baseball
| Squadra | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | TOT |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 0 | 2 | 1 | 1 | 0 | 6 | 0 | 0 | x | x | 10 | ||
| 2 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 1 | x | x | 4 |
Tabellone club
| 2 | 3 | 4 | 6 | |||||||||||||
| Punti | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | Mani nulle |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 5 | 8 | 7 |
Il massimo numero di punti ottenibile in una sola mano è 8, ossia tutte le stone di una squadra. Segnare una mano da otto punti contro una squadra relativamente competente è molto difficile; equivale al perfect game nel baseball ed è conosciuto come "pupazzo di neve". Probabilmente il più noto "pupazzo di neve" è stato realizzato nel 2006 al Players Championships, prova di Coppa del Mondo e del Grande Slam di curling. La futura (2007) campionessa del mondo Kelly Scott ha segnato otto punti in una delle sue partite contro la medaglia di bronzo mondiale 1998 Cathy King.[27][28]
Cultura del curling
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Nei tornei le squadre sono normalmente chiamate con il cognome dello skip, per esempio Team Martin per skip Kevin Martin; in alternativa prendono il nome del club di appartenenza o, come accade in Canada, della divisione amministrativa rappresentata.
Tipicamente le squadre si compongono da soli uomini o sole donne; il gioco è conosciuto come curling misto quando una squadra è composta da due uomini e due donne; nel doppio misto giocano una donna e un uomo. Il campionato canadese misto di curling è una delle competizioni di più alto livello, assieme ai campionati europei misti di curling.
Il curling è particolarmente popolare in Canada. I miglioramenti nella produzione del ghiaccio e le modifiche al regolamento per aumentare la competitività e promuovere la complessa strategia hanno aumentato la popolarità già alta di questo sport in Canada, e il grande pubblico televisivo segue trasmissioni annuali di curling, in particolare il Torneo dei cuori (Scotties Tournament of Hearts, ossia il campionato nazionale femminile), la Tim Hortons Brier (il campionato nazionale maschile) e i campionati mondiali.
Le squadre del Manitoba, che per popolazione occupa solo il 5º posto su 10 province canadesi, hanno vinto circa un terzo delle edizioni del Brier. Il Torneo dei cuori e il Brier vengono disputati dai vincitori dei campionati provinciali canadesi e i campionati del mondo dai campioni nazionali.
Ernie Richardson della provincia dello Saskatchewan e la squadra composta dalla sua famiglia hanno dominato il curling canadese e internazionale dalla fine degli anni '50 agli anni '60 e sono stati considerati i migliori giocatori di curling di tutti i tempi.[29] Sandra Schmirler ha portato la sua squadra alla prima medaglia d'oro del curling femminile ai Giochi olimpici invernali del 1998. Quando morì due anni dopo di cancro, oltre 15 000 persone hanno partecipato al suo funerale, trasmesso dalla televisione nazionale.
Uno sport amatoriale
[modifica | modifica wikitesto]Nonostante i bonspiels canadesi (tornei) offrano premi in denaro, pochissimi giocatori di curling sono professionisti a tempo pieno, ma alcuni ricavano una parte considerevole del reddito dal curling. Non vi è stata una spinta al professionismo nemmeno quando questo sport è stato reintrodotto nel programma dei Giochi olimpici invernali nel 1998 con tornei maschili e femminili.[30]
Curling in carrozzina
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Il curling in carrozzina è la variante del curling praticabile da persone con disabilità agli arti inferiori. La differenza più evidente nel meccanismo di gioco è l'assenza della fase di spazzata, che rende il curling in carrozzina ancora più simile alle bocce. La superficie di gioco, le stone e le regole sono le stesse. Alcuni adattamenti sono legati al fatto che i giocatori si spostano su sedie a rotelle: non sono necessarie le apposite scarpe con suole differenziate, si può usare un manico estensore per lanciare la pietra, e un compagno di squadra può aiutare a tenere ferma la carrozzina durante il lancio. L'attività agonistica internazionale è organizzata dallaFederazione mondiale di curling.
Il curling in carrozzina è stato inserito nel programma dei Giochi paralimpici a partire dai IX Giochi paralimpici invernali di Torino 2006, con un torneo unico riservato a squadre miste.
Nella cultura di massa
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Nel film Aiuto! (Help!), diretto nel 1965 da Richard Lester, i Beatles – protagonisti dello stesso – tentano di giocare a curling in una sequenza ambientata sulle Alpi austriache.
Il film canadese del 2002 Gli uomini con le scope, interpretato e diretto da Paul Gross e girato nei centri sportivi del curling, racconta la storia di una squadra di una piccola cittadina canadese. Con più di 4,2 milioni di dollari ricavati solo in Canada, è diventato il campione di incassi tra i film canadesi sovvenzionati dalla Telefilm Canada tra il 1997 e il 2002.
Nel 2010, nella 21ª stagione de I Simpson, viene messo in onda l'episodio Un incontro con il curling: la squadra di Homer, Marge, Skinner e Agnes vince la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Vancouver.
Nel 2013, nell'episodio Peter selvaticus de I Griffin, la domestica Consuelo vince l'oro olimpico con la squadra messicana battendo il Canada.
Nel 2014, nella 7ª stagione della serie canadese I misteri di Murdoch, viene messo in onda l'episodio Colpo al cuore: il detective Murdoch, il sergente Crabtree e alcuni colleghi del IV distretto della polizia di Toronto sfidano una squadra rivale a un incontro di curling.
Un altro film incentrato sul curling è La mossa del pinguino, diretto nel 2014 da Claudio Amendola: un'improbabile squadra di dilettanti tenta di qualificarsi alle Olimpiadi di Torino 2006.
Campionati di curling
[modifica | modifica wikitesto]- Curling ai Giochi olimpici
- Campionati mondiali di curling
- Campionati mondiali junior di curling
- Campionati mondiali senior di curling
- Campionati mondiali doppio misto di curling
- Continental Cup di curling
- Campionati europei di curling
- Campionati europei misti di curling
- Campionati italiani di curling
- Campionati italiani junior di curling
- Campionati italiani senior di curling
- Campionati italiani misti di curling
- Campionati italiani doppio misto di curling
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ dal sito princeton.edu (XML), su paw.princeton.edu.
- ^ dal sito curlnews.blogspot.com, su curlnews.blogspot.com.
- ^ (EN) Wooden Curling Stone, su wisconsinhistory.org, Wisconsin Historical Society. URL consultato l'8 agosto 2007 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2007).
- ^ dal sito paperclip.org.uk, su paperclip.org.uk. URL consultato il 21 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2012).
- ^ Ed è ancora, in Scozia e per gli scozzesi che si stabilirono nelle regioni australi, come la Nuova Zelanda.
- ^ Nate Baker, The Book of Old Darvel and Some of its Famous Sons, Darvel, Walker & Connell, pp. 12-13.
- ^ dal sito del Royal Montréal Curling Club, su royalmontrealcurling.ca (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
- ^ Classifiche WCF, su worldcurling.org. URL consultato il 21 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2012).
- ^ Rapporto Ufficiale dei III Giochi Olimpici Invernali, Lake Placid 1932 (PDF), su la84foundation.org. URL consultato il 21 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2008).
- ^ Articolo sul New York Times, su select.nytimes.com.
- ^ a b (EN) The Rules of Curling and Rules of Competition (PDF), su worldcurling.org, luglio 2023. URL consultato il 26 febbraio 2024.
- ^ a b L'espressione deriva da un errore di traduzione entrato nel gergo italiano del gioco: la parola hog in questo contesto è tratta dallo scozzese, attestata già dal 1350 per indicare una pecora di un anno ma non ancora tosata. Il termine passò nel mondo del curling a designare le pietre che erano a malapena in grado di giungere nell'area di gioco e quindi escluse, in riferimento alla fragilità delle giovani pecore che erano più soggette ad abbattimento selettivo o a divenire facili prede. Una traduzione corretta per hogline sarebbe quindi linea della pecorella.
- ^ Articolo sul The New York Times del 17 agosto 2009.
- ^ dal sito twincitiescurling.org, su twincitiescurling.org (archiviato dall'url originale il 2 settembre 2012).
- ^ dal sito dell'Anchorage Curling Club, su anchoragecurling.com (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2012).
- ^ Olimpiadi, quanto costa inseguire l’oro: dai pattini dello short track alle stone del curling, su alanews.it.
- ^ (EN) Ailsa's granite rocks the curling world to its roots, in The Scotsman, 14 giugno 2003. URL consultato il 13 febbraio 2022.
- ^ (EN) Mike Haggerty, From Island to Ice: a Journey of Curling Stones, su worldcurling.org, 2 settembre 2013. URL consultato il 13 febbraio 2022.
- ^ (EN) Post della pagina Facebook ufficiale Kays Curling, su facebook.com, 9 dicembre 2020.
- ^ (EN) History of Kays of Scotland, su kaysofscotland.co.uk (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2013).
- ^
(EN) Why one tiny Scottish island is key to every Olympic curling stone – video, 19 febbraio 2018. URL consultato il 13 febbraio 2022.
- ^ (EN) Kays Curling [KaysCurling], Kay’s Curling Stones all lined up and waiting patiently for the game to start #kayscurling #bestintheworld #beijing2022 #mixedoubles, su X, 7 febbraio 2022.
- ^ (EN) Ruth Siddall, Natural Stone and World Heritage, Leida, CRC Press/Balkema, 2022.
- ^ L'espressione contempla anche un gioco di parole ed è quindi traducibile come "Occhio al Maiale" o, più propriamente[12], "Occhio alla Pecorella".
- ^ dal sito glennpaulley.ca, su glennpaulley.ca. URL consultato il 21 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 16 marzo 2013).
- ^ regolamento di curling della Canadian Curling Association[collegamento interrotto]
- ^ "Shooting Percentages" Archiviato il 27 settembre 2007 in Internet Archive. on CurlingZone
- ^ Curling 8 Ender, su youtube.com, YouTube. URL consultato il 20 ottobre 2010.
- ^ (EN) Kings of the World: The Curling Richardsons, su cbc.ca, CBC Television, 13 marzo 2004 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2007).)
- ^ Faceva parte del programma olimpico ufficiale ai I Giochi olimpici invernali. Poiché la precisione, strategia, abilità ed esperienza sono più importanti rispetto alle tradizionali virtù sportive di velocità, resistenza e forza, i giocatori di curling più competitivi sono più vecchi rispetto ai loro omologhi in altri sport.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su curling
Wikinotizie contiene notizie di attualità su curling
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su curling
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su worldcurling.org.
- curling, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) curling, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (CA) Curling (XML), su Enciclopèdia de l'esport català, Grup Enciclopèdia Catalana.
- World Curling Federation, su worldcurling.org.
- Archivio Digitale CBC - Curling: Spazzare la Nazione, su archives.cbc.ca.
- (EN, FR) La storia del curling in Canada, su collectionscanada.ca. URL consultato il 21 febbraio 2013 (archiviato il 6 dicembre 2012).
- Almanacco del curling, su curlingalmanac.com. URL consultato il 21 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2013).
- Centro per la vita popolare e per i beni culturali Smithsonian, su folklife.si.edu. URL consultato il 21 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
- Manuale del giocatore di curling canadese: trascrizione del testo del 1840
- Curling Bisiac - dal 2013 a Ronchi dei Legionari (GO)
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 10680 · LCCN (EN) sh85034867 · GND (DE) 4132438-9 · BNF (FR) cb11944127z (data) · J9U (EN, HE) 987007538485805171 · NDL (EN, JA) 01100410 |
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