Cullurelli
Il cullurellu, o culluriellu, o cuddrurièddu, o cuddrurìaddru, o crustulu, o cururicchiu è un dolce tipico natalizio calabrese, prodotto nella provincia di Cosenza, nella provincia di Crotone e nella provincia di Vibo Valentia. Si tratta di ciambelle fritte, preparate con un impasto a base di patate, farina e lievito. A causa della loro classica forma a corona, venivano anticamente infilati nei bastoni da pastori e viandanti, per facilitarne il trasporto. Il loro nome deriva dal termine greco antico κολλύρα (kollýra), originariamente indicante una piccola pagnotta rotonda, è connesso al bizantino κουλούρα (kouloura), da cui derivano koulouri e koulourakia. Entrambi i termini richiamano la forma circolare o anulare, spesso associata anche a pani intrecciati o doppi che ricordano “occhi”. L’evoluzione semantica riflette dunque il passaggio dalla semplice pagnotta tonda alle forme ad anello tipiche della tradizione greca.
| Cuddruriaddru | |
|---|---|
| Origini | |
| Altri nomi | culluriellu, cuddrurièddu, cuddrurìaddru, crustulu, cururicchiu, curujicchi, curijicchi |
| Luogo d'origine | |
| Regione | Calabria |
| Zona di produzione | provincia di Cosenza provincia di Crotone provincia di Vibo Valentia |
| Dettagli | |
| Categoria | dolce |
| Settore | paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria |
| Ingredienti principali |
|
Il cullurellu, o culluriellu, o cuddrurièddu, o cuddrurìaddru, o crustulu, o cururicchiu è un dolce tipico natalizio calabrese, prodotto nella provincia di Cosenza, nella provincia di Crotone e nella provincia di Vibo Valentia.[1]
Si tratta di ciambelle fritte, preparate con un impasto a base di patate, farina e lievito. A causa della loro classica forma a corona, venivano anticamente infilati nei bastoni da pastori e viandanti, per facilitarne il trasporto. Il loro nome deriva dal termine greco antico κολλύρα (kollýra), originariamente indicante una piccola pagnotta rotonda, è connesso al bizantino κουλούρα (kouloura), da cui derivano koulouri e koulourakia. Entrambi i termini richiamano la forma circolare o anulare, spesso associata anche a pani intrecciati o doppi che ricordano “occhi”. L’evoluzione semantica riflette dunque il passaggio dalla semplice pagnotta tonda alle forme ad anello tipiche della tradizione greca.[2]
Preparazione
[modifica | modifica wikitesto]I cullurelli possono essere dolci o salati. Vengono preparati tradizionalmente alla vigilia di Natale o l'8 dicembre, giorno dell'Immacolata Concezione.
Si amalgama l'impasto con patate precedentemente lessate e schiacciate, farina, lievito e acqua. Una volta lievitato, viene diviso l'impasto in diverse porzioni, alle quali viene data la classica forma di ciambella. Dopo una seconda lievitazione, i cullurelli verranno fritti in olio.
Possono essere serviti dolci, con zucchero o miele, imbevuti di vin santo o salati.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Luigi Elia, Alimentazione e cibo nella Calabria popolare, Roma, Bibliotheka Edizioni, 2014, ISBN 978-88-98801-73-2.
- ^ Cullurielli o cuddrurieddri calabresi: la vera ricetta, su La Cucina di Bacco. URL consultato il 24 dicembre 2019.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Cullurielli, ciambelle fritte, ricetta calabrese), su blog.giallozafferano.it.
- L’antica ricetta dei cururicchi, le ciambelle di patate calabresi, su lucianopignataro.it.