Constance Adams
Constance Adams (Boston, 16 luglio 1964 – Houston, 25 giugno 2018) è stata un architetto statunitense che ha lavorato nel programma spaziale.

Constance Adams (Boston, 16 luglio 1964 – Houston, 25 giugno 2018) è stata un architetto statunitense che ha lavorato nel programma spaziale.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Constance Adams nacque a Boston nel 1964 da Jeremy duQuesnay Adams, studioso di storia medievale alla Southern Methodist University di Dallas, e Madeleine de Jean, scrittrice e intenditrice di champagne.[1]
La Adams studiò scienze sociali all'Università Harvard, poi proseguì gli studi alla Università Yale, dove conseguì un master in architettura. Dopo un apprendistato di due anni presso lo studio Kenzō Tange Associates a Tokyo, ha lavorato per quattro anni a Berlino su progetti commerciali e di pianificazione urbanistica. Alla fine degli anni ‘90 è stata assunta dalla Lockheed Martin Space Operations per supportare le attività di ricerca della NASA relative all’esplorazione di Marte presso il Johnson Space Center di Houston, in Texas, dove viveva con la sua famiglia.[2] Era un architetto abilitato.
È particolarmente nota per i suoi sviluppi nella ricerca “sociocinetica”, in cui ha scoperto modi per misurare come gli individui interagiscono con gli ambienti costruiti e tra loro.[3]
È morta di carcinoma del colon-retto a Houston il 25 giugno 2018, all’età di 53 anni.[4][5]
Carriera
[modifica | modifica wikitesto]Tra gli altri progetti ha partecipato allo sviluppo del progetto Lockheed Martin di un modulo gonfiabile per la Stazione Spaziale Internazionale.[6] Il modulo, noto come TransHab (“transit habitat”), era stato progettato per fornire alloggi agli astronauti a bordo della stazione spaziale, tra cui una sala comune, una palestra, una doccia, ecc. Considerazioni di bilancio e ritardi, oltre che questioni politiche, hanno fatto sì che il modulo non superasse la fase di progettazione.[7]
Dopo il progetto TransHab, la Adams ha lavorato all'architettura della cabina dell'equipaggio e alla progettazione dei sistemi per l'X-38 Crew Return Vehicle,[8] l'Orbital Space Plane[9] e la Stazione Spaziale Internazionale.
Nel 2003 e nel 2004 ha collaborato con Ingvar Andersson, consulente senior per le politiche idriche dell'UNDP, all'organizzazione del vertice “Water for Two Worlds” presso la Università Columbia e l'ONU, riunendo rappresentanti della NASA, dell'Agenzia Spaziale Europea, del Columbia Earth Institute e di altri gruppi di difesa dell'acqua pulita per progettare un approccio volto a trasferire le tecniche di depurazione dell'acqua sviluppate per i voli spaziali ad applicazioni in grado di soddisfare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.[10]
Nel 2005 la Adams è stato nominata Emerging Explorer dal National Geographic.[11] Dal 2004 al 2010 ha collaborato con l'International Space Station Program Office e la Japanese Aerospace Exploration Agency per integrare l'H-II Transfer Vehicle nella pianificazione della ISS. Fondatrice di Synthesis International,[12] la Adams ha collaborato con l'URS e Foster+Partners alla progettazione del primo terminal spaziale commerciale al mondo, lo Spaceport America Terminal Facility, per la New Mexico Spaceport Authority e l'affittuario Virgin Galactic.[13] Considerata una delle prime esperte nella pianificazione di spazioporti,[14] ha tenuto numerose conferenze su argomenti di design e scienza.[15]
Tra il 2008 e il 2009 ha partecipato al JASON Project (ora JASON Learning, un'organizzazione indipendente 501c3) del National Geographic in qualità di ricercatrice ospite. È protagonista dell'ultimo capitolo (capitolo 5) e dei video di supporto della pubblicazione Infinite Potential.[16] Il suo lavoro sulla comprensione dei sistemi sostenibili è il tema centrale del capitolo.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ (EN) Edwin Heathcote, Constance Adams, space architect, 1964-2018, in Financial Times, Londra, 6 luglio 2018. URL consultato il 1º ottobre 2021 (archiviato l'11 dicembre 2022).
- ^ (EN) The New School. Press Releases., su newschool.edu (archiviato il 13 gennaio 2014).
- ^ (EN) Space Architect Constance Adams Dies at 53, su Adventure, 25 giugno 2018. URL consultato il 1º ottobre 2021 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2021).
- ^ (EN) Space Architect Constance Adams Dies at 53, su news.nationalgeographic.com (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2018).
- ^ (EN) Richard Sandomir, Constance Adams, Architect of Space Habitats, is Dead at 53, in The New York Times, 28 giugno 2018.
- ^ (EN) Adams, Constance e Kriss J. Kennedy, "ISS TransHab: A Space Inflatable Habitation Module", in Proceedings of Space 2000: The Seventh International Conference and Exposition on Engineering, Construction, Operations and Business in Space, Reston, American Society of Civil Engineers, 2000.
- ^ (EN) 106° Congresso, National Aeronautics and Space Administration Authorization Act of 2000, su thomas.loc.gov, Library of Congress, 24 gennaio 2000. URL consultato il 26 maggio 2007.[collegamento interrotto]
- ^ (EN) Client Challenge, su nasa.fandom.com. URL consultato il 17 dicembre 2025.
- ^ (EN) Orbital Space Plane, su globalsecurity.org. URL consultato il 16 dicembre 2025.
- ^ (EN) Water for Two Worlds (PDF), su earth.columbia.edu. URL consultato il 7 gennaio 2014 (archiviato il 10 maggio 2014).
- ^ (EN) Find a National Geographic Explorer, su National Geographic Society (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2011).
- ^ (EN) Synthesis intl | Architecture for human spaceflight, su synthesis-intl. URL consultato il 16 dicembre 2025.
- ^ (EN) Foster + Partners fosterandpartners.com, Spaceport America – Foster + Partners, su fosterandpartners.com (archiviato il 14 maggio 2013).
- ^ (EN) Adams, Constance e Georgi Petrov, "Spaceport Master Planning: Principles and Precedents", in AIAA-2006-7325, 2nd AIAA International Space Architecture Symposium, San Jose, CA, USA, settembre 2006.
- ^ (EN) Live Event Page, su jason.org. URL consultato il 19 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2010). e (EN) Curriculum – Operation: Infinite Potential – Meet the Team, su jason.org. URL consultato il 19 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2012).
- ^ (EN) Energy: Infinite Potential, su jasonlearning.wpengine.com. URL consultato il 20 settembre 2020.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- National Geographic reach. (2011). Monterey, CA: National Geographic.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Water for Two Worlds: Designing Terrestrial Applications for Exploration-class Sanitation Systems, su ntrs.nasa.gov, NASA Technical Reports Server, 2004. URL consultato il 1º settembre 2025.
- (EN) Reallusory Viewing: A Study of the Application of Virtual Windows in Hermetic Environments, su ntrs.nasa.gov, 1999. URL consultato il 1º settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2011).
- (EN) Space Architecture: Building The Future, su ntrs.nasa.gov, 1999. URL consultato il 1º settembre 2025.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 142982141 · ULAN (EN) 500262601 |
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