Auguste Comte
Auguste Comte, nome completo Isidore Marie Auguste François Xavier Comte, noto in italiano anche come Augusto Comte (Montpellier, 19 gennaio 1798 – Parigi, 5 settembre 1857), è stato un filosofo e sociologo francese, considerato il fondatore del Positivismo. Discepolo di Henri de Saint-Simon, che fu il primo a usare il termine Positivismo, è generalmente considerato l'iniziatore della corrente filosofica positivista. Comte coniò il termine "fisica sociale" per indicare un nuovo campo di studi. Questa definizione era però utilizzata anche da alcuni altri intellettuali suoi rivali e così, per differenziare la propria disciplina, inventò la parola sociologia. Comte considerava questo campo disciplinare come un possibile terreno di produzione di conoscenza sociale basata su prove scientifiche. Volendo sbarazzarsi della metafisica, esalta quasi religiosamente la conoscenza scientifica che mira a osservare per conoscere senza apriorismi. Si richiama comunque a Kant e Leibniz affermando che nell'uomo esistono disposizioni mentali spontanee. Il Positivismo si presenta come erede dell'empirismo e dell'Illuminismo, ma anche della concezione storica e scientifica del Romanticismo. Il libro che secondo la maggior parte degli storici segna l'inizio del Periodo positivista è il Corso di filosofia positiva, monumentale opera che raccoglie i suoi cicli di lezioni. Negli ultimi anni, a partire dal 1846, Comte fondò una sorta di religione scientista, la Religione dell'Umanità. L'8 marzo 1848 diede vita alla Società Positivista di cui fu Presidente, onde diffondere in maniera organizzata gli ideali positivisti a livello politico, spirituale e sociale. Assunse inoltre la carica religiosa di Gran Sacerdote dell'Umanità, ponendosi a capo della nuova gerarchia ecclesiastica della Chiesa Positivista. Nel 1857, dopo la morte, alla carica di Direttore del Positivismo gli successe l'allievo prediletto Pierre Laffitte. La sua citazione «Ordine e progresso» figura sulla bandiera del Brasile (in portoghese Ordem e progresso).

Auguste Comte, nome completo Isidore Marie Auguste François Xavier Comte, noto in italiano anche come Augusto Comte[1] (Montpellier, 19 gennaio 1798 – Parigi, 5 settembre 1857), è stato un filosofo e sociologo francese, considerato il fondatore del Positivismo.
Discepolo di Henri de Saint-Simon, che fu il primo a usare il termine Positivismo, è generalmente considerato l'iniziatore della corrente filosofica positivista.[2] Comte coniò il termine "fisica sociale" per indicare un nuovo campo di studi. Questa definizione era però utilizzata anche da alcuni altri intellettuali suoi rivali e così, per differenziare la propria disciplina, inventò la parola sociologia.
Comte considerava questo campo disciplinare come un possibile terreno di produzione di conoscenza sociale basata su prove scientifiche.[2] Volendo sbarazzarsi della metafisica, esalta quasi religiosamente la conoscenza scientifica che mira a osservare per conoscere senza apriorismi.[2] Si richiama comunque a Kant e Leibniz affermando che nell'uomo esistono disposizioni mentali spontanee.[2] Il Positivismo si presenta come erede dell'empirismo e dell'Illuminismo, ma anche della concezione storica e scientifica del Romanticismo.
Il libro che secondo la maggior parte degli storici segna l'inizio del Periodo positivista è il Corso di filosofia positiva, monumentale opera che raccoglie i suoi cicli di lezioni.[2] Negli ultimi anni, a partire dal 1846, Comte fondò una sorta di religione scientista, la Religione dell'Umanità[3]. L'8 marzo 1848 diede vita alla Società Positivista di cui fu Presidente, onde diffondere in maniera organizzata gli ideali positivisti a livello politico, spirituale e sociale. Assunse inoltre la carica religiosa di Gran Sacerdote dell'Umanità, ponendosi a capo della nuova gerarchia ecclesiastica della Chiesa Positivista. Nel 1857, dopo la morte, alla carica di Direttore del Positivismo gli successe l'allievo prediletto Pierre Laffitte.
La sua citazione «Ordine e progresso» figura sulla bandiera del Brasile (in portoghese Ordem e progresso).[4]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Auguste Comte nasce a Montpellier nel 1798 da famiglia di sentimenti cattolici e monarchici legittimisti, contrari al governo rivoluzionario e a quello di Napoleone, e sostenitori della deposta dinastia dei Borbone di Francia.[5] Nel 1814 entra all'École polytechnique di Parigi, prima come studente e poi come docente, e nel 1817 incontra il filosofo socialista Saint-Simon di cui divenne segretario e con il quale collaborò per sette anni.[5]
L'idolo della sua gioventù fu Benjamin Franklin che Comte definì il Socrate moderno[6]. Durante l'estate del 1817, Comte si innamorò di una giovane pianista di origine italiana, Pauline, sposata e già madre. L'unica figlia conosciuta di Comte nacque da questa relazione adulterina: Louise, nata nel giugno 1818, di salute fragile, morì a soli nove anni di laringite, e Comte avrebbe poi confessato molti anni dopo a Clotilde de Vaux che ancora piangeva la sua perdita.[7][8] Nel 1822 pubblica Il piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società, ma dopo due anni romperà la collaborazione con Saint-Simon. Nel 1825 sposa l'ex grisette Caroline Massin. Figlia illegittima di attori di provincia, Caroline Massin aveva lavorato come sarta e prostituta, e gestiva una sala di lettura nel Boulevard du Temple, divenendo in seguito la "mantenuta" dell'avvocato Antoine Cerclet, amico di Comte. Secondo le stesse dichiarazioni del filosofo nell'aggiunta segreta al proprio testamento, Massin incontrò Auguste Comte nel periodo in cui ella si prostituiva presso il Palazzo Reale, e lui era probabilmente uno dei suoi clienti (dato che in questo periodo frequentava assiduamente queste ragazze), ma la relazione fissa fra i due si instaurò solamente due anni dopo, quando cominciò a darle lezioni private. Altri pensano che non avesse mai fatto la prostituta ma che fosse un'accusa frutto della paranoia di Comte, che afferma di averla sposata per evitarle dopo un arresto di essere iscritta nel registro ufficiale. Il matrimonio non fu felice, ma i due si separarono definitivamente solo nell'agosto del 1842. Ciononostante, Caroline continuò a seguire l'opera di Comte per tutta la sua vita, come bibliotecaria, e in seguito convisse con l'allievo di Comte Émile Littré, staccandosi definitivamente dall'ambiente positivista "ortodosso".[9]

Nel 1826 inizia nella propria abitazione un corso di filosofia, sospeso per un disagio psicologico depressivo - causato apparentemente dai tradimenti della moglie, - che lo tormenterà tutta la vita, inducendolo a quattro tentativi di suicidio. Quell'anno Comte fu preda di un'acuta crisi psichica, tra il 25 e il 26 aprile 1826. Fuggì dalla sua casa parigina e per circa dieci giorni vagò per i sobborghi, scrivendo lettere confuse ai suoi cari, tra cui Blainville e sua moglie. Quest'ultima lo trovò a Montmorency, proprio mentre dava fuoco alla sua camera d'albergo.[10] Si gettò quindi nel lago di Enghien e fu nuovamente salvato da Caroline dall'annegamento. Comte stenterà parecchio a riprendersi dal crollo della sua unione con Caroline, innamorandosi di donne fisicamente molto simili all'ex moglie.[5] Dopo il tentato suicidio, passò un breve periodo (per curare quella che definì la sua "crisi cerebrale") nella clinica psichiatrica privata e all'avanguardia del dottor Jean-Étienne Dominique Esquirol, in rue de Buffon, e iniziò poi la fase più prolifica della sua attività filosofica.[11] Comte fu dimesso il 2 dicembre 1826 perché i costi erano troppo elevati per la sua famiglia. Il registro di Esquirol reca la nota "NG": "non guarito", essendo stato dichiarato incurabile.[12] Tornato a casa, le sue condizioni rimasero preoccupanti; in particolare, si tagliò la gola con un coltello durante una lite con la madre, un atto che gli avrebbe lasciato una grande cicatrice sul collo per il resto della vita.[13] Tuttavia, le cure costanti di Caroline alla fine favorirono una lenta guarigione. Nel marzo del 1827, Comte tentò di nuovo il suicidio, gettandosi nella Senna dal Pont des Arts, e fu salvato solo dall'intervento di una guardia reale. Alla fine trascorse alcune settimane a Montpellier; al suo ritorno, si trasferì al 159 di rue Saint-Jacques e riprese lentamente le sue lezioni private. La sua eccellente reputazione come insegnante gli portò una clientela crescente, ma le sue difficoltà finanziarie persistevano. Comte non nascose mai i problemi incontrati durante questi anni difficili e, quando in seguito sistematizzò una nuova "teoria cerebrale" nella sua filosofia positiva, si riferì a questo episodio come a una "tempesta cerebrale".[5][14]

Riprese la sua attività di insegnante e giornalista, cominciando a elaborare il proprio sistema filosofico con alcuni allievi a partire dal 1829, in opposizione pubblica ai saintsimoniani. L'opera più celebre di Comte è il Corso di filosofia positiva, il cui primo (di sei) volume appare nel 1830, l'anno della rivoluzione di luglio a cui forse partecipò. In questo periodo fu simpatizzante repubblicano, e fu arrestato per tre giorni nel 1831 per aver rifiutato di prestare servizio nella Guardia nazionale organizzata dalla Monarchia di luglio.
Nonostante il successo ottenuto dopo la pubblicazione del primo volume, Comte non ottiene nessun riconoscimento accademico. Nel 1844 propone, in occasione di un corso di astronomia popolare, una delle migliori sintesi del suo pensiero, il Discorso sullo spirito positivo, ma nello stesso anno perderà il posto di esaminatore riuscendo a vivere a stento grazie ai sussidi ottenuti da amici e discepoli. I suoi lavori successivi verranno pubblicati tra il 1835 e il 1842[5].
Dopo il fallimento del matrimonio, conosce Clotilde de Vaux, giovane sorella di un suo allievo, di cui si innamora, ma che morirà poco dopo (1846), dopo aver rifiutato la sua proposta di matrimonio perché malata di tubercolosi; la vicenda ne influenzò il pensiero in senso mistico-religioso, senza che Comte tornasse alla religione tradizionale: nacque così la filosofia scientista del Catechismo positivista, che idealizzò la scienza e la figura di Clotilde.[5] Comte ebbe disturbi psichici ricorrenti per tutta la vita, che si acutizzarono nuovamente nel periodo finale, detto del "secondo positivismo". Alcuni critici sono convinti che Comte abbia cercato di colmare il dolore per la perdita di Clotilde con questi ideali ritenuti stravaganti, ma che furono la base di alcune cosiddette "religioni dell'uomo" successive, anche nell'ambito dell'umanesimo stesso.[15] In effetti in questa fase Comte soffrì ancora di sbalzi d'umore, frequenti dalla gioventù; in alcuni periodi ricorreva, per calmarsi, a quella che definiva "igiene cerebrale", astenendosi dal leggere giornali, periodici scientifici e altri libri, ad eccezione delle opere dei grandi poeti, frequentando il teatro italiano e i luoghi della musica.[16] Secondo una diagnosi retrospettiva riportata da Jean-François Braunstein, docente alla facoltà di Filosofia della Sorbona, la "malinconia" alternata da "monomania d'orgoglio" e di "grandezza"[11], diagnosticate all'epoca del ricovero al fondatore del positivismo, erano quello che oggi si definisce disturbo bipolare, oscillando nel suo caso tra depressione cupa e mania delirante "di riforma".[17] A parte i suoi periodi di crisi, Comte fu stimato come insegnante, considerato come esaminatore al Politecnico severo ma corretto, nonché descritto dall'allievo Pierre Laffitte come "sempre perfettamente cortese e signorile", e un conversatore affascinante.[18]
Il filosofo era tornato per un periodo a vivere con la madre Rosalie Boyer, ma poi non la vide più di persona per dieci anni, ritornando a Parigi, dove fu raggiunto dalla notizia della sua morte nel 1837; ritornato in visita a Montpellier, litigò con gli altri famigliari, con cui i rapporti furono interrotti fino al 1848.
Adottò infine la sua domestica Sophie Bliaux, a cui lascerà i suoi pochi averi rimasti e i diritti d'autore sulle sue opere, contesi anche da Caroline Massin e dai membri della Società Positivista.[19]
Si entusiasmò inizialmente per la rivoluzione francese del 1848, prendendone le distanze quando vide che la società non era stata organizzata razionalmente e ordinatamente (errore che egli riscontrava anche nella prima rivoluzione francese), esprimendo critiche nei confronti di Luigi Napoleone, che invece sostenne quando Bonaparte ascese al trono imperiale con il nome di Napoleone III (1851-1852).[20] Durante questo periodo, intrattenne corrispondenze con il liberale John Stuart Mill, il socialista Pierre-Joseph Proudhon e il conte di Chambord, pretendente legittimista al trono.[21]

Comte morì a 59 anni nel 1857, a causa di un'emorragia interna, forse conseguente ad un tumore allo stomaco[5] o un problema gastrico (per cui aveva diminuito molto il cibo fino a quasi digiunare; secondo altri il malore fu causato da una forma di anoressia seguita a un digiuno di tipo misticheggiante-delirante[22]); lasciò incompiuta l'ultima opera, la Sintesi soggettiva o sistema universale delle concezioni proprie dello stato normale dell'Umanità.[5][20] Dopo una cerimonia civile, venne sepolto al cimitero di Père-Lachaise.[23] I suoi discepoli coprirono i debiti che aveva contratto, ricomprando anche il suo appartamento, dove realizzarono una casa-museo.[17]
Pensiero
[modifica | modifica wikitesto]«L'Amore per principio e l'Ordine per fondamento, il Progresso per fine»
Il primo positivismo
[modifica | modifica wikitesto]La legge dei tre stadi filosofici
[modifica | modifica wikitesto]Nell'opera del 1822 Piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società (ristampato nel 1824 col titolo Politica positiva) Comte aveva formulato la legge dei tre stadi che riprenderà poi nel Corso di filosofia positiva.[25] Comte considerava la sociologia come l'ultimo risultato di uno sviluppo di scienze quali (in ordine cronologico): la matematica, l'astronomia, la fisica, la chimica e la biologia o Fisiologia. Egli credeva che lo studio di tale disciplina avrebbe portato l'umanità ad uno stato di benessere, dato dalla comprensione e dalla conseguente capacità di controllo del comportamento umano. Comte si concentrò in particolare sul tentativo di ricostruzione della società francese, all'indomani degli sconvolgimenti provocati dalla Rivoluzione francese.
Per questo motivo mise a punto una teoria sull'evoluzione della società nella storia, che è anche evoluzione del pensiero, delle facoltà dell'uomo e della sua organizzazione di vita: con la legge dei tre stadi. Comte prefigurava l'avvento dell'era positiva in cui la scienza avrebbe avuto un posto centrale nella vita degli uomini.[25] La legge è articolata in tre fasi che riguardano sia lo sviluppo dell'individuo che quello dell'umanità intera[25]:

(dipinto di Louis Jules Etex)
- Stadio teologico: chiamato anche età teologica o «fittizia», corrisponde al periodo dell'infanzia dell'umanità; nella quale la ricerca delle cause dei fenomeni viene attribuita ad esseri soprannaturali, dapprima ai feticci delle religioni animistiche poi a pluralità di divinità (politeista) e alla fine all'unico Dio (monoteista).
Questa è l'età dell'immaginazione, in cui gli uomini sono sottoposti a regimi come il Papato, che detiene il potere spirituale, e l'Impero, che detiene quello temporale (es. Medioevo).[26] - Stadio metafisico: chiamato anche età metafisica o «astratta», corrisponde al periodo dell'adolescenza o giovinezza del pensiero; in cui gli agenti soprannaturali sono rimpiazzati da concetti astratti: il Logos dei presocratici, l'Essere di Parmenide, la «Natura» di Spinoza, il «Dio-geometra» di Cartesio, la «Materia» di Diderot e d'Holbach, la «Ragione» dell'intero Illuminismo, l'Orologiaio - Grande Architetto di Voltaire e della Massoneria. Questa epoca è un'evoluzione rispetto al pensiero antropomorfico anteriore. Ma il pensiero resta prigioniero dei concetti filosofici astratti e universali. Si rapporta la realtà a dei principi primi. È il «Metodo del filosofo».
- Stadio positivo: chiamato anche età positiva, è descritto come «lo stato virile della nostra intelligenza», esso comporta lo sviluppo della filosofia positiva. In questa fase, l'uomo smette di sognare: la ragione non divaga più, bensì viene finalizzata alla prassi, limitandosi alla descrizione delle leggi sottostanti ai fenomeni senza più avere la pretesa di fornire un quadro oggettivo unitario. L'umanità è arrivata sulla strada di questo stadio grazie all'opera di uomini come Galileo Galilei, Cartesio e Bacone, passando per l'illuminismo e approdando al positivismo nel XIX secolo, come inizio di questa nuova era.
Lo sviluppo della società
[modifica | modifica wikitesto]Ricostruendo lo sviluppo della società propone una vera e propria filosofia della storia scandita in tre momenti che rispecchiano la legge dei tre stadi[27]:
- epoca teologica, in cui vige una società teologico-militare (dapprima feticistica, poi teocratica, poi ancora greco-romana, infine medievale), fondata sul potere spirituale di un sacerdozio (che da dominante viene poi sottomesso, per poi separarsi dal potere temporale con la separazione tra Papato ed Impero) che si occupa degli aspetti spirituali della società, mentre il potere temporale è affidato ai guerrieri. La guerra quindi è considerata necessaria e vige il diritto divino dei re;
- epoca metafisica, è uno stadio intermedio, di transizione, con un carattere critico e rivoluzionario. Viene costituito dalla continua insurrezione del presente contro il passato, nel tentativo di rinnovare la società per mezzo della distruzione di quella antica. I suoi dogmi sono la libertà di coscienza, i diritti umani e la sovranità popolare;
- epoca positiva, sede della nuova società in cui il potere spirituale e intellettuale sarà in mano ad un nuovo sacerdozio scientifico, mentre quello temporale (politico-economico) sarà prerogativa degli industriali. Questa nuova società non sarà più finalizzata alla guerra bensì alla produzione industriale e pacifica. Comte rigetta dunque tutte le dottrine democratiche del precedente stato (il Popolo non è altro che un'altra entità metafisica), costruendo un nuovo regime sociocratico in cui l'unico diritto è compiere il proprio dovere[28].
Lo spirito positivo
[modifica | modifica wikitesto]Quindi lo spirito positivo rigetta la ricerca del «perché ultimo» delle cose per considerare i fatti, «le loro leggi effettive, cioè le loro relazioni immutabili di successione e somiglianza»[29]. Il ricorso ai fatti, alla sperimentazione, alla prova della realtà, è ciò che ci permette di uscire dai discorsi speculativi e dalla ricerca dell'assoluto, accettando i limiti connaturati alla ragione e quindi la relatività della conoscenza. È il primo principio del positivismo. Mentre lo spirito metafisico ricorre a dei concetti eterni e universali che non sottomette alla realtà, lo spirito positivo confronta le ipotesi al mondo reale. Questo stato è, nella società in generale, ancora da realizzare. Sotto l'inevitabile regolazione delle leggi universali e costanti si avrà così una società industriale organizzata razionalmente, in cui il potere spirituale è nelle mani del nuovo sacerdozio filosofico, mentre quello temporale nelle mani degli industriali.

Per Comte lo spirito positivo compone infatti i fenomeni (oggetti della scienza astratta) tramite lo studio delle somiglianze tra gli esseri, le collezioni di proprietà che noi percepiamo nei diversi corpi nel mondo. La regolarità delle leggi universali può essere dunque desunta solo relativamente ad una speciale classe di fenomeni alla volta, riducendo la scienza allo studio delle condizioni di esistenza e di sviluppo delle proprietà misurabili ed osservabili dei corpi (pur intendendo l'Umanità come un corpo sociologico unico)[30].
I significati della parola "positivo"
[modifica | modifica wikitesto]Comte caratterizza lo spirito positivo tramite 7 qualifiche, le quali concorrono armonicamente a definire il carattere della nuova sintesi filosofica; positivo significa dunque[31]:
- Reale, cioè l'ambito di conoscenza umana in opposizione al chimerico ricercare essenze ultime della metafisica.
- Utile, la ricerca deve esser finalizzata, invece che all'astratta speculazione, al miglioramento concreto delle condizioni umane.
- Certo, in opposizione all'incertezza delle teorie statistiche. Un sapere, quindi, completamente deterministico e prevedibile.
- Preciso, cioè determinante il grado opportuno di precisione nello studio dell'oggetto, in contrasto con il vago del pensiero e del linguaggio teologico-metafisico.
- Organico, a differenza della negatività distruttiva dell'illuminismo che si limitava alla critica ed alla dissoluzione della morale sociale.
- Relativo, ossia in continua relazione con le condizioni in cui si verificano i fenomeni, contrariamente alle dottrine assolute di Dio (teologia) o della Natura (metafisica).
- Simpatico, (nel senso di altruista), ossia subordinato sempre ai supremi interessi del genere umano, in opposizione all'egoismo individualista della metafisica rivoluzionaria.
La classificazione delle scienze
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Ogni scienza, per poter esser ritenuta istituita in modo definitivo, deve giungere allo stato positivo. Tale meta viene raggiunta seguendo un criterio preciso: il "principio della complessità crescente e della semplicità decrescente", che costituisce la cosiddetta legge enciclopedica.[27] Comte vuol dimostrare con questa classificazione che il metodo positivo, che si è sviluppato dapprima nelle materie più semplici, prima o poi dovrà necessariamente estendersi agli altri campi quali la politica, giungendo così alla nascita di una scienza positiva della società, la sociologia (nel 1822). In base al criterio di semplicità/generalità la prima classificazione è la seguente: matematica, astronomia, fisica, chimica, biologia e sociologia[32]. Procedendo nelle sue concezioni, Comte arrivò poi, nel 1852, a concepire la morale come scienza finale dell'umanità, alla sommità della scala gerarchica, dotandola della maggiore specialità e complessità.
Sebbene la matematica e l'astronomia abbiano ottenuto la loro positività già in epoca antica, grazie all'opera degli scienziati greci e romani (ad esempio, Pitagora e Tolomeo), si è dovuta attendere l'età moderna per vedere la stabilizzazione della meccanica e della fisica da parte di Galilei e Newton; poi la costruzione della chimica da parte di Lavoisier e della biologia da parte di Bichat[33]. Comte ritiene d'aver infine costituito le due scienze finali, completando il sistema scientifico umano ed aprendo alla nostra specie l'epoca della certezza dimostrativa.
Le stesse scienze vengono infine riassunte da Comte in tre gruppi fondamentali, che dovrebbero renderne più facile la comprensione al pubblico popolare e rendere più chiaro lo sviluppo delle concezioni umane nei diversi campi di studio[34].
- la Logica, che riassume l'insieme della matematica (calcolo, geometria e meccanica razionale);
- la Cosmologia, che riassume l'insieme dei fenomeni inorganici (astronomia, fisica e chimica);
- la Morale, che riassume l'insieme dei fenomeni vitali (biologia, sociologia e morale teorica).
Queste materie dovranno essere insegnate nell'ordine citato durante un periodo scolastico di sette anni, dai 14 ai 21 anni d'età, cominciando con la logica per ottenere gli strumenti teorici e metodologici, procedendo con le scienze cosmologiche per ottenere gli strumenti scientifici necessari a comprendere infine le scienze morali, che dovranno educare il cittadino al rispetto delle autorità civili e della morale pubblica della società rigenerata. Comte affida ai filosofi il compito di organizzare, in maniera indipendente dallo Stato, questo sistema d'istruzione sotto il nome di Scuola Positivista[35].
Comte si oppose sempre all'introduzione della filosofia e della psicologia nella classificazione da lui formulata, sebbene per motivi differenti. Quanto alla filosofia, Comte ritiene che qualsiasi studio del mondo sia necessariamente filosofico, ma che la filosofia costituisca l'insieme dei metodi e delle classificazioni proprie alle scienze (e che dunque non possa essere una singola scienza tra le altre). Per questo motivo chiamerà Filosofia Prima le leggi generali del ragionamento e del mondo, Filosofia Seconda l'insieme delle scienze astratte di cui è sopra fornita la classificazione e Filosofia Terza l'insieme della scienza concreta finalizzata alla modifica del mondo da parte dell'uomo[36].
La psicologia dovrà invece essere irrevocabilmente esclusa dal sistema scientifico, in quanto priva d'un corretto statuto metodologico. Comte ritiene infatti che, essendo ogni uomo completamente determinato dall'umanità quanto ai suoi pensieri ed alle sue azioni, sia impossibile studiare veramente il comportamento di un singolo individuo. Inoltre, visto che perché esista una scienza deve sempre esistere un fenomeno osservabile corrispondente, il fatto che non si possa accedere direttamente alle menti altrui rende automaticamente impossibile qualsiasi costruzione psicologica[37].
La sociologia, scienza dell'umanità
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La riorganizzazione sociale sulle basi del sapere positivo, tradotto in pratica, resta quindi sempre meta di Comte. A tale scopo è indirizzata la sociologia. Essendo al vertice della classificazione delle scienze, è la disciplina più complessa ed è l'unica a non aver ancora conseguito pienamente lo stadio positivo. Questo è per Comte il compito morale, intellettuale e politico più importante del suo tempo.[27] Alla costruzione della sociologia Comte dedica tutta la prima fase della sua vita filosofica (1822-1842), culminante con il poderoso Corso di filosofia positiva (6 voll., di cui 3 dedicati alla sociologia). Tale fisica sociale si divide in due branche, nella realtà inscindibili[27]:
- statica, la quale ha per oggetto le strutture permanenti nella società e che quindi riassume l'ordine.
- dinamica, la quale ha per oggetto le trasformazioni nel tempo e che quindi riassume il progresso.
Ordine e progresso quindi proseguono di pari passo, il progresso mira all'ordine e l'ordine è finalizzato al progresso. Tale teoria, per Comte, fornisce una conciliazione tra le dottrine reazionarie (dottrina dei re) e quelle rivoluzionarie (dottrina dei popoli).[27]
Primo tra i sociologi, Comte inizia le sue riflessioni studiando la società del suo tempo, fondandosi però sull'osservazione di tutta la storia umana per formulare le sue leggi. La crisi del suo tempo secondo lui era determinata da ciò: un certo tipo di società (ancien régime), definita teologica e militare, sta per scomparire, mentre un altro tipo di società, scientifica e industriale, sta per nascere e sostituirsi all'esistente.[27] Comte quindi fa proprie le posizioni del maestro Saint-Simon, ma ritiene che l'auspicato passaggio alla costruenda società industriale richieda una riorganizzazione culturale e scientifica che tenga conto del processo storico attraverso cui le scienze raggiungono lo stato positivo (cioè la loro definitiva validità epistemologica). Perché questa riorganizzazione possa essere diretta in modo completo, è necessario un periodo di transizione rivoluzionaria, che costituisce lo stato metafisico dell'umanità. Comte riprende inoltre le concezioni di Montesquieu sull'invariabilità delle leggi storiche e sociali collegandolo con la dottrina del progresso come sviluppo d'un unico organismo umano di Condorcet.[38]
Quindi, per Comte, la società si evolve inevitabilmente verso il progresso, seguendo delle leggi invariabili che determinano le volontà degli uomini. Questo progresso è inevitabile e può solo essere rallentato o accelerato, ed è compito dei sociologi accelerarlo, pur evitando qualsiasi tumulto rivoluzionario, affinché la crisi del genere umano finisca una volte per tutte.[27]
Per quanto Comte abbia avuto alcuni predecessori nel tentativo della costruzione d'una scienza della società, fu lui solo a coniare il nome e delle metodologie rigorose per questa nuova scienza, che inizialmente egli chiamò "Fisica sociale"; questo termine fu tuttavia utilizzato inconsapevolmente da Adolphe Quetelet nel 1835 per indicare l'importanza dell'uomo medio come trascinatore della società e l'uniformità del sistema sociale. Comte intendeva però la nuova scienza da lui costituita come certa e deterministica quanto la geometria o la fisica, cozzando con le dottrine statistiche di Quetelet. Decise quindi di coniare il termine "sociologia" per distanziarsi dal pensatore belga.
Il secondo positivismo
[modifica | modifica wikitesto]Dopo il 1846, Comte si incamminò in una fase nuova, detta dai critici "secondo positivismo" o positivismo religioso, in cui costituisce la Religione dell'Umanità, una religione civile dimostrativa, costituente il culto sistematico della società[39].
Si divide politicamente tra progressismo e conservatorismo, venendo ritenuto sia precursore del totalitarismo[40] sia di una certa concezione democratica moderna, non egualitaria ma meritocratica, nonché laica, in cui la società è guidata dallo scienziato, dall'industriale, dal genio e dal filosofo-sociologo.[41] Lo studioso e filosofo neo-illuminista e marxista Ludovico Geymonat[42] (laureatosi in Filosofia con una tesi in cui difendeva l'organicità dell'opera di Comte) afferma che
La Religione dell'Umanità
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Il Comte maturo, giunto alla conclusione della necessità della riorganizzazione del potere spirituale e morale nella società occidentale, costituisce un organo sociale per la nuova "Religione dell'Umanità": la Chiesa positivista[43]. Nel Calendario positivista (che prevede tredici mesi) e nel Catechismo positivista, il filosofo francese traspone gli elementi dottrinali, liturgici e morali della Chiesa nella sua nuova Religione dell'Umanità di cui il sociologo, l'intellettuale positivista e lo scienziato sono i nuovi sacerdoti. Qua Comte si allontana dal liberalismo di John Stuart Mill, per avvicinarsi ad una concezione di Essere Supremo - Umanità che ricorda vagamente il Leviatano di Hobbes e lo Stato di Hegel (seppur Comte abbia criticato le loro concezioni filosofiche e religiose), il Grand Etre (Grande Essere)[44]. Il Grande Essere viene da lui definito come Insieme continuo degli esseri convergenti, definizione che vuol costruire un'immagine generale dell'Umanità in tutti i tempi come coordinata e mosse da una finalità comune[45]. Si tratta della trasposizione laica delle idee cristiane di corpo mistico e comunione dei santi.

La Trinità positivista, oltre al Grande Essere (l'Umanità), è composta dal Grande Feticcio (la Terra) e dal Grande Ambiente o Grande Mezzo (lo Spazio).[46] L'aldilà era visto come la sopravvivenza nella celebrazione e nel ricordo, denominata da Auguste Comte vita soggettiva, in quanto esistente solo nella memoria altrui. Comte si occupò di istituire una lista, (nel Calendario Positivista) di tutti i Grandi Uomini del passato, degni di memoria[47]. Anziché sopprimere la religione, come vorrebbero Marx e Stirner, Comte ne costituisce una che veneri l'Uomo: al culto dei santi sostituisce quello degli eroi laici della storia scientifica e civile, mentre la figura di Clotilde de Vaux sostituisce l'immagine del culto mariano. Comte propose anche un'alleanza temporanea ai gesuiti, da questi rifiutata. A Parigi esiste ancora una cappella positivista, mentre in Brasile è tuttora attiva una Chiesa Positivista, con alcuni templi.
Lo Stato Positivista
[modifica | modifica wikitesto]Comte giunge ad elaborare coerentemente una concezione di organizzazione sociale statalista con economia mista, in uno stato di tipo etico (per il potere spirituale accordato alla Chiesa Positivista) e tecnocratico (nella misura del regime temporale)[48].
Nonostante l'esaltazione della scienza, Comte ritiene che il progresso debba avere una morale certa (positiva), e compito della filosofia positivista sia elaborarla; ad esempio Comte esprime netta contrarietà alla vivisezione, in contrasto con le posizioni cartesiane che egli giudica, in questa materia, ormai superate. Ritiene, riprendendo sensismo e utilitarismo, che gli animali abbiano coscienza e che, al tempo in cui scrive, essi non debbano essere maltrattati e uccisi nemmeno in nome della scienza medica.[49]
Il Positivismo sostenne sempre gli interessi operai negli scioperi, e Comte giunse addirittura a formulare che «Il principio fondamentale del comunismo è quindi necessariamente assorbito dal Positivismo»[50].
In concordanza con l'evoluzionismo, Comte teorizzò anche che l'altruismo umano e l'empatia sono istinti naturali del tutto simili all'egoismo e come esso presenti nella natura umana, e incoraggiò la filantropia: mentre l'egoismo tende infatti alla conservazione del singolo individuo, l'altruismo è fondamentale per la conservazione della specie intera (il filosofo pone l'esempio dei genitori che possono arrivare a sacrificarsi per proteggere la prole) e persino, nelle forme più evolute, sostenne che l'altruismo abbia giocato un ruolo rilevante nel mantenimento e nello sviluppo sociale del genere umano (selezione parentale e selezione di gruppo secondo la biologia evolutiva).
La questione femminile
[modifica | modifica wikitesto]Comte è un sostenitore di una posizione particolare intorno ai sessi, considerando le donne come le mediatrici tra il Grande Essere (l'insieme dell'Umanità) e il genere maschile. Benché la scienza dell'epoca, prevalentemente di Gall[51], suggerisse la completa disuguaglianza tra i sessi e l'inferiorità intellettuale della donna, Comte si preoccupa precisamente di fornire al Positivismo un'influenza femminile, per lui ritenuta necessaria al miglioramento delle condizioni generali della società[52].

Il ruolo della donna in Comte è ben più complesso di come in alcuni critici riportato: la superiorità intellettuale dell'uomo è controbilanciata (ed anzi sorpassata) dalla superiorità morale della donna. Comte sostiene dunque la necessità di un culto vero e proprio della donna all'interno dell'unità familiare, che rappresenterebbe nel modo migliore le più nobili tendenze dell'Umanità: la superiorità morale della donna è del resto comprovata dalla loro maggiore sociabilità[53] e sensibilità[54]. A tal riguardo dichiarò: Questo sesso è certamente superiore al nostro, per ciò che riguarda l'attributo più fondamentale della specie umana, la tendenza di far prevalere la socialità sull'individualità[55].
Lo stesso programma sociale di riforma prevede, secondo la lezione comtiana, di caratterizzare nel positivismo la sua attitudine necessaria a regolare e a migliorare la condizione sociale delle donne[56]. Entrò ciononostante in disputa con Stuart Mill sulla faccenda, in quanto Mill sosteneva l'uguaglianza completa dei sessi in contraddizione con quanto affermato dalla biologia cerebrale frenologica, confermata tra l'altro dal consensus scientifico dell'epoca (Gall, Bichat, Spurzheim, Roussel e Vicq d'Azyr)[57]. Comte ebbe a dire, nelle lettere indirizzate al filosofo inglese, che sostenere la pretesa di uguaglianza completa in ogni ambito tenderebbe moralmente a distruggere il principale fascino che oggi ci trascina verso le donne[58] cosa che del resto avrebbe minato l'ordine morale della famiglia, in cui la donna è direttamente superiore. Queste posizioni paiono riflettere anche quelle espresse da Rousseau.[59]
La difesa della monogamia
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Comte è un sostenitore della famiglia monogamica tradizionale, aderendo in questo pienamente alla mentalità borghese diffusa nel XIX secolo anche in ambito non cattolico. Il divorzio è escluso perché minerebbe la famiglia (Comte era legalmente separato ma non divorziò mai), dove le donne possono far «prevalere la loro dolce disciplina morale per reprimere, allo stato nascente, tutti gli impulsi viziosi o abusivi»[62] (un altro tipico tema rousseauiano). La moglie dovrà essere fedele al marito anche nella vedovanza, come anche il marito alla moglie, che è «il completamento finale della vera monogamia [...]» e «l'eterna adorazione d'una memoria che la morte rende più toccante» e permetterà di votarsi meglio «al servizio attivo dell'Umanità».[63] Tuttavia, in alcuni scritti mostra di apprezzare l'Islam e la poliginia vigente in molte società poligamiche extraeuropee.[64]
Critiche alla posizione comtiana sui sessi
[modifica | modifica wikitesto]Queste tesi, derivate dalla frenologia di Gall e dalla sua concezione borghese tradizionale (ma diffuse persino tra i progressisti)[65], furono criticate da altri positivisti, che pure apprezzavano le sue idee, tra cui il citato John Stuart Mill, ma anche Maria Montessori (entrambi molto vicini al femminismo), e da teorici vicini al positivismo, come l'anarchico Kropotkin.
Nonostante le posizioni frenologiche di Comte, numerose studiose moderne di genere femminile hanno sottolineato che questa visione non inficia il positivismo, in quanto derivata da posizioni scientifiche ormai superate, essendoci anche, tra l'altro, nella filosofia comtiana un completo rispetto per la figura della donna (che viene idealizzata) che non si ritrova ad esempio in contemporanei vistosamente misogini come Schopenhauer: d'altro canto hanno sottolineato la sua opposizione al matrimonio d'interesse e la sua difesa del matrimonio d'amore, per libera scelta dei coniugi, oltre a rilevarne la sostanziale portata innovativa per la filosofia e la sociologia politica.[66][67][68][69][70][71]
Influenze sul pensiero di Comte
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Comte volle essere il profeta di una nuova "epoca d'oro" dell'umanità, innestando le proprie idee personali nella sua filosofia universale e generale. Essendo egli stesso una personalità complessa e di variegata formazione (basti pensare al suo professore di matematica Daniel Encontre, pastore protestante nella cattolica Montpellier nel periodo rivoluzionario), è sicuramente difficile ricostruire tutte le influenze rilevanti esercitate su di lui.[72][73]
Egli fonde le filosofie razionaliste con quelle spirituali in modo molto originale. Tramite il progresso egli vuole realizzare l'ordine sognato dai conservatori, ma egli è convinto, a differenza dei controrivoluzionari e tradizionalisti, che tale ordine non possa scaturire da idee vecchie e ormai superate (questo è il suo giudizio sul cattolicesimo e sulla teologia): occorre una nuova guida, che è la scienza interpretata dal positivismo, che fonda i vari rami del sapere.[74] Tale idea era sicuramente condivisa col suo maestro Saint Simon, poi ripudiato per divergenze teoriche e personali.
Tra i suoi predecessori, indica in ambito filosofico Hume (come grande precursore) e Kant (per la sua distinzione tra oggettivo e soggettivo), in ambito politico Condorcet come rivoluzionario e De Maistre come conservatore. Bichat e Gall, ambedue famosi biologi all'epoca, divengono invece i tipi scientifici massimi da lui imitati, in continuazione con quelli che chiama i tre padri sistematici della vera filosofia moderna, Bacone, Cartesio e Leibnitz. Tramite la mediazione storica delle sue idee in Tommaso d'Aquino, Ruggero Bacone ed in Dante (per la sua rappresentazione poetica delle idee filosofiche), si vede come il continuatore diretto dell'opera del principe eterno dei veri pensatori, Aristotele[75]. Comte si sentiva legato all'Alighieri anche per il ruolo di Clotilde de Vaux che può essere paragonata a quello che fu Beatrice per Dante; inoltre Comte progettò anche di scrivere un poema dell'umanità sul modello della Commedia, e ogni sera dopo la morte di Clotilde leggeva un canto dell'opera.[76]

La sua concezione del metodo scientifico come fonte di verità certa gli deriva da Francis Bacon, Galileo Galilei e Cartesio, esaltati nel Corso come fondatori rispettivi del metodo logicamente inteso, il metodo empiricamente inteso ed il metodo nel suo insieme.[77] Nonostante le indicazioni di alcune fonti, Comte non lesse mai Hegel e ne disprezzò pubblicamente la costruzione come ritorno all'ontologia greca[78]. In campo economico è stato influenzato dalle figure di Adam Smith, circa il progresso derivato dalla divisione del lavoro, e Jean-Baptiste Say, sulla creatività, essenziale per lo sviluppo industriale, degli imprenditori. Nella fase religiosa egli si ispira a vari ideologi romantici e spiritualisti, Louis de Bonald e Joseph de Maistre (studiato anche da Saint-Simon)[79], per la visione conservatrice della politica cattolica, in Comte spogliata da ogni dimensione cristiana cattolica e trascendente, e sostituita dalla visione immanentistica della scienza e delle sue scoperte; per Comte non è la Provvidenza che guida l'umanità, ma la spinta al progresso.[73] Inoltre egli ammira la visione controrivoluzionaria del filosofo della restaurazione, pur non condividendola: Comte considera storicamente necessaria la rivoluzione francese dell'inizio (1789), ma la condanna nettamente, in quanto apportatrice di disordine e violenza, per tutto ciò che accadde dopo il 1791, soprattutto nel periodo del Terrore (1793-1794); Comte critica inoltre la rivoluzione di luglio, mentre all'inizio appoggia invece la rivoluzione francese del 1848, per diventare però subito un suo oppositore, e poi un neo-bonapartista sostenitore dell'Impero, vedendo la sua proclamazione come il trionfo della dittatura razionale sul parlamentarismo e sull'anarchia[80]. Come de Maistre affida la tutela giuridica super partes sugli Stati al Papa, Comte la affida invece al Gran Sacerdote dell'Umanità (titolo che Comte coniò per sé come capo della Chiesa Positivista, poi mutato per circostanze inattese in Direttore del Positivismo dal successore Pierre Laffitte), il nuovo Pontefice della religione positivista, il quale dà le indicazioni alla società, giudica senza essere giudicato, in senso morale: egli conosce la verità scientifica e sa interpretarla, e solo egli può guidare "spiritualmente" i governanti. La Società Futura che profetizzava Saint-Simon (che riprende l'utopista socialista Robert Owen) e il Regno dello Spirito di Gioacchino da Fiore diventano lo Stato Positivo, il regno dell'Uomo sul mondo previsto da Comte.[81][82][83] Il suo sistema di culto è l'insieme di moltissime diverse fonti, come ad esempio il cerimoniale della Chiesa cattolica, l'Islam (nella costituzione della preghiera positivista e nell'orientamento dei Templi dell'Umanità verso Parigi) ed altre costruzioni teologiche, principalmente medievali; egli sosteneva che nel Medioevo fosse nata l'effettiva divisione laica tra Stato e religione, in quanto l'errata concezione cesaropapista antica, in vigore nell'Impero romano e bizantino, fu spezzata in Europa occidentale dalla divisione dei poteri universali tra potere politico nell'Impero e potere spirituale al papato (poteri che ora spettavano, nella sua visione, rispettivamente da una parte agli industriali e ai tecnici, dall'altra alla Chiesa positivista costituita da sociologi, filosofi, poeti, scienziati, intellettuali e artisti (Comte infatti riconosce anche il valore delle discipline umanistiche e il ruolo del poeta vate come fondatore di valori spirituali); realizzò così la massima evangelica "date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio". Per lui la "Repubblica Occidentale" universale (trasposizione del concetto di res publica christiana medievale) nasce con l'incoronazione a imperatore dei romani di Carlo Magno nell'anno 800 da parte del papa, e fu trasposta poi in forma moderna, ben prima del cosmopolitismo illuminista. Comte vide sempre con sospetto (in quanto "anarchiche") le dottrine protestanti e quelle deiste, opponendosi alla loro diffusione[84]. La riforma protestante, la nascita delle chiese nazionali con il protestantesimo religione di Stato con a capo il monarca (sul modello della Chiesa anglicana), il modello del Leviatano di Hobbes, il gallicanesimo, la sottomissione del potere spirituale allo stato come nel giuseppinismo, nella Costituzione civile del clero e la religiosità dei giacobini furono viste negativamente da Comte come un grave regresso della civiltà occidentale, al pari dei tentativi moderni di teocrazia, come quelli basati su trono e altare, sul calvinismo o sul mantenimento del potere temporale della Chiesa.[76] L'illuminismo, nato dal movimento di critica della riforma, fu utile ma, in quanto da essa influenzato, è rimasto per Comte legato alla metafisica.[76]
Nonostante questo, alcuni come Raquel Capurro, hanno sostenuto che il culto del Grand-Être sviluppato da Comte con la religione dell'umanità è un retaggio remoto dei culti rivoluzionari quali il culto della Ragione, il culto dell'Essere Supremo di ispirazione deista fondato da Robespierre, e la teofilantropia, ripresa di quest'ultimo, oltre che una riproposizione del culto degli antenati.[85]
Ricezione successiva del pensiero
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La ricezione postuma di Comte ha avuto risultati quasi paradossali: pur capace di dare nome ad un'epoca culturale, il positivismo, la filosofia di Comte circolava fra gli stessi contemporanei più attraverso le interpretazioni dei discepoli che la lettura diretta delle sue opere. Nella seconda metà dell'Ottocento tale diffusione passa attraverso due canali principali: un lato, quello "ortodosso", che porterà avanti ostinatamente le posizioni religiose di Comte, diretto da Pierre Laffitte[86]; l'altro, quello "eterodosso", con esponenti quali Émile Littré, John Stuart Mill, Darwin e Spencer, che si collegano solo in modo indiretto al pensiero del filosofo francese (in particolare il darwinismo sociale che appare del tutto opposto all'altruismo comtiano).[87]
Dopo la fine del diciannovesimo secolo, l'opera di Comte venne sempre più dimenticata, relegata ai libri di filosofia e di storia. L'interesse per l'autore del Corso è ricominciato sulla scorta del neopositivismo (iniziato da Bertrand Russell e proseguito dal circolo di Vienna), del nuovo razionalismo "neo-illuministico" (ad esempio il citato Ludovico Geymonat e il suo allievo Giulio Giorello), specialmente negli anni ottanta del XX secolo (per quanto, per ammissione degli esponenti delle stesse scuole, si ispirassero più a Hume che a Comte[88]), per culminare in Francia nel bicentenario della nascita, solennemente celebrato nel 1998.[87]
Il positivismo "ortodosso", la Religione dell'Umanità fondata da Comte nella seconda fase del suo pensiero, è stato diffuso, per quanto con esiti variabili, da fedeli discepoli. In Francia diresse la propaganda della dottrina religiosa del maestro Pierre Laffitte, che n'è stato il Pontefice fino al 1903[89], e poi da Charles Jeannolle, fino al 1914[90]. In Gran Bretagna ebbe molta rilevanza l'opera religiosa di Richard Congreve, che a Londra teneva ogni domenica una predica positivista[91], mentre in Brasile il positivismo religioso ebbe immensa influenza grazie alla propaganda di Miguel Lemos e Raimundo Teixeira Mendes. Quest'ultimo, insieme al pittore e scultore positivista Décio Villares (autore di diverse opere celebrative), realizzò la bandiera del Brasile, che reca tutt'oggi il motto politico comtiano Ordine e Progresso, che è anche il motto nazionale[92]. Tutt'oggi esistono congregazioni in Brasile (Chiesa Positivista del Brasile[93], Chiesa Positivista del Rio Grande del Sud[94], Apostolato Positivista del Brasile ed altre) che portano avanti le liturgie della religione positivista settimanalmente con dichiarata fedeltà assoluta ai libri di Comte, considerati testo sacro.
In Brasile il movimento positivista rivendicò la libertà di mendicare, e sempre in linea con gli insegnamenti di Comte avversò lo schiavismo, che fu abolito nel 1887, schierandosi anche favore degli indios e del loro diritto di possedere le terre che occupavano, contro il militarismo e le spese per gli armamenti, dimostrando una certa sensibilità per la causa del proletariato, tutte idee che favorirono un grande seguito per il positivismo nel paese sudamericano.[95] Molti dei militari brasiliani che compirono il colpo di Stato repubblicano che depose l'imperatore Pietro II del Brasile nel 1889, tra cui il leader Benjamin Constant, erano seguaci del positivismo e della religione comtiana. Il Positivismo politico e sociale ebbe notevole influenza, al di là della Società Positivista, anche nell'ideologia dominante della Terza Repubblica Francese, nel Regno Unito nella seconda parte dell'età vittoriana e in parte in Italia durante l'epoca umbertina, nella prima fase della Belle Époque. Il primo presidente della repubblica del Portogallo, Teófilo Braga, era anche lui un seguace del positivismo.
La prima fase del pensiero di Comte influenzò invece, in modo meno rigido, numerosi pensatori fin dalla pubblicazione del Corso, spesso tramite la mediazione dei suoi critici o sostenitori francesi. Tra i più importanti ci furono John Stuart Mill, Émile Littré, Herbert Spencer, Roberto Ardigò, Andrea Angiulli, Charles Darwin, Carlo Cattaneo, Maria Montessori, Cesare Lombroso, Giuseppe Sergi, Émile Durkheim ed altri. L'impronta romantica verso il progredire della storia, destino che si dovrà prima o poi avverare, ha anche avuto un'eco nella dottrina di Giuseppe Mazzini, per la concezione dei "doveri dell'uomo" e dell'umanità come unione mistica e immanente, incarnazione della divinità, in una concezione romantica del progresso e della storia.[96] Sul versante conservatore e nazionalista, il positivismo fu seguito per la parte politica da Charles Maurras, capo del partito Action Française, nonostante la ferma opposizione di Comte al nazionalismo che lo spinse a ipotizzare la dissoluzione pacifica della Francia in diciassette repubbliche, sotto la tutela della Chiesa Positivista di Parigi.[76] A livello culturale, Émile Zola fu vicino al positivismo per poi diventare socialista, così come Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, prima di convertirsi in età matura allo spiritismo.[97][98]
Dopo la reciproca rottura personale e filosofica, il positivismo di John Stuart Mill si distanziò notevolmente da quello del pensatore francese, a causa della posizione sull'eguaglianza delle donne e per l'opposizione di Comte al concetto di diritti umani individuali, propugnati dal liberale Mill; il francese infatti affermò che esistevano invece solo doveri verso l'umanità e non diritti, secondo una concezione organicista e storicista: «Il positivismo non riconosce in alcuno altro diritto che quello di fare sempre il proprio dovere. In termini più esatti, la nostra religione impone a tutti l'obbligo d'aiutare ognuno a compiere la sua propria funzione. La nozione di diritto deve scomparire dal dominio pubblico, come la nozione di causa dal dominio filosofico. Perché tutte e due riferisconsi a delle volontà indiscutibili»[99]. Mill invece sosteneva che diritti e doveri andassero di pari passo, e che la società non avesse il diritto di usare la forza contro l'individuo, se non come forma di difesa, né di plasmarne la coscienza in maniera pervasiva.[100] Mill lo accusò di sostenere una forma di dispotismo: «M. Comte, il cui sistema sociale, come spiegato nel suo Systeme de Politique Positive, mira a stabilire (anche se con strumenti morali più che legali) un dispotismo della società sull'individuo, superando qualsiasi cosa contemplata nell'ideale politico del più rigido disciplinatore tra i filosofi antichi». Le critiche di Mill furono duramente contestate da John Henry Bridges, eminente positivista britannico, come al contempo filosoficamente disoneste e false, con il suo volume: L'Unità della vita e dottrina di Comte, una risposta alle critiche alle ultime opere di Comte indirizzata a J. S. Mill[101].
In Italia, con la critica filosofica dominata per tutto il XX secolo dall'idealismo neohegelista crociano antipositivistico (che accusava il positivismo di dogmatismo e tendenza al misticismo[102]), oltre che per la posizione di Comte contraria all'Unità d'Italia, preferendo una confederazione degli stati preunitari italiani, simile all'idea neoguelfa di Gioberti ma con il primato papale di Roma sostituito da quello del Gran Sacerdote positivista di Parigi[76] (cosa che non impedì a patrioti risorgimentali neoghibellini come Cattaneo, anche lui federalista, di ammirarne le teorie), il positivismo entrò in crisi; fu presto sostituito dall'idealismo e dal decadentismo, ed esistono tuttora pochi studi monografici sul pensiero comtiano, la cui ricezione venne perlopiù mediata, negli ultimi decenni del XIX secolo, dalle rielaborazioni di positivisti italiani come Ardigò e Lombroso.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]- Separazione Generale tra Opinioni e Desideri, 1819
- Esame Sintetico del passato moderno nella sua totalità, 1820
- Piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società, 1822, ristampato nel 1824 col titolo Politica positiva.
- Considerazioni filosofiche sulle scienze e gli scienziati, 1825
- Considerazioni sul Potere Spirituale, 1826
- Esame del Trattato di Broussais sull'irritazione, 1828
- Corso di filosofia positiva, 6 voll., 1830-1842.
- Trattato elementare di Geometria Analitica, 1843
- Discorso sullo spirito positivo, 1844.
- Trattato filosofico d'Astronomia Popolare, 1844
- Discorso sull'insieme del positivismo. 1848
- Calendario positivista, 1849.
- Sistema di politica positiva, 4 voll., 1851-1854.
- Catechismo positivista, 1852.
- Appello ai conservatori, 1855.
- Testamento e confessioni, con la corrispondenza con Clotilde De Vaux, 1884 (scritto nel 1855)
- Sintesi soggettiva o sistema universale delle concezioni proprie dello stato normale dell'Umanità, 1856 (incompiuto)
Opere antologiche
[modifica | modifica wikitesto]- Dizionario delle idee: scienza, politica, morale, a cura di Stefania Mariani, Editori Riuniti, 1999, pp. 111
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ La sociologia nel corso di filosofia positiva d'Augusto Comte | Byterfly, su www.byterfly.eu. URL consultato il 13 giugno 2023.
- ^ a b c d e Auguste Comte, a cura di Diego Fusaro, su filosofico.net. URL consultato il 9 giugno 2020 (archiviato il 27 giugno 2019).
- ^ Robinet, Notice sur l'oeuvre et la vie d'Auguste Comte, Sez. II, Cap. X, Siége de la Soc. Positiviste, 1891
- ^ La bandiera brasiliana, su historianet.com.br. URL consultato il 9 giugno 2020 (archiviato il 3 maggio 2019).
- ^ a b c d e f g h Vita di Comte, su lafrusta.homestead.com. URL consultato il 20 marzo 2011 (archiviato l'11 marzo 2011).
- ^ Gli eroi del pensiero, Will Durant, a cura di Ettore e Mara Fabietti, ed. Sugar Editore, 1964
- ^ Lettera di Comte a Valat del 17 aprile 1818 | Archivi della Maison Auguste Comte
- ^ Mary Pickering, Auguste Comte. Una biografia intellettuale, Cambridge, Cambridge University Press,1993, 776 pag., pag. 57.
- ^ «La philosophie positive», revue dirigée par E. Littré et G. Wyrouboff, article «Mme Comte», tome 18, 1877, page 290.
- ^ Émile Littré, Auguste Comte, p. 114
- ^ a b Un filosofo nella casa dei pazzi Archiviato l'8 novembre 2014 in Internet Archive., su Psychiatry On Line
- ^ Paul Arbousse-Bastide, Auguste Comte , Parigi, University Press of France,1968, pag. 4.
- ^ Deroisin, Note su Auguste Comte , p. 25; Littré, Auguste Comte, p. 131; lettera di Caroline Massin a Blainville datata 20 dicembre 1839.
- ^ Auguste Comte, Sistema di politica positiva; o Trattato di sociologia, fondamento della religione dell'umanità , Parigi, Carilian-Goeury, 185, Introduzione, p.2
- ^ Il tribunale di Comte. La testa mozzata di Lavoisier, fondatore della chimica moderna ma spirito troppo metafisico. "Controriforme" di Francesco Agnoli. Tratto da Il Foglio del 4,11,18 ottobre 2007
- ^ Lettera di Comte a Valat del 10 maggio 1840 | Archivi della Maison Auguste Comte.
- ^ a b Comte e la religione dell'umanità, su ilsole24ore.com. URL consultato il 22 ottobre 2018 (archiviato il 22 ottobre 2018).
- ^ Emile Corra, Relations avec Auguste Comte, in Pierre Laffitte, successeur d'Auguste Comte, Paris, Revue Positiviste Internationale, 1923, p. 6
- ^ Henri Gouhier, La vie d'Auguste Comte, Gallimard, 1931
- ^ a b Gouhier, op. cit.
- ^ Michael Sutton, Charles Maurras and the French Catholics 1890-1914, a cura di Beauchesne, 1997, p. 77.
- ^ Guido Marenco, Auguste Comte (1798 - 1857), parte I: profilo generale
- ^ La sepoltura al Père-Lachaise, su pariscemeteries.com. URL consultato il 23 novembre 2017 (archiviato il 1º dicembre 2017).
- ^ Il motto, ideato da A. Comte nel 1848, è stato concepito come formula sacra della religione positivista. Si trova recitato in tutte le grandi celebrazioni religiose positiviste al posto del segno della croce, spesso dopo la dicitura "in nome dell'Umanità".
- ^ a b c A. Comte, Corso di filosofia positiva, pag. 5-7
- ^ L'idea corrispondente di una forma primitiva e ingenua di conoscenza legata alla fantasia era già stata formulata da Spinoza nel Trattato teologico-politico
- ^ a b c d e f g Comte: contro il culto metafisico della sovranità popolare, su filosofiascienzeumane.loescher.it. URL consultato il 23 novembre 2017 (archiviato il 1º dicembre 2017).
- ^ Per il significato di questa celebre formula, ad esempio, cfr. Fabiano Magnin, Della trasformazione dei diritti in doveri, 20 pp., CCXXXIV, Società Editrice Positivista Italiana, Padova.
- ^ Corso, I
- ^ Augusto Comte, traduzione di Sebastiano Fontanari, Discorso sull'Insieme del Positivismo, p. 42, CCXXXIV, Società Editrice Positivista Italiana, Padova.
- ^ Auguste Comte, Appel aux Conservateurs, p. 17, 1855, chez l'auteur, Paris.
- ^ Augusto Comte, Sistema di Filosofia Positiva, tomo I, p. 115, 1830, Parigi, Fratelli Rouen Librari ed Editori.
- ^ Augusto Comte, traduzione di Gualtiero Congreve, Catechismo Positivista, Prefazione, p. 285, CCXXXIII (2024)³, Società Editrice Positivista Italiana, Padova.
- ^ Augusto Comte, traduzione di Gualtiero Congreve, Gerarchia Teorica delle Concezioni Umane (tavola B), in: Catechismo Positivista, Prefazione, p. 130, CCXXXIII (2024)³, Società Editrice Positivista Italiana, Padova.
- ^ Auguste Comte, Sistema di Politica Positiva, tomo IV, cap. IV, 1854, Carilian Goeury e V.or Dalmont, Parigi.
- ^ Auguste Comte, Sistema di Politica Positiva, tomo IV, cap. III (specialmente da p. 173 a p. 181), 1854, Carilian Goeury et V.or Dalmont, Parigi.
- ^ Augusto Comte, traduzione di Sebastiano Fontanari, Esame del Trattato di Broussais, in: Opuscoli di Filosofia Sociale, pp. 269 e segg., CCXXXIII (2025), Società Editrice Positivista Italiana, Padova.
- ^ A. Comte, Sistema di politica positiva
- ^ Auguste Comte, Discorso sull'Insieme del Positivismo, capitolo I, p. 1, Luglio 1848, Parigi, Libreria Scientifica - Industriale di L. Mathias
- ^ Friedrich August von Hayek - Gli errori del socialismo, dello scientismo e del positivismo di Renzo Grassano, su digilander.libero.it. URL consultato il 1º gennaio 2014 (archiviato il 2 gennaio 2014).
- ^ Retorica sull'Europa e democrazia, su loccidentale.it. URL consultato il 16 dicembre 2017 (archiviato il 16 dicembre 2017).
- ^ in Storia del pensiero filosofico e scientifico, Milano, 1970-76, 7 voll.
- ^ da non confondere con il cristianesimo positivo o il cristianesimo scientista.
- ^ Raquel Capurro, Auguste Comte. Attualità di un'eresia
- ^ Augusto Comte, Sistema di Politica Positiva, tomo IV, capitolo I, p. 30, Agosto 1854, Parigi, Carilian Goeury e V.or Dalmont
- ^ Un amore febbrile di progresso. Comte dalla filosofia positivista alla religione dell'umanità, su bibliomanie.it. URL consultato il 18 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
- ^ Auguste Comte, Catechismo Positivista, Dialogo secondo, p. 32, Ottobre 1852, Parigi, Carilian Goeury e V.or Dalmont
- ^ Auguste Comte, Catechismo Positivista, Dialogo Ottavo, p. 235, Ottobre 1852, Parigi, Carilian Goeury e V.or Dalmont
- ^ A. Comte, Corso di filosofia positiva, lezione 40, III, 27, Paris, 1969; riportato anche in: Morale e religione, Torino, Bocca, 1921, 246, ss.
- ^ Auguste Comte, Discorso sull'Insieme del Positivismo, p. 151, Luglio 1848, Parigi, Libreria Scientifica - Industriale di L. Mathias
- ^ Come riportato in: Auguste Comte, Cours de philosophie positive, IV, 1877, pp. 404-407.
- ^ Dedica infatti l'intero IV capitolo del Discorso sull'Insieme del Positivismo all'influenza femminile della sua dottrina, dimostrando come per la rigenerazione dell'Occidente sia necessario il concorso femminile.
- ^ "In sociologia, l’attitudine a vivere in società"
- ^ Tale posizione si trova affermata direttamente nel sopracitato capitolo IV del Discorso sull'Insieme del Positivismo, poi incluso nel Sistema di Politica Positiva, tomo I. Nello specifico: Oeuvres, t. VII, p. 210, Anthropos, Parigi, 1969
- ^ Discorso sull'Insieme del Positivismo, in: Oeuvres, t. VII, p. 210, Anthropos, Parigi, 1969
- ^ Auguste Comte, Opuscoli di Filosofia Sociale e Discorsi sul Positivismo, a cura di Antimo Negri, Discorso sull'Insieme del Positivismo, Introduzione, p. 413, Sansoni, Firenze, 1969
- ^ A. Comte, Lettres a John Stuart Mill, pp. 200 e seguenti, Parigi, 1877
- ^ Lettres inédites de J. S. Mill à A. Comte, publiées avec le réponses de Comte, 1889, p. 280
- ^ iep.utm.edu, https://iep.utm.edu/rousseau/#SH5c.
- ^ A. Comte, Système de politique positive (1852)
- ^ G. Allegretti, Porto Alegre tra democratizzazione e ricerca della sostenibilità. Radici locali e replicabilità di un'utopia realizzata In ‘Democrazia fai-da-te’, Ed. Carta-Cantieri Sociali, Roma-Napoli, 2000 pag.2
- ^ A. Comte, Discours sur l'ensemble du positivisme, 1907, p. 246.
- ^ A. Comte, Discours sur l'ensemble du positivisme, cit., p. 253.
- ^ Angèle Kremer-Marietti, Auguste Comte et l'islam
- ^ ANTONIO CARLOS FERNANDES A mulher na ótica pedagógica e filosófica, su paralerepensar.com.br.
- ^ Mirella Larizza, Bandiera verde contro bandiera rossa, 1999
- ^ Intervento di Regina Pozzi, in Auguste Comte aujourd'hui (opera diretta da Michel Bourdeau, Jean-François Braunstein e Annie Petit)
- ^ Juliette Grange, Philosophie d'Auguste Comte. Science, politique, religion
- ^ Auguste Comte. Trajectoires positivistes 1798-1998, diretto da Annie Petit
- ^ Sociologia, politica e religione: la filosofia di Comte per il diciannovesimo secolo, curato da Cristina Cassina
- ^ Maria Donzelli (a cura di), La biologia: parametro epistemologico del XIX secolo
- ^ Auguste Comte, Dedica a Daniel Encontre, in Sintesi Soggettiva, o Sistema Universale delle concezioni proprie allo Stato Normale dell'Umanità, Vol. 1, pp. LV e seguenti.
- ^ a b Comte e il positivismo dal sito Homolaicus: 1 Archiviato il 3 settembre 2011 in Internet Archive. e 2 Archiviato il 30 luglio 2013 in Internet Archive.
- ^ Nikolaj Berdiaev, Nuovo Medioevo, pag. 37
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- ^ "Quand'anche l'intera umanità, a eccezione di una sola persona, avesse una certa opinione, e quell'unica persona ne avesse una opposta, non per questo l'umanità potrebbe metterla a tacere: non avrebbe maggiori giustificazioni di quante ne avrebbe quell'unica persona per mettere a tacere l'umanità, avendone il potere... Supponiamo che il governo faccia davvero tutt'uno col popolo, e che non gli venga mai in mente di esercitare un potere coercitivo se non in completo accordo con quella che ritiene l'opinione del popolo. Ecco: io contesto che il popolo abbia il diritto di esercitare questa coercizione, non importa se in proprio o tramite il governo. È quel potere in sé a essere illegittimo. Il migliore dei governi non ne ha maggior titolo di quanto ne abbia il peggiore." (John Stuart Mill, Saggio sulla libertà)
- ^ John Henry Bridges, The Unity of Comte's Life and Doctrine: A Reply to Strictures on Comte's Later Writings, Addressed to J.S. Mill, 1866, Trübner & Co, London
- ^ «Di qua il positivismo, di fronte il misticismo; perché questo è figlio di quello: un positivista dopo la gelatina dei gabinetti, non credo abbia altro di più caro che l'inconoscibile, cioè la gelatina dove si coltiva il microbio del misticismo» (Benedetto Croce, Del carattere della più recente letteratura italiana (1907), in Letteratura della nuova Italia, vol IV (1915), Bari, 1954, pagg. 203-204)
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Jean-Paul Frick, Auguste Comte, ou La République positive, Presses universitaires de Nancy, Nancy, 1990.
- Marco Genua, Auguste Comte e la cultura francese dell'Ottocento, Cisalpino, Milano, 2004.
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- Angèle Kremer-Marietti, L'anthropologie positiviste d'Auguste Comte, Thèse Paris IV, 1977.
- Wolf Lepenies, Auguste Comte: die Macht der Zeichen, Carl Hanser, München, 2010.
- Mirella Larizza, Giovanni Bonacina, Bandiera verde contro bandiera rossa. Auguste Comte e gli inizi della Societé positiviste, 1848-1852, Il Mulino, 1999
- Realino Marra, La proprietà in Auguste Comte. Dall'ordine fisico alla circolazione morale della ricchezza, in «Sociologia del diritto», XII-2, 1985, pp. 21–53.
- Jacques Muglioni, Auguste Comte: un philosophe pour notre temps, Kimé, Paris, 1995.
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- Regina Pozzi, Tra Destra e Sinistra, tra Ordine e Progresso: alcune riflessioni sul pensiero politico di Comte, Società e storia. Fascicolo 6, 2001, Milano, Franco Angeli, 2001.
- Terence R. Wright, The religion of humanity: the impact of comtean positivism on Victorian Britain, Cambridge University Press, Cambridge, 1986.
- Eugene Robinet, Notice sur l'oeuvre et sur la vie d'Auguste Comte, par le Dr Robinet, son médecin et l'un de ses treize exécuteurs testamentaires, Società Positivista, Parigi, 1860 (terza edizione nel 1891).
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]- Dizionario delle idee: scienza, politica, morale
- Pierre Laffitte (filosofo)
- Positivismo
- Sociocrazia
- Umanesimo
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Comte, Auguste, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Armando Carlini, COMTE, Auguste, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
- Comte, Auguste, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
- Comte, Auguste, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
- (EN) Ronald Fletcher e Harry Elmer Barnes, Auguste Comte, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (ES) Auguste Comte, su Philosophica.
- (EN) Auguste Comte, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
- Opere di Auguste Comte, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Auguste Comte, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Audiolibri di Auguste Comte, su LibriVox.
- (EN) Opere riguardanti Auguste Comte, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Auguste Comte, su Goodreads.
- (EN) Michel Bourdeau, Auguste Comte, in Edward N. Zalta (a cura di), Stanford Encyclopedia of Philosophy, Center for the Study of Language and Information (CSLI), Università di Stanford.
- Approfondimenti su Comte e il positivismo, su homolaicus.com.
- (FR) Casa di Auguste Comte, su augustecomte.org.
- Sito ufficiale della Società Positivista (in diverse lingue), su socpos.org.
- (PT) Chiesa Positivista del Brasile - sito ufficiale, su templodahumanidade.org.br.
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