Afroaster
Afroaster J.C.Manning & Goldblatt, 2012 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Astereae (Basal grade) e sottotribù Afroasterinae. Afroaster è anche l'unico genere della sottotribù Afroasterinae G.L.Nesom, 2020.
Afroaster J.C.Manning & Goldblatt, 2012 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Astereae (Basal grade) e sottotribù Afroasterinae. Afroaster è anche l'unico genere della sottotribù Afroasterinae G.L.Nesom, 2020.[1][2][3]
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome deriva dalle parole greche "Afrós" (Africa) e "aster" (stella).
Il nome scientifico del genere è stato definito dai botanici John Charles Manning (1962-) e Peter Goldblatt (1943-) nella pubblicazione "Strelitzia. Pretoria" (Strelitzia 29: 792) del 2012.[4] Il nome della sottotribù è stato definto dal botanico Guy L. Nesom (1945-) nella pubblicazione "Phytoneuron. Digital Publications in Plant Biology" (Phytoneuron 2020-53: 26) del 2020.[5]
Descrizione
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Afroaster serrulatus

Afroaster hispidus

Afroaster serrulatus

Afroaster serrulatus
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus di tipo erbaceo perenne tuberoso.[2][6][7][8][9][10]
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. Le radici sono tuberose.
Foglie. Le foglie in genere sono disposte in modo alternato, picciolate o sessili. Si distinguono in basali (possono formare una rosetta basale) e in cauline (in genere di minori dimensioni). Quelle basali sono quasi squamose, quelle cauline hanno delle forme strette ed allungate. Le superfici variano da ispide a glabre (sono prive di ghiandole).
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da diversi capolini (fino a 10) raccolti in formazioni corimbose. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino poco bratteato, terminale peduncolato di tipo radiato con fiori eterogami. I capolini sono formati da un involucro, con forme campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, piatte e a consistenza erbacea, sono disposte in modo più o meno embricato su 3 - 4 serie. Il ricettacolo in genere è nudo ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è piatta o da convessa a conica.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
- fiori del raggio (esterni): sono femminili (a volte sono presenti degli staminoidi) e sono disposti su una sola serie; la forma è ligulata (zigomorfa); le ligule, avvolgenti, hanno una striscia centrale abassiale più scura;
- fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[11]
- Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
- Corolla: la forma della corolla alla base è più o meno imbutiforme, mentre all'apice è ligulata a 5 (raramente 3) denti (i fiori del raggio) o tubolare con 5 (raramente 4) lobi (i fiori del disco); i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata. I colori della corolla sono giallo (i fiori del disco) e lilla, bianco o blu (i fiori del raggio).
- Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo; le teche (produttrici del polline) alla base sono troncate e sono lievemente auricolate (molto raramente sono speronate o hanno una coda); le appendici apicali delle antere hanno delle forme piatte e lanceolate; il tessuto endoteciale (rivestimento interno dell'antera) è quasi sempre polarizzato (con due superfici distinte: una verso l'esterno e una verso l'interno). Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).[10][12]
- Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.[6] Lo stilo (il recettore del polline) è profondamente bifido (con due stigmi divergenti) e con le linee stigmatiche marginali separate.[13] I due bracci dello stilo hanno una forma da lanceolata a deltoide e possono essere papillosi o ricoperti da ciuffi di peli. Lo stilo dei fiori del raggio è supinato.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo; in alcune specie è presente un certo dimorfismo (gli acheni dei fiori del raggio differiscono dagli acheni dei fiori del disco);
- achenio: gli acheni, con forme da strettamente ellittiche a obovate, sono lateralmente compressi (piatti) con due nervature laterali; la superficie è ghiandolare o ghiandolare e strigosa-irsuta; la parete dell'achenio è formata da celle contenenti rafidi ma prive di fitomelanina; il carpoforo normalmente è anulare; le setole con punte a forma di ancora non sono presenti;
- pappo: il pappo è formato da 2 serie di setole finemente barbate. La serie interna è allungata, quella esterna è più corta.
Biologia
[modifica | modifica wikitesto]Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[7][8]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Le specie di questo genere sono distribuite in Africa centro e sud orientale.[3]
Sistematica
[modifica | modifica wikitesto]La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi,[11] oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[14] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi).[15] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][9][10]
Filogenesi
[modifica | modifica wikitesto]Il genere della specie di questa voce è descritto nella sottotribù Asterinae, una delle quasi 40 sottotribù della tribù Astereae. In base alle ultime ricerche nella tribù sono stati individuati (provvisoriamente) 5 principali lignaggi: Basal grade - Bellis lineage - Aster lineage - Baccharis lineage e North American lineage.[2]
Il genere Afroaster (insieme alla sottotribù Afroasterinae) è incluso nel Basal grade che comprende il gruppo sudamericano-oceania delle sottotribù Chiliotrichinae, Celmisiinae e Oritrophiinae, i gruppi africani delle Homochrominae, Pteroniinae e Eschenbachiinae e il gruppo dei generi legnosi del Madagascar (Madagasterinae). In particolare la sottotribù Afroasterinae fa parte del sottogruppo dell'Africa/Madagascar/Asia sud-est.[2]
I caratteri distintivi del genere di questa voce sono:[2]
- le radici sono tuberose;
- le foglie basali sono quasi squamose;
- i fiori del raggio a volte hanno degli staminoidi (componenti maschili).
Elenco delle specie
[modifica | modifica wikitesto]Questo genere ha 18 specie:[3]
- Afroaster ananthocladus (Hilliard & B.L.Burtt) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster bowiei (Harv.) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster chimanimaniensis (W.Lippert) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster comptonii (W.Lippert) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster confertifolius (Hilliard & B.L.Burtt) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster erucifolius (Thell.) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster hispidus (Thunb.) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster laevigatus (Sond.) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster lydenburgensis (W.Lippert) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster milanjiensis (S.Moore) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster nubimontis (W.Lippert) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster peglerae (Bolus) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster perfoliatus (Oliv.) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster pleiocephalus (Harv.) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster pseudobakerianus (W.Lippert) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster serrulatus (Harv.) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster tansaniensis (W.Lippert) J.C.Manning & Goldblatt
- Afroaster zuluensis (W.Lippert) J.C.Manning & Goldblatt
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
- ^ a b c d e Nesom 2020.
- ^ a b c (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 12 dicembre 2023.
- ^ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 12 dicembre 2023.
- ^ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato l'11 dicembre 2023.
- ^ a b Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
- ^ a b Strasburger 2007, pag. 860.
- ^ a b Judd 2007, pag. 517.
- ^ a b Funk & Susanna 2009, pag. 589.
- ^ a b c Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 284.
- ^ a b Judd 2007, pag. 520.
- ^ (EN) eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 15 febbraio 2012.
- ^ Judd 2007, pag. 522.
- ^ Strasburger 2007, pag. 858.
- ^ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 aprile 2021.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
- (EN) Vicki Ann Funk, Alfonso Susanna, Tod F. Stuessy e Randall J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae (PDF), Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, ISBN 978-3-9501754-3-1 (archiviato il 17 agosto 2025).
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Seconda edizione, Bologna, Edagricole, 2018.
- (EN) Alfonso Susanna et al., The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019), in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814. URL consultato il 12 gennaio 2026 (archiviato il 26 febbraio 2025).
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
- (EN) Jennifer R. Mandel, Rebecca B. Dikow, Carolina M. Siniscalchi, Ramhari Thapa, Linda E. Watson e Vicki A. Funk, A fully resolved backbone phylogeny reveals numerous dispersals and explosive diversifications throughout the history of Asteraceae, in PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 116, n. 28, 17 giugno 2019, pp. 14083-14088 (archiviato il 26 gennaio 2025).
- (EN) Caifei Zhang, Chien-Hsun Huang, Mian Liu, Yi Hu, Jose L. Panero, Federico Luebert, Tiangang Gao e Hong Ma, Phylotranscriptomic insights into Asteraceae diversity, polyploidy, and morphological innovation (abstract), in Journal of Integrative Plant Biology (JIPB), vol. 63, n. 7, 2021, pp. 1273-1293 (archiviato il 15 giugno 2025).
- (EN) Guy L. Nesom, Revised subtribal classification of Astereae (Asteraceae) (PDF), in Phytoneuron, vol. 53, 2020, pp. 1-39.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Afroaster Royal Botanic Gardens KEW - Database
